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Eroica Fenice

La Tag: eventi contiene 91 articoli

Food

Ferrillo Day: i 25 anni della Pizzeria Ferrillo di Napoli

La pizzeria Ferrillo, pizza ai piani alti (via Michelangelo da Caravaggio 33, Napoli) si è aperta a nuovi itinerari gastronomici in occasione del Ferrillo Day (16 maggio 2018), in cui, offrendo la degustazione delle sue pizze gourmet, il pizzaiolo Maurizio Ferrillo ha festeggiato i suoi 25 anni di attività gastronomica. Il Ferrillo Day: dalle origini alla pizza Il Ferrillo Day, evento organizzato dall’Associazione Spaghettitaliani rappresentata da Luigi Farina, ha visto protagonista l’arte pizzaiuola di cui Maurizio Ferrillo continua a diffondere e insegnare col suo mestiere. La pizza è soltanto l’esito finale di un’attenta scelta preliminare di ingredienti di primo ordine. L’uso di prodotti partenopei, dalla varietà di farina a quella di pomodori, dai prodotti caseari a verdura e ortaggi, fa sì che la pizza di Maurizio Ferrillo mantenga il contatto con la tradizione partenopea, dando spazio a uno sperimentalismo culinario tale da rendere unica e saporita la regina pizza napoletana. Come ha riferito lo stesso Maurizio Ferrillo, che ha accolto tutti gli ospiti con garbo, cortesia e sana napoletanità, la preparazione della pizza parte dalla lievitazione del panetto, lunga 30 ore, al fine di raggiungere la giusta consistenza durante la manipolazione e la preparazione. La cottura tiene, poi, conto anche degli effetti della cottura della pizza e dei suoi ingredienti, facendo sì che l’amalgama dei sapori si armonizzi senza confondersi. Si tratta questo di un passaggio molto importante, in quanto quel che si è detto risulta essere più vero e più complesso per quel che riguarda le pizze da asporto. La questione si lega indissolubilmente alla pizzeria Ferrillo poiché, come ha informato Luigi Farina dell’Associazione Spaghettitaliani, essa è stata tra le prima pizzerie a intraprendere la consegna delle pizze da asporto. Le pizze gourmet da asporto di Maurizio Ferrillo mantengono comunque tutte le caratteristiche culinarie, sapore aroma, fragranza, di quelle appena uscite dal forno, ma a questo punto era forse anche inutile specificarlo, rigorosamente a legna. Pizzeria Ferrillo: tra fritture e pizze Il punto di forza della pizzeria Ferrillo sta nell’uso di ingredienti genuini e soprattutto partenopei. A partire dalla frittura offerta da Maurizio Ferrillo, si assapora la freschezza dei prodotti fatti in casa: frittatine di pasta, panzarotti, mozzarelle impanate e arancini serbano un sapore unico e leggero che fungono da “apripista” per la pizza. Come si accennava, il panetto della pizza risulta ottimamente lavorato, come si è potuto saggiare dalla friabilità dell’impasto. Un impasto morbido al tatto e al gusto, delimitato da un cornicione altrettanto gustoso, nel rispetto dell’arte pizzaiola. Tra le varie pizze offerte da Maurizio Ferrilo, oltre le classiche ma intramontabili marinara e margherita, si ricordano alcuni esperimenti moderni quali l’accostamento di mozzarella di bufala campana, pomodorino giallo e pancetta, o ancora l’accostamento di provola e fiori di zucca, in un bilancio equilibrato tra dolcezza e acidità di ingredienti che rende pieno il sapore della pizza. Ma la vera specialità di Maurizio Ferrillo è la Panafritta: una pizza fritta che, prima di essere cotta nell’olio, viene impanata con uovo e  pangrattato, stratagemma che elimina la possibilità della presenza di olio […]

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Food

Oro Bianco, degustazione a 4 mani con Antonio Maraucci e Marco Pellone

Lunedì 7 maggio presso la pizzeria “Oro bianco” a Piazza Nazionale si è tenuta “Maggio napoletano”, serata per la stampa – e non solo – in cui quattro talentuose mani hanno impastato, farcito e sfornato bellezza. L’evento ha avuto come protagonisti il “pizzaiolo residente” Antonio Maraucci e un altro giovane quanto bravo pizzaiolo partenopeo, Marco Pellone, della pizzeria “Ciro Pellone”. Maraucci, proveniente da una famiglia di pizzaioli della classica tradizione napoletana, da circa un anno si è messo in proprio, dopo aver praticato per 15 anni l’arte bianca nel famoso ristorante al Borgo Marinari. Marco Pellone ha ereditato, insieme al fratello, l’omonimo locale alla Loggetta, piccolo quartiere vicino lo stadio San Paolo, dal padre Ciro, figlio a suo volta di uno dei pizzaioli dello storico Trianon. I due giovani pizzaioli si sono conosciuti un anno fa in occasione del “San Marzano day 2017”; accomunati dalla stessa passione, diventano amici e decidono di collaborare nella realizzazione di questa cena a “quattro pizze”. “Maggio napoletano” di Antonio Maraucci e Marco Pellone. Il menù La serata è iniziata con una squisita frittura mista “Oro Bianco” (crocché di patate vere, verdura pastellata, fiori di zucca, zeppolline e frittatina) seguita dalla degustazione dei quattro piccoli capolavori, realizzati con le farine Caputo o farine W280. La prima, ideata da Antonio Maraucci, è stata realizzata con asparagi, gamberetti, provola e scaglie di limone all’uscita; per la seconda, ideata invece da Marco, sono stati utilizzati peperoni verdi, pomodorini, provola e cacioricotta del Cilento; a seguire la seconda pizza di Maraucci con pesto, pomodorini del piennolo, ricotta e provola; l’ultima è stata realizzata con pancetta, fior di latte, zucchine e foglie di menta. E per concludere abbiamo avuto il piacere di assaggiare anche la classica Marinara. La serata si è conclusa all’insegna della dolcezza delle leggere e per niente unte graffe, presenti nel menù del locale, e due vassoi di squisitezze della gelateria “Il Bacio” – che vanta oltre sessanta gusti diversi di gelato e semifreddi – di Espedito Martino, suocero di Maraucci e proprietario della pizzeria “Oro Bianco” che ha deciso di aprire solo un anno fa. Un investimento ampiamente ripagato il suo, soprattutto per merito di Antonio e del suo staff, che hanno saputo regalarci – grazie alle materie prime utilizzate, alla sofficità degli impasti e alla creatività nell’accostamento dei sapori – una cena veramente deliziosa.

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Napoli & Dintorni

Underneath the arches: l’amore tra presente e passato

Presso Palazzo Peschici Maresca si è tenuta, venerdì 23 marzo, la conferenza stampa che presenta il progetto Underneath the arches, programma di arte contemporanea a cura di Chiara Pirozzi e Alessandra Troncone. Prende avvio nel sito archeologico che conserva i resti dell’Acquedotto Augusteo del Serino nel quartiere Sanità di Napoli e, in collaborazione con l’associazione VerginiSanità, la mostra ospiterà a partire dal 24 marzo una serie installazioni site-specific di artisti di fama internazionale, il cui obiettivo è primariamente quello di far collaborare passato e presente. L’impegno dell’associazione, in combinazione col programma Aqua Augusta per la valorizzazione del sito archeologico Acquedotto Augusteo del Serino, punta in maniera principale alla riqualificazione di un quartiere, come quello della Sanità, ricco di siti di interesse culturale e artistico. Accanto al famosissimo Cimitero delle Fontanelle e alle numerose catacombe, il quartiere vanta anche resti di un acquedotto risalente all’epoca romana, costruito nel primo decennio d.C, lungo più di 100 km che al tempo del suo funzionamento doveva essere utilizzato come principale punto di approvvigionamento idraulico della rete urbana. Nel tempo, le sue fondamenta sono state più volte riutilizzate come basi per le costruzioni successive e le sue volte ad archi, a cui rimanda il nome del progetto, durante la guerra hanno ospitato migliaia di sfollati che fuggivano dalle bombe. L’acquedotto è stato poi scoperto nel 2011, ripulito dall’immondizia e aperto al pubblico nel 2015. Underneath the arches e il dialogo tra ieri e oggi La solidità del passato e la fugacità del presente sono elementi che, seppur distinti e contrastanti tra di loro, all’interno del progetto Underneath the arches si coniugano e dialogano alla perfezione. Questa combinazione che ai più potrebbe apparire azzardata, in realtà cela un messaggio ben preciso: l’arte non cessa mai di reinventare le proprie forme e di essere veicolatrice di messaggi che sono lo specchio della società in cui si contestualizzano. Per questo accanto alla grandiosità del passato, trasmessa attraverso le opere architettoniche e urbane imperiture, troviamo la contingenza del presente che molto spesso si fa carico di forme d’arte effimere, che non riescono a durare nel tempo. Il primo artista chiamato a dialogare col passato è Arturo Hernàndez Alcàzar, originario di Città del Messico, dove tutt’ora vive e lavora. La sua installazione, dal titolo Blind Horizon, sarà ospitata nel sito archeologico dal 24 marzo fino al 13 maggio. L’opera è frutto di una grandissima ricerca da parte dell’artista, che ha visitato Napoli per circa un mese ed ha avuto modo di conoscerla profondamente, con le sue contraddizioni e il suo caos assordante. La base dell’idea artistica è proprio il suono: l’installazione, che consiste nel posizionamento di ben otto megafoni in punti strategici all’interno dell’acquedotto, parte dall’idea che il suono abbia una componente importantissima nella nostra vita e molto spesso se ne dà scontata la presenza. Quindi, da una presenza immateriale si ricava qualcosa di materiale come l’opera d’arte, la quale fa inoltre presa sull’idea di stratificazione sia architettonica e sia acustica che vuole rappresentare proprio questa sovrapposizione di suoni, di caos. In questo senso […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Marzo Donna 2018, presentata la rassegna Lazzare Felici: la creatività delle donne per una città sostenibile

Lo scorso 5 marzo è stato presentato il programma della rassegna Marzo Donna 2018 – Lazzare Felici: la creatività delle donne per una città sostenibile -, presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, alla presenza della Delegata alle Pari Opportunità Simonetta Marino, del Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e degli assessori Nino Daniele, Annamaria Palmieri, Roberta Gaeta e Maria d’Ambrosio. La rassegna – ideata e promossa dalla Delegata del Sindaco alle Pari Opportunità in collaborazione con gli Assessorati alle Attività Produttive, alla Scuola, ai Giovani, alla Cultura, al Welfare, alla Qualità della Vita, alla Trasparenza, le 10 Municipalità e gli organismi di parità, gli ordini professionali e le associazioni di categoria – durerà dal 5 marzo al 16 aprile. Marzo Donna 2018: la creatività delle lazzere felici Anche quest’anno, in occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, il Sindaco di Napoli, grazie alla Delegata alle Pari Opportunità Prof.ssa Simonetta Marino, ha inteso promuovere una rassegna volta al rafforzamento della figura della donna nella società. La manifestazione quest’anno è dedicata alla creatività delle donne, intesa non solo in senso espressivo ed estetico, ma come “arte di intessere relazioni, di avere cura dell’esistente, di trasformare condizioni di subalternità in occasioni di riscatto, di liberare il pensiero da stereotipi e pregiudizi, di attivare circuiti virtuosi e pratiche politiche di mutualismo per rendere la città più sostenibile”. «Fare della propria vita un’opera d’arte», è questo il motto di tante donne che quotidianamente dedicano impegno e passione alla nostra città, e che, attraverso tali iniziative, danno voce a chi non ne ha. Il titolo della rassegna trae ispirazione da una famosa canzone del compianto Pino Daniele, “Lazzari felici”, ed è stato scelto in quanto esemplificativo della libertà e dell’energia performativa delle donne, che va oltre i linguaggi codificati e le pratiche normalizzanti, per inventare ogni volta un modo diverso di stare insieme. “Abbiamo voluto sottolineare che le donne in quanto lazzare sono dei soggetti potenzialmente rivoluzionari, nel senso che la loro marginalità storica produce poi un effetto di riattivazione, di desideri, di bisogni”, ha spiegato la Delegata alle Pari Opportunità Simonetta Marino. “Le donne – ha proseguito – sono soggetti di trasformazione, la loro creatività è straordinaria. Noi abbiamo avuto l’adesione di più di 60 iniziative in tutta la città, da generazioni e associazioni differenti”. Lazzare felici, un programma ricco di eventi      Tante sono le iniziative in programma anche quest’anno. Un fitto calendario che annuncia un mese di eventi. Previste mostre, laboratori, dibattiti, appuntamenti con le scuole. Tra le altre iniziative, ricordiamo la mostra mercato solidale “Donne Migranti”, realizzata in collaborazione con le associazioni che operano nel settore, che si terrà a partire dal 17 marzo, per i successivi weekend fino al 16 aprile, presso la Galleria Principe di Napoli. Presentato anche il calendario di eventi “Donne al Centro”, progetto realizzato grazie alla collaborazione con il Servizio Giovani e Pari Opportunità del Comune di Napoli e il Centro Studi Condizione della Donna. Si tratta di una serie di appuntamenti gratuiti aperti al pubblico, che […]

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Culturalmente

Genova commemora la Shoah con “Segrete – tracce di Memoria”

Alla Torre Grimaldina, presso il Palazzo Ducale di Genova, dal 18 gennaio al 3 febbraio, si svolge il viaggio evocativo e memoriale per la commemorazione della Shoah. La rassegna d’arte contemporanea “Segrete – tracce di Memoria” è stata inaugurata per la sua decima edizione nelle celle della Torre Grimaldina di Palazzo Ducale. Come nelle precedenti edizioni, la rassegna, ideata e curata da Virginia Monteverde, riunisce un gruppo di artisti contemporanei di levatura internazionale in collaborazione con gallerie artistiche e associazioni culturali. In un luogo intriso di suggestioni e memorie, come quello delle antiche carceri di Genova,  è stato allestito un percorso fortemente emozionale nel quale, grazie a varie opere e installazioni, si fanno riaffiorare i drammatici eventi del terrificante genocidio. Gli artisti offrono interpretazioni e spunti di riflessioni sulla giornata della Memoria. La loro arte, mezzo di comunicazione sociale e informativo, si propone come punto d’incontro tra passato e presente e fonte di sensibilizzazione, rivolto soprattutto alle nuove generazioni. Si occupano dell’introduzione di riflessioni le personalità di Andreas Blank, Andreas Burger, Jan Kuck, Federica Marangoni, Giuseppe Negro, Silvano Repetto, Daniele Sigalot, e diversi giovani artisti che partecipano al Peace Project curato da Martina Campese. Numerosi eventi sono previsti a scopo pedagogico, emozionale e informativo. Un incontro con le scuole, la mostra fotografica di Roberto Menardo, esposta nelle prossimità del Binario 21. Due le esibizioni teatrali, “Lezioni elementari. Monologo sul maestro Gabriele Minardi” di e con Roberto Mussapi, in scena il giorno sabato 20 gennaio, e “Scalpiccii sotto i Platani-L’eccidio di Sant’Anna di Stazzemma” di e con Elisabetta Salvatori e Matteo Ceramelli al violino, prevista per il giorno 1 febbraio. L’evento sarà concluso da un reading di poesia di cui si è occupato Claudio Pozzani, direttore del Festival internazionale di poesia di Genova. “Segrete – tracce di Memoria”: un’ iniziativa commovente e incisiva La Torre Grimaldina, che fino al Trecento era simbolo del potere esercitato prima dal Comune e poi  durante la Repubblica di Genova, si trasforma in un simbolo di tragedia e di commemorazione grazie all’iniziativa “Segrete – tracce di Memoria”. Nel Medioevo era stato luogo di detenzione di numerosi intellettuali e personaggi politici. Il suo ambiente tetro e suggestivo, aperto al pubblico a partire dal 2008, è stato dunque trasformato in teatro di opere d’arte che si scoprono attraversando porte e inferriate dove in passato erano raccolti i prigionieri di Genova. L’arte nelle sue svariate utilizzazioni ha consentito di stimolare la memoria e la riflessione intorno a una tragedia umana e storica che non può conoscere l’oblio per gli orrori che ha provocato. “Segrete – tracce di Memoria” si è rivelata una rassegna incisiva, commovente e efficace.

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Eventi/Mostre/Convegni

Van Gogh Immersive a Napoli, che Experience!

Dal 18 novembre al 25 febbraio, la Basilica di San Giovanni Maggiore a Napoli, ospiterà “Van Gogh Immersive Experience“, una mostra multimediale e interrativa, con lo scopo di far letteralmente immergere il visitatore nelle opere dell’artista olandese attraverso il 3D mapping. Van Gogh Immersive Experience, immergersi nell’arte Lo scetticismo. Nota corrente di pensiero filosofico-esistenzialista, occupa da tempo l’animo umano, diciamo dai tempi in cui ci si chiedeva se poi, alla fine, si sarebbe rivelata utile questa scoperta del fuoco. Scivoloso, liquido, esso è capace di scorrere e insidiarsi in qualsiasi mente, dalla più semplice a quella più articolata. Perché tutta questa trafila? Perché uno potrebbe pure chiederselo, mentre è in fila per vedere dei quadri proiettati su un telo, cosa sta facendo. Ad essi, si può rispondere solo in un modo: non è convenzionale ciò che vi accingete a vedere. Non applica e non sottostà a nessuna regola tipica delle mostre, né per scelte stilistiche né espositive. È colore, semplice e puro colore. Macchia il corpo, lo attraversa e lo coinvolge all’interno dell’opere e del momento,  pura catarsi artistica in cui, per pochi istanti, lo spettatore non visita le opere, nè le vive, ma le forma, le rappresenta e crea. È, esso stesso, l’opera. Una risposta contemporanea, etica ed estetica, a chi, incautamente, chiede al visitatore di possedere il famoso “background“, di portarsi da casa la propria cultura come fosse una merenda, per poter interagire con le opere e con l’autore, altrimenti di difficile digestione. Ciò di cui si necessità qui è solo il tempo. Quel tempo che ci si ripromette sempre di trascorrere a fare solo quel che si ama, che sia esso finire finalmente quel famoso libro o vedere quel film o visitare quella mostra. Ecco, si armi il visitatore di tutto quello di cui dispone, per stendersi a guardare la Notte Stellata prendere lentamente forma, come si consumasse dinanzi ad esso, accompagnata da una sottile e intensa colonna sonora. O stagliarsi sopra il Campo di grano con corvi, assaporando la stesura pittorica del maestro olandese e la sua arte proprio come se si fosse la sua tela. Tirando le somme, l’Immersive Experience non può, e non vuole, in alcun modo tentare di sostituire la magia allocata nei musei, il solo rumore delle suole che scricchiolano nel suggestivo silenzio delle sale, il piacere di poter osservare, quasi toccare, le croste di opere che son qui da molto tempo prima di noi e che ci resteranno per tantissimo altro tempo dopo ancora. Ma è una valida innovazione, una novità, un viaggio, di quelli che ti restano impressi nella mente per quanto fossero leggeri e spenseriati.

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Cinema & Serie tv

Festa del cinema di Roma 2017: tiriamo le somme

La stagione autunnale è periodo dei festival cinematografici più acclarati di Italia, tra questi occupa un ruolo di grande prestigio la Festa del Cinema di Roma, giunta quest’anno alla sua 12esima edizione. Si è appena conclusa l’importante manifestazione cinematografica della capitale, che ha visto sfilare sul red carpet attori di fama internazionale e grandi protagonisti del cinema italiano, con proiezioni gioiello, futuri diamanti della prossima stagione cinematografica. Anche quest’anno la Festa del Cinema di Roma ha avuto come splendida cornice l’Auditorium Parco della Musica, teatro di una variopinta selezione di film. Ad aprire la manifestazione, Hostiles di Scott Cooper, ambientato nel 1892, che racconta di un viaggio di ritorno verso le terre native. Si è conclusa, ieri, 5 novembre, con un film atteso dal grande pubblico: The Place di Paolo Genovese, storia surreale, molto lontana dal suo ultimo titolo Perfetti Sconosciuti. Colpisce anche la sezione autonoma e parallela alla Festa del Cinema, Alice nella Città, che affronta tematiche vicine alle ultime generazioni ed è trampolino di lancio per molti registi alla loro opera prima. Alice nella Città avvicina il mondo dei giovani al panorama cinematografico e lo fa non soltanto attraverso proiezioni di lungometraggi, ma anche attraverso masterclass con attori internazionali, quest’anno Orlando Bloom accompagnato da Maya Sansa. I titoli che non passano inosservati: Numerosi film internazionali saranno a breve sui nostri schermi, ma quest’anno i prodotti cinematografici nostrani sono il fiore all’occhiello della prossima stagione del cinema. Fra questi il film Una questione privata: il titolo da subito ci riporta ad un nome caro alla letteratura italiana, Beppe Fenoglio; infatti l’associazione immediata è proprio quella vincente, poiché a divenire pellicola cinematografica è il partigiano Johnny, protagonista dei testi di Fenoglio. A vestirne i panni è Luca Marinelli, diretto dai Taviani, che disegnano la difficile figura di Johnny, nella sua dicotomica esistenza. Il già citato The Place è sicuramente un titolo da tenere a mente. Il film è un adattamento della serie tv The Booth at the End e vanta un cast spettacolare, con attori che hanno già lavorato con Genovese come Marco Giallini, Vittoria Puccini, Vinicio Marchioni, Alba Rohrwacher, Valerio Mastandrea e tanti eccellenti attori italiani che si sono confrontati per la prima volta con il regista: Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli, Silvio Muccino. La storia è concentrata in un unico ambiente, un ristorante, al cui tavolo siede un uomo misterioso, pronto ad esaudire i desideri degli otto protagonisti, in cambio di compiti rischiosi da svolgere. Una rappresentazione del male e dell’egoismo sociale, che da anni divora l’umanità, una vicenda individuale e corale. Splendida la colonna sonora firmata da Marianne Mirage e gli Stag, dal titolo omonimo al film. Premi e Riconoscimenti Quello di Roma non può essere definito un “festival” ma una “festa”: non assegna quindi dei veri e propri premi, come per esempio succede a Cannes o Venezia, ma ci sono comunque dei riconoscimenti che vale la pena nominare. Il regista David Lynch è stato premiato con un riconoscimento alla carriera, consegnatogli da Paolo Sorrentino; il film Borg McEnroe di Janus Metz Pedersen, che racconta […]

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Food

Divin Castagne: non solo vino e castagne

Inizierà a breve la quattro giorni dedicata al vino e alla castagna, il Divin Castagne, un evento che è diventato ormai parte delle tradizioni della città di Sant’Antonio Abate che lo ospita. Il 20 ottobre darà il via alla settima edizione, in occasione della quale, tante sono le novità previste. Sabato 14 ottobre è stato organizzato un programma educational per la stampa, in modo da presentare meglio le innovazioni di questa edizione. L’accoglienza si è svolta a suon di cornetti presso la sede RAS – Restoring Ancient Stabiae – a Castellammare di Stabia. La sede, che accoglierà gli chef e gli ospiti in occasione della manifestazione, è stata designata per l’ideale che insegue. La Fondazione RAS si occupa della cura e promozione dell’area archeologica ed ha inaugurato il Vesuvian Istitute, un Campus internazionale che si propone di accogliere non solo gli studiosi interessati all’area vesuviana, ma anche convegni, come nel caso di questo evento. La quattro giorni in questa edizione fa dell’alimentazione di qualità uno dei punti cardini. Sarà organizzato un percorso per far scoprire il gusto delle scelte alimentari sane e per valorizzare quanto il territorio ha da offrire. Le tappe del percorso educativo saranno a cura dei volontari della Condotta Slow Food Monti Lattari in collaborazione con il team del Gruppo Educazione Slow Food Campania e Basilicata. I rappresentanti dello Slow Food hanno dato prova ai presenti della propria bravura in cucina e parlato dei programmi per la manifestazione. Ci sarà anche la presentazione del libro “C’era una volta il Focolare” di Anna D’Amora, per scoprire in un linguaggio dialettale misto all’italiano, ricette e storie di personaggi illustri. La tappa successiva è stata pensata per mostrare le origini de erbe presenti in un piatto gourmet. Solitamente gli chef danno un tocca originale e personale con l’aggiunta di piccole chicche ricercate, ad esempio di erbe poco conosciute ma da un sapore e un odore che fanno la differenza nella cucina di un piatto stellato. In occasione del tour, è stata visitata l’azienda agricola Montoro, proprio specializzata nella coltivazione delle erbe spontanee e che si sta espandendo anche sul mercato del pomodoro. Vasi campi variopinti da fiori profumati e commestibili, pronti per impreziosire i piatti di tanti chef. Per questa edizione di Divin Castagne, è aumentato il numero degli chef che ne prenderanno parte per un totale di 44, da quelli più riconosciuti a quelli locali. Tra i nomi risaltano soprattutto il toscano Luca Natalini, la modenese Majda Nabaoui e la campana Fabiana Scarica, che cucineranno un piatto basato sulla castagna. Legati al mondo della cucina non solo ci saranno show cooking, ma anche wine tasting organizzati presso la Corte del gusto e del vino, laboratori per i bambini ed altre attività innovative organizzate da esperti nel settore. Ma la cucina non è solo fatta di odori e sapori, ma anche di colori, ed in questo si giustappone a un quadro. La cucina è una forma artistica e quindi perché non coinvolgere l’arte durante la manifestazione Divin Castagne? Questa la linea di […]

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Food

Afragola: Bere&bè, un’oasi dove bere e mangiare bene

Ha aperto i battenti il 2 ottobre Bere&bè, un prezioso locale incastonato nella città di Afragola, in provincia di Napoli. Durante una serata organizzata per la stampa, i giovani proprietari under 30 – Augusto Santoro e Ferdinando Salzano – hanno fatto sfoggio dei propri vini e di prelibatezze varie, spiegando in maniera certosina la provenienza dei vari prodotti, che ne garantiscono l’ottima qualità. Come una piccola oasi, il locale sorge per offrire un punto di ritrovo, un posto sicuro dove andare per dimenticarsi dei propri affanni. Piccolo e dotato di un grazioso patio all’esterno, consente sia di sedersi nel clima caldo interno tra i tavoli di legno, sia all’esterno rinfrescati dalla brezza serale. Il design è semplice ma capace di rendere il posto confortevole. La luce filtra attraverso i vetri delle bottiglie e il rosso e il bianco dei vini; si crea un clima confortante e accogliente, romantico se accompagnati dalla propria altra metà della mela, ilare e gioioso se in compagnia di amici. Un vero e proprio rifugio, che si presta bene a tutte le situazioni, e dove chi entra deve lasciare i pensieri fuori l’ingresso. Per bere bene: vini e cibi di ottima qualità L’eccezionalità di Bere&bè sta nella possibilità di bere vini di qualità, di farsi guidare dai proprietari nella scelta dei vini, nella loro degustazione e negli abbinamenti più adeguati con il cibo. Un posto per bere bene o per imparare a farlo, attingendo da più di un migliaio di bottiglie, con oltre 230 etichette! Si può trovare il proprio vino preferito oppure scoprire i propri gusti enogastronomici a suon di degustazioni, infatti la varietà è ampia. Il locale ne mette a disposizione diverse qualità e provenienze, attraversando l’Italia – dal Trentino Adige alla Sicilia, per le colline di Franciacorta fino in Toscana e in Campania – per poi spingersi oltre i confini nazionali e conquistare i vigneti francesi – da Reims a Epernay – con le Maison du Champagne. Ma la qualità coinvolge anche la gastronomia, per meglio esaltare il sapore intenso del vino, il locale offre una vasta gamma di stuzzicheria, facendone sempre della qualità il segno distintivo. L’offerta spazia dai salumi e formaggi nostrani alla “zingara”, un sandwich ottenuto con due fette di pane casareccio tostate e farcite, e di cui qui è presente sia la classica versione ischitana che una rivisitazione dei proprietari in chiave gourmet. Ma non finisce qui. Perché ce ne è per tutti i gusti. Si vuol far sentire a proprio agio tutti i clienti che solcano l’ingresso. Quindi per gli amanti dei sapori forti è messo a disposizione un angolo “distilleria”, per assaporare ottimi Whisky, Rum, Grappe, Gin e Vodka. Mentre per i più giovani in cerca di un leggere aperitivo pomeridiano, la scelta è tra diverse varietà di birre artigianali e i classici Spritz. Menù degustazione per la stampa In occasione della presentazione del locale alla stampa, i due giovani proprietari hanno fatto fare ai presenti un tour tra le prelibatezze alimentari e enogastronomiche offerte dal locale. Della […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Lalineascritta, 25 anni in punta di penna

Mercoledì 20 settembre, presso il cinema Hart (Via Crispi, 33), si sono svolti i festeggiamenti per il venticinquesimo compleanno della scuola di scrittura creativa, LaLineaScritta. A presentare l’evento, la giornalista Laura Guerra, (allieva in passato della scuola stessa) che, insieme alla fondatrice Antonella Cilento, ha introdotto la serata e i  vari videomessaggi di auguri per la scuola, da parte di vari elementi di spicco della cultura nostrana: Bruno Arpaia, Maria Attanasio, Valerio Caprara, Francesco Costa, Ivan Cotroneo e altri ancora. Ospite della serata, inoltre, lo scrittore Giuseppe Montesano. Abbiamo intercettato alla festa Antonella e le abbiamo posto qualche domanda per i lettori di Eroica. Intervista ad Antonella Cilento, fondatrice di LaLineaScritta Per quelli che non sono con noi oggi, per chi ancora non conosce questa interessante realtà: cos’è LaLineaScritta e cosa rappresenta per Napoli ? LaLineaScritta è una scuola di scrittura, nata con l’idea di insegnare come si costruisce il racconto e il romanzo, ma anche con la volontà e l’idea di avvicine le persone alla lettura, in generale. Il primo passaggio, prima di scrivere, è proprio innamorarsi dei libri. Anche se, negli ultimi vent’anni, ho assistito personalmente ad un fenomeno inverso, in cui s’è dovuto far riavvicinare le persone alla scrittura, per fargli capire quale marea di libri c’era ad attenderli. Questa è stata la base, base che c’ha poi portato a lavorare nelle scuole, con gli insegnanti, gli alunni e a collaborare con tantissime persone. Il tempo l’ha resa ciò che è, una struttura più organizzata ed allargata, nella quale abbiamo ben tre corsi di narrativa di base, e ha sfornato negli anni alcuni degli scrittori di casa editrici come Rizzoli e Einaudi, e tanti corsi speciali, dove la scrittura si declina e guarda anche al teatro e all’editoria. L’idea è sempre stata quella di integrare e creare uno spazio comune dove formarsi e allargare i propri orizzonti. E per te, cos’è La Linea Scritta? Per me, personalmente,  è stata l’occasione di avere a che fare con la scrittura ogni giorno, poiché scrivo sin da quando ero una ragazzina e insegnare è una continuazione della scrittura stessa, mentre scrivo risolvo i blocchi che in qualche modo si presenteranno agli altri. Partecipare ad una scuola di scrittura creativa, per un periodo lungo come un quarto di secolo, permette sicuramente di assistere in prima persona ai mutamenti della cultura stessa. In questi venticinque anni, a parer tuo, quale ramo della scrittura si è evoluto di più? L’evoluzione più interessante è sicuramente quella per i Serial televisivi, ma parlando sempre di un panorama internazionale, non di certo per quello italiano. Anche se, in realtà, se pur sembra che la funzione della letteratura sia passata in secondo piano, essa ritorna ogni volta che ci ritroviamo a scrivere un piccolo testo, sia esso teatrale o narrativo o un semplice corto, quindi, per quanto meno visibile, essa rimane una colonna portante. Ogni generazione porta con sé l’apparente preoccupazione di star assistendo, in diretta, alla fine di qualcosa; “il cinema sta morendo” “il teatro sta morendo” […]

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