Yayoi Kusama: l’arte ossessiva tra pois, zucche e spazi infiniti

opere di Yayoi Kusama.

Chi è Yayoi Kusama? È una delle artiste contemporanee più famose e influenti al mondo. Nata nel 1929 in Giappone, si appassiona subito all’arte, nonostante l’opposizione della madre. Sviluppa il suo talento ricreando immagini in modo veloce attraverso dei puntini, oggi marchio distintivo delle sue opere. Dopo aver appreso la pittura tradizionale Nihonga, si trasferisce a New York negli anni ’60, dove l’incontro con Andy Warhol la lancia nella scena della Pop Art.

1. Perché i pois? L’arte come terapia

Perché Yayoi Kusama disegna i pois? La sua produzione artistica è invasa da pois, veri protagonisti di ogni opera. Questa ossessione nasce da un trauma infantile legato a violenze domestiche. La sofferenza fisica e psichica viene espressa attraverso la ripetizione ossessiva dei puntini, che per lei sono una metafora della piccolezza dell’essere umano rispetto all’universo. L’arte, ha dichiarato lei stessa, è una terapia salvavita, un modo per trasformare il dolore in bellezza e trovare speranza. Il suo stile provocatorio si manifesta anche nella Self-Obliteration, performance in cui dipingeva pois sui corpi nudi dei partecipanti, e in gesti eclatanti come autoinvitarsi alla Biennale di Venezia per lanciare centinaia di sfere specchianti nei canali (Giardino di Narciso).

2. Le opere più famose di Yayoi Kusama

L’arte di Kusama è varia e multiforme, ma alcune creazioni sono diventate vere e proprie icone mondiali.

Opera Iconica Descrizione e significato
Infinity Mirror Rooms Stanze immersive ricoperte di specchi che creano un’illusione di spazio infinito, trasportando lo spettatore nell’universo ossessivo dell’artista.
Pumpkins (Zucche) Sculture di zucche a pois, considerate l’alter ego di Kusama. Simboleggiano la natura effimera dell’esistenza e la forza della vita.
Soft Sculptures Oggetti quotidiani (come poltrone) ricoperti di protuberanze falliche a pois, usate per esorcizzare le sue paure legate al sesso.
Self-Obliteration Performance in cui l’artista e i partecipanti vengono ricoperti di pois, annullando l’individuo nel Tutto universale.

La sua prima Infinity Mirror Room- Phalli’s Field (1965) è una sala circondata da specchi con il pavimento ricoperto di falli a pois, le sue Soft Sculpture. Queste opere rientrano nell’Arte Psicosomatica, un modo per produrre un elemento all’estremo fino a fargli perdere il suo potere ansiogeno.

Polkadots on Trees, Biennale, Singapore (2006)

3. Le zucche: l’alter ego dell’artista

Le zucche (Pumpkins) sono forse il soggetto più ricorrente e amato da Kusama, tanto da rappresentare il suo alter ego. Per lei non sono solo ortaggi, ma hanno un significato profondo: con la loro forma solida e rassicurante, sono una metafora della natura effimera della nostra esistenza e un invito a guardare il mondo con curiosità, con la consapevolezza che ogni persona, nel suo piccolo, ha il suo valore. Le opere di Yayoi Kusama sono la testimonianza che la creatività può emergere dai traumi, ispirando milioni di persone in tutto il mondo.

Fonte immagine in evidenza: Pixaby

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