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Eroica Fenice

La Tag: eventi contiene 91 articoli

Food

Il Dublin Square di Pomigliano D’Arco presenta il suo nuovo menù

Piacevole serata quella trascorsa ieri tra le mura del pub Dublin Square a Pomigliano D’Arco. Per presentare il nuovo menù, i proprietari del pub si sono affidati all’esperienza e alla competenza di Renato Rocco, direttore responsabile del magazine La Buona Tavola, nonché organizzatore di eventi enogastronomici ed agroalimentari, che ha seguito e diretto in prima persona tutti i preparativi della serata. È stato proprio lui, dopo un veloce assaggio di birre e cuoppi di fritti misti, a introdurre agli ospiti il menù e le finalità della serata, dando anche la parola ad Agata Annunziata, una delle due proprietarie del Dublin Square. Agata ci racconta della genesi del locale, nato 4 anni fa da un’idea sua e della sorella Marianna, lo chef del locale, di voler portare in Italia, in seguito a un viaggio in Irlanda, le atmosfere dei pub dell’isola verde. L’arredamento e il mobilio del locale rimandano molto a quel mondo: sembra davvero che ci sia un pezzo di Irlanda a Pomigliano D’Arco! Ma non è un’imitazione pedissequa, anzi, come tiene a precisare Agata, il pub non nasce soltanto con l’idea di riprodurre le atmosfere irlandesi ma anche con quella di integrarle e adattarle alla realtà dei prodotti tipici campani. Un progetto che ha come assi portanti l’Irlanda e la Campania ma guarda anche altrove. Infatti, il Dublin Square è il primo rivenditore campano della birra Chouffe, una birra belga. Nata nel 1982 da un’idea dei due cognati Pierre Gobron e Christian Bauweraerts, la birra si caratterizza per i suoi aromi al gusto d’arancia e alla mela acerba e per il suo inconfondibile marchio: uno gnomo con un cappello rosso e una folta barba bianca. Ieri sera, una piccola riproduzione dello gnomo è stata una delle attrazioni: gli ospiti non hanno esitato a fotografare i loro piatti vicino a lui! Dublin Square, la cena Dopo gli assaggi di fritti e di birra, è arrivata la prime sostanziose portate: lo spezzatino stracotto alla Guiness con purea di patate e le alette di pollo Irish Style in salso agropiccante. A questi due piatti sono seguiti le due nuove, e soprattutto squisite, proposte di panini: il Callan e il Carlow. Il primo è una variante di un panino con ingredienti abbastanza tipici: mini burger di Chianina, cheddar, bacon croccante, cipolla caramellata, patatine, salsa BBQ e senape. Il secondo, invece, presentava sapori e ingredienti decisamente più particolari e ricercati: mini burger di maiale affumicato, melanzane alla contadina (fritte con un particolare metodo con l’uovo), caciotta dolce, capocollo di Martina Franca, salvia fritta e maionese. Per concludere in dolce bellezza, sono stati serviti degli assaggi di due dolci preparati in esclusiva dalla pasticceria Antignani per il Dublin Square: una cheesecake ai frutti di bosco con ricotta di bufala e una Birramisù, una variante “birrica” del tiramisù. I dolci sono stati accompagnati da due liquori, uno alla crema di caffè e uno alla crema di latte. Un finale con i fiocchi per suggellare una piacevole serata all’insegna dei sapori irlandesi e campani.

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Musica

James Senese, 50 anni di musica senza tempo

“…’e l’ammore nun tene tiempo ‘o tiempo si tu”. Così canta James Senese, che alla età di 73 anni compie i 50 anni di carriera musicale, passati in una folata di vento, seminando emozioni e germogli di poesia napoletana in tutto il panorama musicale italiano. Il leone del sax del neapolitan power non ha fatto sconti di emozioni nella sua carriera e quest’anno ci ha regalato un doppio cd live, “Aspettano ‘O tiempo”, nel quale ha cercato di carpire con maggiore forza quel suo tempo, che inesorabilmente sfugge fra le mani, regalandolo a noi ascoltatori, a suon di sax ed emozioni senza tempo. Venerdì 25 maggio le porte del PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, si sono spalancate, accogliendo, tra le reverenze artistiche, la presentazione del nuovo disco di Senese “Aspettane ‘o tiempo”, che contiene tutti i suoi grandi successi, registrati durante il tour invernale 2017. Oltre a ciò, nel disco sono presenti anche due inediti, lo strumentale “Route 66” e “LL’America”, quest’ultimo scritto appositamente per lui da Edoardo Bennato, e una rilettura di “Manha de Carnaval” di Astrud Gilberto e Herb Otha, qui intitolata “Dint ‘o core”. L’artista di Miano ha voluto ringraziare dopo la presentazione tutti i suoi amici musicisti e la stampa  con un aperitivo all’IQOS Embassy a via Gaetano Filangieri, deliziando i palati con assaggi a base di pesce e raffinati vini bianchi e rossi. James Senese, la colonna portante del Neapolitan Power Nella sala della presentazione al PAN si sono alternate le voci degli amici musicisti di Senese, tra cui Enzo Avitabile, Enzo Gragnianiello, Gigi De Rienzo, Ernesto Vitolo, dei Napoli Centrale e quella del giornalista, fan dei Napoli centrale e dell’artista, Federcio Vacalebre, che ha ricordato l’importanza della musica di James nel panorama della musica napoletana moderna. È stato proprio il giornalista ad aprire le danze, elaborando una disamina della carriera dell’artista e della sua importanza per la creazione di quel movimento culturale tutto napoletano denominato “Neapolitan Power“, lungamente affermatosi più in là con Pino Daniele. I suoni rinnovatori del blues e del jazz, provenienti da oltreoceano, hanno gettato le fondamenta della nascita di questo nuovo sound di “energia napoletana”, che in una mistura alchemica si sono fusi con la musica tradizionale e popolare napoletana, esalando fumi di energia pura, una miscela esplosiva che è stata certamente un’affinità elettiva. James Senese, con un linguaggio di una semplicità estrema, ha raccontato a tutti i presenti del suo attaccamento alle radici napoletane, grazie alle quali ha preso corpo la passione per una musica che naviga nel suo sangue,  trasportata da un dialetto che è una bomba fatta di carne ed esperienza, che sputa fuori schegge di parole che si incarnano diritte nella pelle di chi ascolta. Quella di James è una musica nera che ha trovato corpo nelle viscere di città dalla tradizione musicale millenaria, è la vita di una persona speciale che il cielo ha deciso di donare a Napoli, ridipingendo una storia tragica in potenza creativa e artistica. James, un figlio della guerra, ci […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Salerno Letteratura Festival presentato al Napoli Città Libro

Nell’ambito della manifestazione Napoli Città Libro che si terrà presso il complesso monumentale di San Domenico Maggiore dal 24 al 27 maggio, si è svolta nella sala del Capitolo, sabato 26 maggio, la presentazione del Salerno Letteratura Festival, il quale aderisce a Back Home / Rete dei Festival del Sud. Il festival si terrà nel chiostro del Duomo di Salerno dal 16 al 24 giugno e vi parteciperanno moltissimi scrittori della scena nazionale e internazionale, come André Aciman, Eva Cantarella, Maurizio De Giovanni, Fortunato Cerlino, Olivia Sudijc e tanti altri. Salerno Letteratura Festival per la rinascita del Sud L’intento di Back Home/La rete dei festival del Sud è altamente nobile e rivoluzionario: a partire dalla presa di coscienza del fatto che anche il più piccolo paesino del Sud Italia vanta un piccolo nucleo di persone che vogliono uscire dalla marginalità, si cerca di realizzare un progetto culturale comune come quello del Salerno Letteratura Festival. Per questo è necessario unire le singole potenzialità del territorio affinché la cultura e il sapere diventino chiave d’accesso ad un mondo che corre sempre più veloce. Il Festival, inoltre, nasce dall’alleanza di 25 manifestazioni promosse in questi anni da Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Nel corso dei suoi primi cinque anni di vita è riuscito a ritagliarsi un’ampia fetta di prestigio nel panorama delle manifestazioni culturali italiane e oggi si presenta come una delle più importanti su tutto il territorio italiano. Accanto alla letteratura, grandissima protagonista, trovano spazio altre esperienze come la musica, il teatro, il cinema e le arti visive, che vengono fuse insieme per donare ai partecipanti un’avventura totale, di cultura che non esclude nulla, ma che anzi ruota a 360 gradi. Ecco perché il Salerno Letteratura festival si vanta di avere un’impostazione “generalista”, intesa a soddisfare tutti i gusti, da quelli più infantili a quelli più adulti. Salerno Letteratura Festival, tra sviluppo economico e sociale A braccetto con la cultura va di pari passo anche lo sviluppo economico: attraverso di essa ci si propone di risollevare e valorizzare l‘attività imprenditoriale, sociale e soprattutto economica che gravita intorno a questo tipo di manifestazioni e, più in generale, intorno al mondo dell’editoria. Questo incide in maniera cospicua nelle vite di ognuno di noi, pur non essendo sempre lampante. A sorpresa, durante la presentazione, è riuscito a essere presente anche Roberto Fico, attuale presidente della camera. Questi si è detto contento dell’esperienza del Salone del Libro a Napoli, città che rappresenta un Sud tutt’altro che dormiente, con una fortissima vitalità anche nel settore economico. Tutto ciò che è necessario fare dal punto di vista politico è sicuramente trovare una forte rappresentanza delle istituzioni in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale. Vi aspettiamo al Salerno Letteratura Festival!

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Food

Ferrillo Day: i 25 anni della Pizzeria Ferrillo di Napoli

La pizzeria Ferrillo, pizza ai piani alti (via Michelangelo da Caravaggio 33, Napoli) si è aperta a nuovi itinerari gastronomici in occasione del Ferrillo Day (16 maggio 2018), in cui, offrendo la degustazione delle sue pizze gourmet, il pizzaiolo Maurizio Ferrillo ha festeggiato i suoi 25 anni di attività gastronomica. Il Ferrillo Day: dalle origini alla pizza Il Ferrillo Day, evento organizzato dall’Associazione Spaghettitaliani rappresentata da Luigi Farina, ha visto protagonista l’arte pizzaiuola di cui Maurizio Ferrillo continua a diffondere e insegnare col suo mestiere. La pizza è soltanto l’esito finale di un’attenta scelta preliminare di ingredienti di primo ordine. L’uso di prodotti partenopei, dalla varietà di farina a quella di pomodori, dai prodotti caseari a verdura e ortaggi, fa sì che la pizza di Maurizio Ferrillo mantenga il contatto con la tradizione partenopea, dando spazio a uno sperimentalismo culinario tale da rendere unica e saporita la regina pizza napoletana. Come ha riferito lo stesso Maurizio Ferrillo, che ha accolto tutti gli ospiti con garbo, cortesia e sana napoletanità, la preparazione della pizza parte dalla lievitazione del panetto, lunga 30 ore, al fine di raggiungere la giusta consistenza durante la manipolazione e la preparazione. La cottura tiene, poi, conto anche degli effetti della cottura della pizza e dei suoi ingredienti, facendo sì che l’amalgama dei sapori si armonizzi senza confondersi. Si tratta questo di un passaggio molto importante, in quanto quel che si è detto risulta essere più vero e più complesso per quel che riguarda le pizze da asporto. La questione si lega indissolubilmente alla pizzeria Ferrillo poiché, come ha informato Luigi Farina dell’Associazione Spaghettitaliani, essa è stata tra le prima pizzerie a intraprendere la consegna delle pizze da asporto. Le pizze gourmet da asporto di Maurizio Ferrillo mantengono comunque tutte le caratteristiche culinarie, sapore aroma, fragranza, di quelle appena uscite dal forno, ma a questo punto era forse anche inutile specificarlo, rigorosamente a legna. Pizzeria Ferrillo: tra fritture e pizze Il punto di forza della pizzeria Ferrillo sta nell’uso di ingredienti genuini e soprattutto partenopei. A partire dalla frittura offerta da Maurizio Ferrillo, si assapora la freschezza dei prodotti fatti in casa: frittatine di pasta, panzarotti, mozzarelle impanate e arancini serbano un sapore unico e leggero che fungono da “apripista” per la pizza. Come si accennava, il panetto della pizza risulta ottimamente lavorato, come si è potuto saggiare dalla friabilità dell’impasto. Un impasto morbido al tatto e al gusto, delimitato da un cornicione altrettanto gustoso, nel rispetto dell’arte pizzaiola. Tra le varie pizze offerte da Maurizio Ferrilo, oltre le classiche ma intramontabili marinara e margherita, si ricordano alcuni esperimenti moderni quali l’accostamento di mozzarella di bufala campana, pomodorino giallo e pancetta, o ancora l’accostamento di provola e fiori di zucca, in un bilancio equilibrato tra dolcezza e acidità di ingredienti che rende pieno il sapore della pizza. Ma la vera specialità di Maurizio Ferrillo è la Panafritta: una pizza fritta che, prima di essere cotta nell’olio, viene impanata con uovo e  pangrattato, stratagemma che elimina la possibilità della presenza di olio […]

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Food

Oro Bianco, degustazione a 4 mani con Antonio Maraucci e Marco Pellone

Lunedì 7 maggio presso la pizzeria “Oro bianco” a Piazza Nazionale si è tenuta “Maggio napoletano”, serata per la stampa – e non solo – in cui quattro talentuose mani hanno impastato, farcito e sfornato bellezza. L’evento ha avuto come protagonisti il “pizzaiolo residente” Antonio Maraucci e un altro giovane quanto bravo pizzaiolo partenopeo, Marco Pellone, della pizzeria “Ciro Pellone”. Maraucci, proveniente da una famiglia di pizzaioli della classica tradizione napoletana, da circa un anno si è messo in proprio, dopo aver praticato per 15 anni l’arte bianca nel famoso ristorante al Borgo Marinari. Marco Pellone ha ereditato, insieme al fratello, l’omonimo locale alla Loggetta, piccolo quartiere vicino lo stadio San Paolo, dal padre Ciro, figlio a suo volta di uno dei pizzaioli dello storico Trianon. I due giovani pizzaioli si sono conosciuti un anno fa in occasione del “San Marzano day 2017”; accomunati dalla stessa passione, diventano amici e decidono di collaborare nella realizzazione di questa cena a “quattro pizze”. “Maggio napoletano” di Antonio Maraucci e Marco Pellone. Il menù La serata è iniziata con una squisita frittura mista “Oro Bianco” (crocché di patate vere, verdura pastellata, fiori di zucca, zeppolline e frittatina) seguita dalla degustazione dei quattro piccoli capolavori, realizzati con le farine Caputo o farine W280. La prima, ideata da Antonio Maraucci, è stata realizzata con asparagi, gamberetti, provola e scaglie di limone all’uscita; per la seconda, ideata invece da Marco, sono stati utilizzati peperoni verdi, pomodorini, provola e cacioricotta del Cilento; a seguire la seconda pizza di Maraucci con pesto, pomodorini del piennolo, ricotta e provola; l’ultima è stata realizzata con pancetta, fior di latte, zucchine e foglie di menta. E per concludere abbiamo avuto il piacere di assaggiare anche la classica Marinara. La serata si è conclusa all’insegna della dolcezza delle leggere e per niente unte graffe, presenti nel menù del locale, e due vassoi di squisitezze della gelateria “Il Bacio” – che vanta oltre sessanta gusti diversi di gelato e semifreddi – di Espedito Martino, suocero di Maraucci e proprietario della pizzeria “Oro Bianco” che ha deciso di aprire solo un anno fa. Un investimento ampiamente ripagato il suo, soprattutto per merito di Antonio e del suo staff, che hanno saputo regalarci – grazie alle materie prime utilizzate, alla sofficità degli impasti e alla creatività nell’accostamento dei sapori – una cena veramente deliziosa.

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Napoli & Dintorni

Underneath the arches: l’amore tra presente e passato

Presso Palazzo Peschici Maresca si è tenuta, venerdì 23 marzo, la conferenza stampa che presenta il progetto Underneath the arches, programma di arte contemporanea a cura di Chiara Pirozzi e Alessandra Troncone. Prende avvio nel sito archeologico che conserva i resti dell’Acquedotto Augusteo del Serino nel quartiere Sanità di Napoli e, in collaborazione con l’associazione VerginiSanità, la mostra ospiterà a partire dal 24 marzo una serie installazioni site-specific di artisti di fama internazionale, il cui obiettivo è primariamente quello di far collaborare passato e presente. L’impegno dell’associazione, in combinazione col programma Aqua Augusta per la valorizzazione del sito archeologico Acquedotto Augusteo del Serino, punta in maniera principale alla riqualificazione di un quartiere, come quello della Sanità, ricco di siti di interesse culturale e artistico. Accanto al famosissimo Cimitero delle Fontanelle e alle numerose catacombe, il quartiere vanta anche resti di un acquedotto risalente all’epoca romana, costruito nel primo decennio d.C, lungo più di 100 km che al tempo del suo funzionamento doveva essere utilizzato come principale punto di approvvigionamento idraulico della rete urbana. Nel tempo, le sue fondamenta sono state più volte riutilizzate come basi per le costruzioni successive e le sue volte ad archi, a cui rimanda il nome del progetto, durante la guerra hanno ospitato migliaia di sfollati che fuggivano dalle bombe. L’acquedotto è stato poi scoperto nel 2011, ripulito dall’immondizia e aperto al pubblico nel 2015. Underneath the arches e il dialogo tra ieri e oggi La solidità del passato e la fugacità del presente sono elementi che, seppur distinti e contrastanti tra di loro, all’interno del progetto Underneath the arches si coniugano e dialogano alla perfezione. Questa combinazione che ai più potrebbe apparire azzardata, in realtà cela un messaggio ben preciso: l’arte non cessa mai di reinventare le proprie forme e di essere veicolatrice di messaggi che sono lo specchio della società in cui si contestualizzano. Per questo accanto alla grandiosità del passato, trasmessa attraverso le opere architettoniche e urbane imperiture, troviamo la contingenza del presente che molto spesso si fa carico di forme d’arte effimere, che non riescono a durare nel tempo. Il primo artista chiamato a dialogare col passato è Arturo Hernàndez Alcàzar, originario di Città del Messico, dove tutt’ora vive e lavora. La sua installazione, dal titolo Blind Horizon, sarà ospitata nel sito archeologico dal 24 marzo fino al 13 maggio. L’opera è frutto di una grandissima ricerca da parte dell’artista, che ha visitato Napoli per circa un mese ed ha avuto modo di conoscerla profondamente, con le sue contraddizioni e il suo caos assordante. La base dell’idea artistica è proprio il suono: l’installazione, che consiste nel posizionamento di ben otto megafoni in punti strategici all’interno dell’acquedotto, parte dall’idea che il suono abbia una componente importantissima nella nostra vita e molto spesso se ne dà scontata la presenza. Quindi, da una presenza immateriale si ricava qualcosa di materiale come l’opera d’arte, la quale fa inoltre presa sull’idea di stratificazione sia architettonica e sia acustica che vuole rappresentare proprio questa sovrapposizione di suoni, di caos. In questo senso […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Marzo Donna 2018, presentata la rassegna Lazzare Felici: la creatività delle donne per una città sostenibile

Lo scorso 5 marzo è stato presentato il programma della rassegna Marzo Donna 2018 – Lazzare Felici: la creatività delle donne per una città sostenibile -, presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, alla presenza della Delegata alle Pari Opportunità Simonetta Marino, del Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e degli assessori Nino Daniele, Annamaria Palmieri, Roberta Gaeta e Maria d’Ambrosio. La rassegna – ideata e promossa dalla Delegata del Sindaco alle Pari Opportunità in collaborazione con gli Assessorati alle Attività Produttive, alla Scuola, ai Giovani, alla Cultura, al Welfare, alla Qualità della Vita, alla Trasparenza, le 10 Municipalità e gli organismi di parità, gli ordini professionali e le associazioni di categoria – durerà dal 5 marzo al 16 aprile. Marzo Donna 2018: la creatività delle lazzere felici Anche quest’anno, in occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, il Sindaco di Napoli, grazie alla Delegata alle Pari Opportunità Prof.ssa Simonetta Marino, ha inteso promuovere una rassegna volta al rafforzamento della figura della donna nella società. La manifestazione quest’anno è dedicata alla creatività delle donne, intesa non solo in senso espressivo ed estetico, ma come “arte di intessere relazioni, di avere cura dell’esistente, di trasformare condizioni di subalternità in occasioni di riscatto, di liberare il pensiero da stereotipi e pregiudizi, di attivare circuiti virtuosi e pratiche politiche di mutualismo per rendere la città più sostenibile”. «Fare della propria vita un’opera d’arte», è questo il motto di tante donne che quotidianamente dedicano impegno e passione alla nostra città, e che, attraverso tali iniziative, danno voce a chi non ne ha. Il titolo della rassegna trae ispirazione da una famosa canzone del compianto Pino Daniele, “Lazzari felici”, ed è stato scelto in quanto esemplificativo della libertà e dell’energia performativa delle donne, che va oltre i linguaggi codificati e le pratiche normalizzanti, per inventare ogni volta un modo diverso di stare insieme. “Abbiamo voluto sottolineare che le donne in quanto lazzare sono dei soggetti potenzialmente rivoluzionari, nel senso che la loro marginalità storica produce poi un effetto di riattivazione, di desideri, di bisogni”, ha spiegato la Delegata alle Pari Opportunità Simonetta Marino. “Le donne – ha proseguito – sono soggetti di trasformazione, la loro creatività è straordinaria. Noi abbiamo avuto l’adesione di più di 60 iniziative in tutta la città, da generazioni e associazioni differenti”. Lazzare felici, un programma ricco di eventi      Tante sono le iniziative in programma anche quest’anno. Un fitto calendario che annuncia un mese di eventi. Previste mostre, laboratori, dibattiti, appuntamenti con le scuole. Tra le altre iniziative, ricordiamo la mostra mercato solidale “Donne Migranti”, realizzata in collaborazione con le associazioni che operano nel settore, che si terrà a partire dal 17 marzo, per i successivi weekend fino al 16 aprile, presso la Galleria Principe di Napoli. Presentato anche il calendario di eventi “Donne al Centro”, progetto realizzato grazie alla collaborazione con il Servizio Giovani e Pari Opportunità del Comune di Napoli e il Centro Studi Condizione della Donna. Si tratta di una serie di appuntamenti gratuiti aperti al pubblico, che […]

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Culturalmente

Genova commemora la Shoah con “Segrete – tracce di Memoria”

Alla Torre Grimaldina, presso il Palazzo Ducale di Genova, dal 18 gennaio al 3 febbraio, si svolge il viaggio evocativo e memoriale per la commemorazione della Shoah. La rassegna d’arte contemporanea “Segrete – tracce di Memoria” è stata inaugurata per la sua decima edizione nelle celle della Torre Grimaldina di Palazzo Ducale. Come nelle precedenti edizioni, la rassegna, ideata e curata da Virginia Monteverde, riunisce un gruppo di artisti contemporanei di levatura internazionale in collaborazione con gallerie artistiche e associazioni culturali. In un luogo intriso di suggestioni e memorie, come quello delle antiche carceri di Genova,  è stato allestito un percorso fortemente emozionale nel quale, grazie a varie opere e installazioni, si fanno riaffiorare i drammatici eventi del terrificante genocidio. Gli artisti offrono interpretazioni e spunti di riflessioni sulla giornata della Memoria. La loro arte, mezzo di comunicazione sociale e informativo, si propone come punto d’incontro tra passato e presente e fonte di sensibilizzazione, rivolto soprattutto alle nuove generazioni. Si occupano dell’introduzione di riflessioni le personalità di Andreas Blank, Andreas Burger, Jan Kuck, Federica Marangoni, Giuseppe Negro, Silvano Repetto, Daniele Sigalot, e diversi giovani artisti che partecipano al Peace Project curato da Martina Campese. Numerosi eventi sono previsti a scopo pedagogico, emozionale e informativo. Un incontro con le scuole, la mostra fotografica di Roberto Menardo, esposta nelle prossimità del Binario 21. Due le esibizioni teatrali, “Lezioni elementari. Monologo sul maestro Gabriele Minardi” di e con Roberto Mussapi, in scena il giorno sabato 20 gennaio, e “Scalpiccii sotto i Platani-L’eccidio di Sant’Anna di Stazzemma” di e con Elisabetta Salvatori e Matteo Ceramelli al violino, prevista per il giorno 1 febbraio. L’evento sarà concluso da un reading di poesia di cui si è occupato Claudio Pozzani, direttore del Festival internazionale di poesia di Genova. “Segrete – tracce di Memoria”: un’ iniziativa commovente e incisiva La Torre Grimaldina, che fino al Trecento era simbolo del potere esercitato prima dal Comune e poi  durante la Repubblica di Genova, si trasforma in un simbolo di tragedia e di commemorazione grazie all’iniziativa “Segrete – tracce di Memoria”. Nel Medioevo era stato luogo di detenzione di numerosi intellettuali e personaggi politici. Il suo ambiente tetro e suggestivo, aperto al pubblico a partire dal 2008, è stato dunque trasformato in teatro di opere d’arte che si scoprono attraversando porte e inferriate dove in passato erano raccolti i prigionieri di Genova. L’arte nelle sue svariate utilizzazioni ha consentito di stimolare la memoria e la riflessione intorno a una tragedia umana e storica che non può conoscere l’oblio per gli orrori che ha provocato. “Segrete – tracce di Memoria” si è rivelata una rassegna incisiva, commovente e efficace.

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Eventi/Mostre/Convegni

Van Gogh Immersive a Napoli, che Experience!

Dal 18 novembre al 25 febbraio, la Basilica di San Giovanni Maggiore a Napoli, ospiterà “Van Gogh Immersive Experience“, una mostra multimediale e interrativa, con lo scopo di far letteralmente immergere il visitatore nelle opere dell’artista olandese attraverso il 3D mapping. Van Gogh Immersive Experience, immergersi nell’arte Lo scetticismo. Nota corrente di pensiero filosofico-esistenzialista, occupa da tempo l’animo umano, diciamo dai tempi in cui ci si chiedeva se poi, alla fine, si sarebbe rivelata utile questa scoperta del fuoco. Scivoloso, liquido, esso è capace di scorrere e insidiarsi in qualsiasi mente, dalla più semplice a quella più articolata. Perché tutta questa trafila? Perché uno potrebbe pure chiederselo, mentre è in fila per vedere dei quadri proiettati su un telo, cosa sta facendo. Ad essi, si può rispondere solo in un modo: non è convenzionale ciò che vi accingete a vedere. Non applica e non sottostà a nessuna regola tipica delle mostre, né per scelte stilistiche né espositive. È colore, semplice e puro colore. Macchia il corpo, lo attraversa e lo coinvolge all’interno dell’opere e del momento,  pura catarsi artistica in cui, per pochi istanti, lo spettatore non visita le opere, nè le vive, ma le forma, le rappresenta e crea. È, esso stesso, l’opera. Una risposta contemporanea, etica ed estetica, a chi, incautamente, chiede al visitatore di possedere il famoso “background“, di portarsi da casa la propria cultura come fosse una merenda, per poter interagire con le opere e con l’autore, altrimenti di difficile digestione. Ciò di cui si necessità qui è solo il tempo. Quel tempo che ci si ripromette sempre di trascorrere a fare solo quel che si ama, che sia esso finire finalmente quel famoso libro o vedere quel film o visitare quella mostra. Ecco, si armi il visitatore di tutto quello di cui dispone, per stendersi a guardare la Notte Stellata prendere lentamente forma, come si consumasse dinanzi ad esso, accompagnata da una sottile e intensa colonna sonora. O stagliarsi sopra il Campo di grano con corvi, assaporando la stesura pittorica del maestro olandese e la sua arte proprio come se si fosse la sua tela. Tirando le somme, l’Immersive Experience non può, e non vuole, in alcun modo tentare di sostituire la magia allocata nei musei, il solo rumore delle suole che scricchiolano nel suggestivo silenzio delle sale, il piacere di poter osservare, quasi toccare, le croste di opere che son qui da molto tempo prima di noi e che ci resteranno per tantissimo altro tempo dopo ancora. Ma è una valida innovazione, una novità, un viaggio, di quelli che ti restano impressi nella mente per quanto fossero leggeri e spenseriati.

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Cinema & Serie tv

Festa del cinema di Roma 2017: tiriamo le somme

La stagione autunnale è periodo dei festival cinematografici più acclarati di Italia, tra questi occupa un ruolo di grande prestigio la Festa del Cinema di Roma, giunta quest’anno alla sua 12esima edizione. Si è appena conclusa l’importante manifestazione cinematografica della capitale, che ha visto sfilare sul red carpet attori di fama internazionale e grandi protagonisti del cinema italiano, con proiezioni gioiello, futuri diamanti della prossima stagione cinematografica. Anche quest’anno la Festa del Cinema di Roma ha avuto come splendida cornice l’Auditorium Parco della Musica, teatro di una variopinta selezione di film. Ad aprire la manifestazione, Hostiles di Scott Cooper, ambientato nel 1892, che racconta di un viaggio di ritorno verso le terre native. Si è conclusa, ieri, 5 novembre, con un film atteso dal grande pubblico: The Place di Paolo Genovese, storia surreale, molto lontana dal suo ultimo titolo Perfetti Sconosciuti. Colpisce anche la sezione autonoma e parallela alla Festa del Cinema, Alice nella Città, che affronta tematiche vicine alle ultime generazioni ed è trampolino di lancio per molti registi alla loro opera prima. Alice nella Città avvicina il mondo dei giovani al panorama cinematografico e lo fa non soltanto attraverso proiezioni di lungometraggi, ma anche attraverso masterclass con attori internazionali, quest’anno Orlando Bloom accompagnato da Maya Sansa. I titoli che non passano inosservati: Numerosi film internazionali saranno a breve sui nostri schermi, ma quest’anno i prodotti cinematografici nostrani sono il fiore all’occhiello della prossima stagione del cinema. Fra questi il film Una questione privata: il titolo da subito ci riporta ad un nome caro alla letteratura italiana, Beppe Fenoglio; infatti l’associazione immediata è proprio quella vincente, poiché a divenire pellicola cinematografica è il partigiano Johnny, protagonista dei testi di Fenoglio. A vestirne i panni è Luca Marinelli, diretto dai Taviani, che disegnano la difficile figura di Johnny, nella sua dicotomica esistenza. Il già citato The Place è sicuramente un titolo da tenere a mente. Il film è un adattamento della serie tv The Booth at the End e vanta un cast spettacolare, con attori che hanno già lavorato con Genovese come Marco Giallini, Vittoria Puccini, Vinicio Marchioni, Alba Rohrwacher, Valerio Mastandrea e tanti eccellenti attori italiani che si sono confrontati per la prima volta con il regista: Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli, Silvio Muccino. La storia è concentrata in un unico ambiente, un ristorante, al cui tavolo siede un uomo misterioso, pronto ad esaudire i desideri degli otto protagonisti, in cambio di compiti rischiosi da svolgere. Una rappresentazione del male e dell’egoismo sociale, che da anni divora l’umanità, una vicenda individuale e corale. Splendida la colonna sonora firmata da Marianne Mirage e gli Stag, dal titolo omonimo al film. Premi e Riconoscimenti Quello di Roma non può essere definito un “festival” ma una “festa”: non assegna quindi dei veri e propri premi, come per esempio succede a Cannes o Venezia, ma ci sono comunque dei riconoscimenti che vale la pena nominare. Il regista David Lynch è stato premiato con un riconoscimento alla carriera, consegnatogli da Paolo Sorrentino; il film Borg McEnroe di Janus Metz Pedersen, che racconta […]

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