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Musica

Maribou State – Kingdoms In Colour (Counter Records, London 2018) | Recensione

Sono Anthony Brave. Benvenuta e benvenuto. Prima di continuare a leggere ti chiedo cortesemente di indossare le cuffie. I Maribou State non sono il progetto musicale più famoso nel mondo dell’elettronica, ma il loro secondo disco di inediti dopo il successo di Portraits (terzo se si conta anche l’esperimento d’esordio Beginnings) ci offre l’opportunità per capire un po’ meglio alcune cose sulla cosiddetta musica elettronica. Procediamo. https://open.spotify.com/album/70FGsJuLXPQHYdKmEZZFq9?si=T3P0Ba2URTa7kLM6OA57zg https://www.youtube.com/playlist?list=PLT7Eq2hOtXheRs39zTPjFa8-EP77zSSyn – Regola n. 1 Prima o poi nella vita ci passano tutti. Magari insieme alla prof. sessantenne che va a dormire ogni notte alle 4.13 del mattino per controllare che tu non ti faccia le canne coi compagni di classe o a fare le/i cameriere/i in un ristorante italiano a Covent Garden dove guadagni il doppio della suddetta prof. sessantenne. A Londra, oltre ai musei e Piccadilly e la guardia reale ecc., capitano cose che non capitano ad Amsterdam o a Milano. Londra è la capitale della musica elettronica, a pari merito con Berlino e forse L.A. A Londra per esempio hanno sede Ninja Tunes e Warp, etichette indipendenti che hanno sfornato gioielli della musica underground degli ultimi 30 anni. A Londra se non hai niente da fare una sera non vai in piazza a bere la tua Beck’s pagata un euro e cinquanta – anche perché lì non costa un euro e cinquanta e non puoi bere per strada – ma vedi chi suona alla Roundhouse o al 100 Club London o al Fabric (per cui i Maribou State hanno curato un top dj mix che trovi qua https://open.spotify.com/album/132x7s5otIdXjWqQqA0S4O?si=Wn1gT9UORqW4YzUCJuC1jQ) o al Turnmills (che è celebrato nel terzo brano dell’album in questione e che chiuse nel 2008 per la crisi che i locali soffrono addirittura nella loro Mecca inglese). A Londra operano o passano regolarmente Bonobo, Mr. Scruff, Tom Misch, James Blake, Four Tet, Floating Points, Flying Lotus, George FitzGerald ecc. Ah, e i Maribou State. Regola n. 2 Se ti chiedono “Cos’è la musica elettronica?” tu giustamente rispondi “Una musica fatta da strumenti elettronici”. In realtà, praticamente tutta la musica moderna è performata da strumenti elettronici, il cui suono cioè è prodotto dalla manipolazione di un circuito elettrico (prendi ad es. la chitarra elettrica o il basso). Per indicare questo genere è quindi più utile ricorrere al criterio canonicamente adottato per distinguere i generi musicali nella musica moderna (ma anche per quelli letterari o artistici o per i periodi storici ecc.): individuare strumenti e schemi comuni e caratterizzanti, per genus et differentiam avrebbe detto il nostro amico Aristotele se avesse parlato latino. Così, come nel rock prevalgono la chitarra elettrica e la batteria in 4/4, nel jazz gli ottoni e l’improvvisazione e nel cantautorato i testi, possiamo definire come elettronica la musica performata soprattutto attraverso drum machine (batterie elettroniche) e sintetizzatori, e che è prodotta in primo luogo per essere suonata nei club in dj set e ballata. Ascoltando il disco di oggi, però, ti renderai facilmente conto che i Maribou State usano la batteria acustica, le melodie principali le suonano violini orientaleggianti e soprattutto spicca la chitarra […]

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