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Eroica Fenice

Orazio Cerino in Buco nell'acqua al TRAM

Orazio Cerino in Buco nell’acqua, la storia di tre uomini in barcone

Giovedì 18 ottobre al teatro TRAM è andato in scena Buco nell’acqua, visibile fino al 28 ottobre e con protagonisti Antonio Buonanno, Orazio Cerino e Marco Mario De Notaris.

La regia è di Mirko Di Martino e la produzione è del Teatro dell’Osso. La rappresentazione ha vinto il premio Emma Sorace alla drammaturgia e vede sul palco Antonio Buonanno, Orazio Cerino e Marco Mario De Notaris.

Tre uomini in barca: Antonio Buonanno, Orazio Cerino e Marco Mario De Notaris

Ci sono un musulmano, un cristiano e un ebreo in un barcone in mezzo al mare. Detta così potrebbe sembrare l’inizio di una barzelletta, invece potrebbe rappresentare esattamente tutto il succo dello spettacolo. Antonio Buonanno, Orazio Cerino e Marco Mario De Notaris sono i soli protagonisti posti su una zattera che davvero si muove in mezzo alla scena. Non ci vuole un enorme sforzo di fantasia per immaginarli persi nel mar Mediterraneo, in cerca della terra promessa, l’Italia, che per loro rappresenterà il riscatto, il futuro e soprattutto il lavoro.

L’immigrazione è estremamente attuale nelle cronache odierne, non si può far a meno di sentirne parlare, sempre più frequentemente con disprezzo nei confronti di chi arriva per cercare un po’ di fortuna. Buco nell’acqua è il racconto dal punto di vista di chi arriva, del viaggio disperato che ogni migrante fa, pur rischiando la vita; intreccia tutti i progetti sognanti e il doloroso passato di chi decide di partire, costretto a lasciare la terra in cui è nato, piegato dai soprusi dei “fottutissimi” miliziani. 

Il tutto raccontato con un linguaggio estremamente comico, al limite del surreale, che fa affiorare sulle labbra un sorriso che solo in un secondo momento ci si rende conto essere amaro, amaro proprio come i bocconi di ingiustizia che ogni giorno i profughi sono costretti a ingoiare. Ma se di fronte alle violenze patite i tre fanno fronte comune, si stringono le mani in gesti di fratellanza e si promettono “di non perdersi nemmeno appena sbarcati a Lampedusa”, è quando scoprono che appartengono a religioni diverse che comincia la parte più incredibile della storia.

È proprio questa la più significativa: lo scontro tra religioni e, di conseguenza, tra civiltà. Siamo tutti uguali, eppure dinanzi all’appartenenza a credo diversi tutti profondamente in contraddizione. Ci si annusa come cani con diffidenza e con rabbia, perché Dio prima li fa e poi li s-coppia. Qualcuno si chiederà se tutto questo sia giusto: la verità è che bisogna chiedersi se tutto questo possa essere tollerato nel presente, in momento storico in cui è molto facile far paragoni pericolosi con un passato nemmeno tanto lontano. Eppure, sembra che a scuola la storia molti l’abbiano studiata male.

 

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