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Colonie francesi, storia delle più importanti

colonie francesi

Lungo un arco di quattro secoli, dal XVII al XX, la Francia si è contesa con le altre nazioni europee il dominio sui territori in Africa, Asia e America. In ognuno di questi continenti ci sono state colonie francesi, fondate per i tradizionali scopi a cui una colonia era destinata: sfruttamento delle risorse, circolazione di nuove materie prime nei mercati, porto sicuro per i dissidenti politici e religiosi e così via.

La Storia in prospettiva

Questo approfondimento storico è un tassello cruciale per comprendere le radici della società transalpina. Per scoprire le rivoluzioni, le riforme e la complessa identità della Francia di ieri e di oggi, leggi la nostra grande indagine:

Panoramica dell’impero coloniale francese

Continente Colonie principali Periodo chiave
America (Nuova Francia) Canada (Port Royale), Louisiana, Haiti, Martinica, Guadalupa XVII – XVIII secolo
Africa Algeria, Tunisia, Marocco, Senegal, Costa d’Avorio, Congo XIX – XX secolo
Asia Indocina (Vietnam, Laos, Cambogia), Pondichéry (India) XIX – XX secolo

Storia delle colonie francesi

Le colonie francesi in America e la Nuova Francia

Il 26 luglio del 1605 avvenne la fondazione di Port Royale nella provincia della Nuova Scozia in Canada, la prima delle colonie francesi. Nonostante le modeste dimensioni, la colonia risultò di importanza fondamentale per il commercio di pellicce, che fu regolato con le tribù indigene del luogo. Infatti l’alleanza dei francesi con gli indiani fu molto importante, dal momento che in cambio dell’esportazione di pellicce i primi avrebbero garantito ai secondi l’indipendenza (a differenza di inglesi e francesi, che invece li scacciavano dalle loro terre o cercavano di convertirli al cristianesimo) e sarebbero stati parte integrante della Nuova Francia, cioè di tutti quei territori americani divenute colonie francesi.

Tuttavia le colonie francesi, rispetto a quelle inglesi, non erano state pensate in origine per divenire delle comunità popolate. Si trattavano principalmente di una sorta di enormi magazzini dove poter acquistare merce richiesta dai mercati europei e quindi non erano molto popolate. In questo modo si spiega anche la fondazione dello stato della Louisiana lungo il fiume Mississippi nel 1699: la sua posizione strategica, che lo collegava alla regione dei Grandi Laghi collegata con il Canada, permise ai francesi di costruire una grande rete di fortificazioni. Sempre tra il ‘600 e l’800 si assistette alla formazione delle Antille francesi, tutte quelle colonie facente parti dell’Arcipelago dei Caraibi:

  • Haiti;
  • Dominica;
  • Santa Lucia;
  • Trinidad e Tobago.

La fondazione delle colonie francesi in America portò inevitabilmente allo scontro con gli inglesi, dapprima attraverso l’espansione verso ovest e poi anche con il trattato di Utrecht del 1713, firmato alla fine della guerra di successione spagnola, con la quale la Francia cedette all’Inghilterra i territori della Baia di Hudson, la Terranova e l’Acadia, tutti facenti parte della Nuova Francia. Nel 1791 scoppiò una rivolta di schiavi neri ad Haiti (fenomeno legato al commercio triangolare), guidata dal rivoluzionario Toussaint L’Ouverture che riuscì nel 1803 a ottenere l’indipendenza dell’isola.

La Louisiana invece subì un trattamento diverso: dapprima data dai francesi agli spagnoli nel 1762 e poi riceduta ai francesi per volere di Napoleone nel 1803 che, a sua volta, venne rivendicata dall’allora presidente degli Stati Uniti Thomas Jefferson nell’ottobre dello stesso anno.

L’espansione coloniale in Asia e in Africa

Il maggiore interesse dei francesi in terra asiatica fu rappresentato dall’India e per la precisione da Pondichéry, dove i francesi fondarono una colonia mercantile nel 1674. Situata lungo la costa sudorientale del paese fu più volte sottoposta ai tentativi dei governatori del Canada e delle colonie indiane di renderla un vero e proprio dominio territoriale e in effetti, sul finire del ‘700, Pondichéry poteva vantare una cinquantina di villaggi abitati. Tuttavia l’esito della guerra dei sette anni (1756 – 1763) costrinse la Francia a cedere all’Inghilterra il Canada e a rinunciare a ogni pretesa sull’India.

A questo punto un nuovo sbocco di colonizzazione divenne l’Africa, ancora incolume alle ambizioni francesi. Nel 1830 il re Carlo X invase Algeri, città dell’Algeria facente parte dell’Impero Ottomano. Il 5 luglio le truppe d’oltrealpe si scontrarono con quelle guidate dal governatore locale che capitolarono, segnando l’inizio dell’epoca dell’Algeria francese che, dieci anni dopo, divenne la prima tra le colonie francesi ad essere effettivamente popolata non più per ragioni commerciali. Tra il 1895 e il 1910 divennero territori francesi la Tunisia e il Marocco.

Intanto la conferenza di Berlino del 1884-1885 sancì la spartizione dell’Africa tra le varie potenze europee e la delimitazione delle loro aree di influenza. Per la Francia questo significò la riorganizzazione delle colonie ottenute in due grandi complessi:

  • L’Africa equatoriale francese, comprendente il Congo centrale, il Gabon, l’odierna Repubblica Centrafricana e il Ciad.
  • L’Africa occidentale francese, comprendente la Costa d’Avorio, il Senegal, la Guinea, il Mali, il Niger, la Mauritania e il Burkina Faso.

La Francia non aveva però rinunciato alle ambizioni di potere in Asia e nel 1863, grazie anche alla conquista della Cambogia, iniziò la propria avanzata verso l’Indocina, una penisola situata tra il golfo del Bengala e il mar cinese meridionale. La penetrazione nella penisola avvenne gradualmente, dapprima con l’esito della guerra del Tonchino (1882) che permise ai francesi di annettersi l’Hanoi e il Vietnam e poi, un anno dopo, il Laos. Con la prima guerra mondiale la Francia ottenne il mandato sulla Siria e sul Libano nel 1920, mentre durante la seconda perse l’Indocina a causa dell’occupazione giapponese tra il 1940 e il 1945.

La fine dell’impero coloniale francese coincise con i moti indipendentisti che interessarono le varie colonie (spesso associati alla nascita del terzomondismo). Tra il 1946 e il 1954 fu combattuta la guerra dell’Indocina e la Francia dovette rinunciare al controllo sul paese, che venne suddiviso in Cambogia, Laos e Vietnam del nord e del sud. Tra il 1954 e il 1962 la guerra per l’indipendenza dell’Algeria portò alla liberazione dalla morsa francese per merito del Fronte di Liberazione Nazionale. Gli stati dell’Africa Nera si limitarono invece a entrare a far parte della comunità francese, fondata nel 1958.

Articolo aggiornato il: 06 Febbraio 2026

Scopri l’universo culturale francese

Questo articolo fa parte del nostro approfondimento enciclopedico sulla Francia. Dalla grande letteratura romantica ed esistenzialista, fino ai meandri della storia rivoluzionaria e della cinematografia, scopri tutte le connessioni che hanno plasmato la cultura transalpina.

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A proposito di Ciro Gianluigi Barbato

Classe 1991, diploma di liceo classico, laurea triennale in lettere moderne e magistrale in filologia moderna. Ha scritto per "Il Ritaglio" e "La Cooltura" e da cinque anni scrive per "Eroica". Ama la letteratura, il cinema, l'arte, la musica, il teatro, i fumetti e le serie tv in ogni loro forma, accademica e nerd/pop. Si dice che preferisca dire ciò che pensa con la scrittura in luogo della voce, ma non si hanno prove a riguardo.

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