Guardando un’immagine che rappresenta una viverna, potremmo definirla, dopo un primo sguardo, come un generico drago: le ali enormi, le fauci spalancate, il corpo serpentino e possente, la coda allungata e affilata. È facile confondere le due creature se non le si osserva con attenzione. Le differenze però ci sono e rendono la viverna una creatura mitologica leggendaria altrettanto affascinante. La viverna, spesso descritta come un drago a due zampe, è una figura ricorrente nel folklore europeo, nell’araldica e, più recentemente, nella letteratura fantasy.
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Cos’è una viverna? Caratteristiche e differenze con il drago
Maliziosa e ostile, la viverna è un rettile alato che presenta due sole zampe, a differenza del classico drago quadrupede. La sua coda è dotata all’estremità di un pungiglione, un’arma letale poiché spesso descritta come velenosa. Le raffigurazioni di questa creatura variano: si possono trovare pungiglioni a forma di uncino, di freccia o a forma di pinna nel caso di viverne acquatiche. La sua figura è spesso associata a quella di un serpente alato, e la sua presenza è attestata in diversi bestiari medievali.
Caratteristica | Descrizione della Viverna |
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Zampe | Due zampe, usate per camminare e afferrare (bipede). Le ali fungono da arti anteriori, come nei pipistrelli. |
Coda | Termina con un pungiglione affilato e spesso velenoso. |
Soffio | Generalmente non sputa fuoco, ma può avere un alito pestilenziale o velenoso. |
Intelligenza | Spesso rappresentata come più bestiale e meno intelligente del drago. |
Origini e significato del termine viverna
Il termine viverna deriva dalla parola francese antica guivre (“serpente”), a sua volta ripresa dal latino vipera. L’etimologia del nome, quindi, rimarca la natura serpentina della creatura. Non possiamo sapere con certezza come e quando nasca la viverna; la sua genesi non è certa, ma è presente nella cultura del Nord Europa, così come nella mitologia africana. Tracce della sua presenza si possono ritrovare anche nella mitologia nordica.
Il simbolismo della viverna nel medioevo
Questa creatura rappresenta pestilenza, guerra, vizio e invidia. Durante il medioevo veniva talvolta identificata con Lucifero, incarnazione del male e della distruzione.
La viverna nell’araldica: simbolo di forza e conquista
In epoca medievale, la viverna era utilizzata come stemma araldico. In questo caso il suo valore simbolico era quello di potenza o, se rappresentata con le ali spalancate, di una nuova conquista. Nell’araldica, essa è molto simile a leoni o orsi, seppure in contrapposizione con essi per significato: leoni e orsi infatti rappresentavano poteri già affermati e solidi. Talvolta era possibile trovare la figura della viverna anche sugli scudi dei cavalieri come monito della forza distruttiva o del coraggio del cavaliere stesso.
La viverna nella cultura moderna e nel fantasy
Oggi, soprattutto attraverso il genere fantasy, possiamo imbatterci nella figura della viverna. La saga “La ragazza drago” della scrittrice Licia Troisi rivendica bene la figura della viverna. All’interno dei romanzi, le viverne sono le antagoniste dei draghi e il loro capo è Nidhoggr, la Grande Viverna: feroce, avara e corrotta. La viverna è una presenza costante anche nei videogiochi e nei giochi di ruolo come Dungeons & Dragons. Anche nella saga di The Witcher e in Game of Thrones (dove i “draghi” di Daenerys sono tecnicamente viverne per la loro anatomia a due zampe) compaiono creature che la ricordano da vicino. Nell’antichità le viverne erano collegate anche alla stregoneria: erano considerate utili per gli incantesimi, utilizzate per pozioni e rituali magici.
La viverna e lo stemma di Terni: il drago Thyrus
«Thyrus et Amnis Dederunt Signa Teramnis» ossia: «Il Tiro e il fiume diedero le insegne a Terni.»
La leggenda narra che nei pressi di Terni dimorasse una specie di viverna o serpente alato, il Thyrus, il quale con il suo alito pestifero era causa di morte. Un tempo, infatti, i fiumi Nera e Velino ristagnavano generando acquitrini e zone paludose. I terreni paludosi permettevano la diffusione di malattie come la malaria. I ternani pensavano che fosse proprio il drago Thyrus la “malattia” da eliminare.
La leggenda del cavaliere e la bonifica delle paludi
Si fece avanti un giovane cavaliere di una nobile famiglia, che decise di sfidare la bestia. Dopo una dura lotta, i raggi solari si rifletterono sulla sua lucida armatura abbagliando la viverna, che fu trafitta dalla lancia del giovane. Così i cittadini furono salvati: la leggenda simboleggia la bonifica delle terre paludose e la vittoria sulla malattia.
Oggi il drago Thyrus è visibile in una statua medievale e nello stemma ufficiale del Comune di Terni. In entrambe le rappresentazioni, il Thyrus ha le sembianze di una viverna, diventando un simbolo iconico della città.
Fonte immagine “la chimera verde”: Wikipedia.
Fonte Stemma di Terni: Wikipedia.
Articolo aggiornato il: 27/08/2025