Café Chantant – Crazy | Recensione

Café Chantant… dove tutto è spettacolo!

Al Teatro Sannazaro di Napoli continua la stagione 2021/2022Rientra nel vivo”, un inno dedicato al pubblico nonché al teatro stesso per ritornare sui propri passi dopo essere stati necessariamente fermi. Il cartellone propone una stagione ricca di fantastiche collaborazioni e spettacoli che finalmente possono trovare la loro voce. Le linee guida seguite si dividono sempre tra la conservazione della tradizione e l’accostamento al contemporaneo, si richiamano alle forme di spettacolo amate nei tempi addietro ma rivestiti di una nuova luce. E dal 17 al 30 dicembre 2021, approda sul palco del Teatro Sannazaro Café Chantant – Crazy: il mitico varietà partenopeo tanto amato dai napoletani e dai turisti, ma questa volta più folle, ricco di lustrini, luci, musiche, voci, prosa e ballo.

Café Chantant: tra sogni e speranze

Café Chantant è uno spettacolo mitico, ricco della così tanto amata tradizione, ma anche di proposte contemporanee. Ecco che le canzoni e le prose viaggiano a ritroso nel tempo fino ad arrivare ai giorni nostri, accogliendo un certo spirito innovativo. È un momento di apertura sul presente che, attraverso ricordi e attualità, riesce a coinvolgere con la sua magia.

Non mancano sketch divertenti, con una spietata ironia sulla situazione storica che al giorno d’oggi si sta vivendo. E dopo questi anni difficili di chiusura, ritornare con la ventiseiesima edizione di Café Chantant, con la sua inclusività, con la sua incisiva e “crazy” energia, con il suo grandioso potenziale di trasmettere allegria, è un augurio per tempi migliori.

Gli spettatori sono invitati a sedersi attorno a dei tavolini, ritrovandosi anche vicino a persone sconosciute, ricreando un’atmosfera senza tempo nella quale la differenza tra passato e presente è quasi invisibile. Gli attori, i ballerini ed i cantanti provvedono fin da subito ad abbattere la famosa quarta parete, riducendo al minimo ogni tipo di distanza tra il palcoscenico ed il pubblico. Café Chantant – Crazy, allora, si rivela un’occasione di socializzazione e di partecipazione collettiva alla gioia di ritrovarsi tutti insieme. Ed è proprio la macchina teatrale nella sua complessità a permettere di sentirsi più vicini, di proporre una piccola scintilla luminosa di contatto gli uni con gli altri.

Lo spettacolo è di e con Laura Sansone, con gli attori comici Corrado Ardone e Massimo Peluso, i cantanti Mario Aterrano, Mario Andrisani, Francesco D’Alena e Luca Sorrento, con il Balletto e l’Orchestra del Café Chantant, con le coreografie di Alessandro Di Napoli e le musiche con la direzione di Ettore Gatta. Come non citare i costumi meravigliosamente scintillanti ed in perfetto stile Café Chantant di Romeo Gigli con il trucco e parrucco di Ciro Florio. La cura delle luci, i loro giochi e disegno sono di Luigi Della Monica.

Fonte immagine: Teatro Sannazzaro  

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, avvia un percorso accademico presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e consegue innanzitutto il titolo di laurea triennale in Lettere Moderne, con una tesi compilativa sull’Antigone in Letterature Comparate. Scelta simbolica di una disciplina con cui manifesta un’attenzione peculiare per l’arte, in particolare per il teatro, indagato nelle sue molteplici forme espressive. Prosegue gli studi con la laurea magistrale in Discipline della Musica e dello Spettacolo, discutendo una tesi di ricerca in Storia del Teatro dedicata a Salvatore De Muto, attore tra le ultime defunte testimonianze fondamentali della maschera di Pulcinella nel panorama teatrale partenopeo del Novecento. Durante questi anni di scrittura e di università, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che considera non di giudizio definitivo ma di dialogo aperto. Collabora con il giornale online Eroica Fenice e con Quarta Parete, entrambi realtà che le servono da palestra e conoscenza. Inoltre, partecipa alla rivista Drammaturgia per l’Archivio Multimediale AMAtI dell’Università degli studi di Firenze, un progetto per il quale inserisce voci di testimonianze su attori storici e pubblica la propria tesi magistrale di ricerca. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questo tramite di smuovere confronti capaci di generare dubbi, stimolare riflessioni e innescare processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, di identità e di comprensione.

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