Thomas Sankara è stato uno dei personaggi più particolari e controcorrente della storia africana contemporanea. Presidente del Burkina Faso tra il 1983 e il 1987, Sankara è ricordato come il Che Guevara africano per il suo stile rivoluzionario, il rifiuto dei privilegi e la critica aperta al sistema economico internazionale. La sua esperienza politica nonostante sia durata solo quattro anni, ha lasciato comunque un segno profondo sia all’interno del suo paese che no, tant’è vero che ancora oggi è al centro di dibattiti, studi e movimenti politici, soprattutto tra i giovani africani.
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Scheda biografica: Thomas Sankara
| Dettaglio | Informazione |
|---|---|
| Ruolo | Presidente del Burkina Faso (1983-1987) |
| Soprannome | Il Che Guevara Africano |
| Riforme principali | Cambio nome paese, diritti delle donne, rifiuto debito estero |
| Morte | Assassinato il 15 ottobre 1987 |

Chi è Thomas Sankara: un leader che ha cambiato il proprio paese
Thomas Sankara nasce nel 1949 nell’Alto Volta, ex colonia francese tra le più povere dell’Africa occidentale. Dopo l’ingresso nell’esercito, riceve una formazione militare che lo porta anche all’estero, dove entra in contatto con idee marxiste e panafricaniste. Nel 1983, a soli 33 anni, sale al potere con un colpo di Stato. Poco dopo, decide di cambiare il nome del paese in Burkina Faso, “la terra degli uomini integri”. Questa scelta non è solo simbolica, ma riflette l’idea di una rottura netta con il passato coloniale e con le élite locali che ne avevano ereditato i privilegi. Il suo modo di esercitare il potere è completamente nuovo. Sankara rifiuta i benefici tipici della carica presidenziale: riduce il proprio stipendio, elimina le auto di lusso e impone uno stile di vita sobrio ai funzionari pubblici. Questo comportamento è coerente con la sua visione politica, basata sull’idea che i dirigenti dovessero vivere come il resto della popolazione. Per Sankara, l’esempio personale era una parte fondamentale dell’azione politica.
Sankara e le riforme sociali: debito, donne e ambiente
Thomas Sankara, durante il suo mandato presidenziale, denuncia apertamente il debito estero, sostenendo fosse uno strumento di controllo delle ex potenze coloniali sui paesi africani. Secondo lui, il debito non era stato contratto nell’interesse dei popoli, anzi, e proprio per questo non doveva essere pagato. Nel 1987, durante un discorso all’Organizzazione dell’Unità Africana, invita gli altri Stati africani a unirsi in questa posizione. Questa decisione, però, pian piano lo isola sul piano internazionale tanto da renderlo una figura scomoda, sia all’estero sia all’interno del continente africano. Ma ciò che fa durante il suo governo, lo fa per il bene del suo paese. Sankara avvia anche una serie di numerose riforme sociali, infatti, vengono promosse campagne di vaccinazione, programmi di alfabetizzazione e politiche per l’autosufficienza alimentare. Importante, inoltre, è anche l’impegno ambientale, con progetti di riforestazione per contrastare l’avanzata del deserto. Altro cambiamento che Sankara porta nel suo paese riguarda la posizione delle donne nella società. Si interessa ai diritti delle donne, considerando l’emancipazione femminile indispensabile per lo sviluppo del paese. Vieta le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni forzati, incoraggiando la partecipazione delle donne sia alla vita pubblica che quella lavorativa.

Memoria di un leader che ha cambiato il paese
Il 15 ottobre 1987 Thomas Sankara viene ucciso durante un colpo di Stato guidato da Blaise Compaoré, suo ex alleato, rimasto al potere come dittatore fino al 2014, anno delle sue dimissioni. La sua morte interrompe bruscamente un’esperienza politica breve ma intensa. E, oggi, quando ci si chiede ancora chi è Thomas Sankara e cosa ha fatto, la risposta va oltre il suo ruolo di presidente. Questo perché, nonostante la sua morte, egli rappresenta un’idea di politica basata sulla coerenza, sull’indipendenza e sulla responsabilità verso il proprio popolo. Per questo continua a essere una figura di riferimento, soprattutto per chi cerca modelli alternativi di leadership in Africa e non solo.
Fonte immagine in evidenza: Wikimedia Commons, Sam Manuel
Articolo aggiornato il: 11 Gennaio 2026

