Che cos’è la lobotomia: cause ed effetti

Che cos’è la lobotomia: cause ed effetti

Che cos’è la lobotomia? La lobotomia è un intervento chirurgico che consiste nella recisione o distruzione dei collegamenti tra la corteccia prefrontale e le altre aree del cervello. L’obiettivo è ridurre comportamenti considerati patologici, come aggressività, deliri o depressione grave. La tecnica più nota nella storia è stata la lobotomia prefrontale, seguita poi dalla lobotomia transorbitale, una procedura più rapida e invasiva che prevedeva l’accesso al cervello tramite l’orbita oculare. Questa pratica scientifica rappresenta una delle pagine più discusse della storia della medicina moderna. Utilizzata soprattutto tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento, questa procedura neurochirurgica viene inizialmente accolta come una possibile cura per gravi disturbi psichiatrici. Con il tempo, tuttavia, i suoi effetti devastanti hanno portato ad una profonda revisione etica e scientifica.

Scheda di sintesi sulla lobotomia

Aspetto Dettaglio
Definizione Recisione dei collegamenti della corteccia prefrontale
Scopo originario Curare psicosi, aggressività e depressione grave
Ideatore António Egas Moniz (Premio Nobel 1949)
Periodo di diffusione Anni ’30 – ’50 del Novecento
Principali effetti Apatia, perdita di personalità, danni cognitivi


Attrezzo utilizzato durante la lobotomia per aprire il cranio di pazienti. Wikimedia Commons, Bjoertvedt.

Storia e cause della diffusione della lobotomia

Una delle principali cause della diffusione della lobotomia è dovuta all’assenza di terapie efficaci per le malattie mentali. Nei primi decenni del Novecento non esistevano psicofarmaci efficaci per curare problemi neurologici e i pazienti psichiatrici venivano spesso rinchiusi in manicomi sovraffollati. La lobotomia appare, quindi, come una soluzione rapida per gestire pazienti considerati ingestibili. Le strutture psichiatriche erano sottoposte a forti pressioni economiche e sociali. Ridurre l’aggressività o l’agitazione dei pazienti significava diminuire i costi e facilitare la gestione interna. In molti casi, l’intervento veniva effettuato senza un reale consenso informato.

L’inventore della lobotomia: António Egas Moniz

Ad ideare questa tecnica è stato il neurologo portoghese António Egas Moniz, che nel 1949 ricevette il Premio Nobel per la Medicina. Questo riconoscimento ha contribuito enormemente alla legittimazione della lobotomia, favorendone la diffusione a livello internazionale, soprattutto negli Stati Uniti e in Europa. Per approfondire il contesto del riconoscimento, è possibile consultare la pagina ufficiale del Premio Nobel.

Ideatore della lobotomia e vincitore del Premio Nobel per la Medicina Egas Moniz, Wikimedia Commons.

 

Effetti collaterali e conseguenze sui pazienti

Tra gli effetti che si riscontravano sul paziente, c’erano quelli fisici immediati e quelli a breve termine come:

  • crisi epilettiche;
  • infezioni cerebrali;
  • emorragie;
  • perdita della coordinazione motoria.

Questo intervento scientifico non ha mai portato riscontri positivi, tant’è vero che molti pazienti restavano colpiti a vita da queste complicazioni e altri addirittura morivano. Gli effetti più evidenti riguardavano anche la personalità e le funzioni cognitive del paziente che manifestava: riduzione drastica delle capacità decisionali, perdita della memoria, difficoltà di linguaggio e apatia profonda. Nonostante tutti questi effetti collaterali, la lobotomia è stata a lungo utilizzata per “curare” i pazienti affetti da patologie mentali.

Il declino della pratica e l’avvento degli psicofarmaci

Con l’introduzione degli psicofarmaci negli anni Cinquanta, in particolare degli antipsicotici, la lobotomia inizia ad essere progressivamente abbandonata. I risultati clinici dimostravano che i benefici non superavano i danni causati dall’intervento stesso. A mano a mano questa pratica inizia ad uscire di scena, dando spazio a tecniche scientifiche più moderne. Tuttavia, la lobotomia ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della bioetica contemporanea, evidenziando l’importanza del consenso informato, della tutela dei pazienti vulnerabili e della necessità di valutare non solo l’efficacia, ma anche la dignità della persona.

Cosa resta oggi della lobotomia

Anche se oggi la lobotomia non viene più praticata, perché illegale, la sua storia continua a essere studiata come monito contro l’uso improprio della scienza. Le moderne neurochirurgie funzionali sono profondamente diverse: mirate, reversibili e sottoposte a rigorosi protocolli etici. Dalla nascita della lobotomia fino ai giorni nostri, grandi progressi sono stati fatti nel mondo scientifico che oggi mirano soprattutto ad operare nel rispetto dei diritti umani. Quindi, quando ci chiediamo che cos’è la lobotomia, ci riferiamo ad una pratica scientifica che ha causato danni irreversibili a persone “sane” che potevano essere salvate diversamente.

Fonte immagine in evidenza: Wikimedia Commons, Alfabalik.

Articolo aggiornato il: 22 Gennaio 2026

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