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Eroica Fenice

Chiara Avanzo al Kestè: ridere delle proprie sfighe

Chiara Avanzo al Kestè: ridere delle proprie sfighe

Chiara Avanzo al Kestè con il suo “Alter Ego”

Sabato 15 Dicembre, come vi avevamo preannunciato, Chiara Avanzo si è esibita al Kestè Abbash con il suo ultimo spettacolo Alter Ego. La comedian biellese ha così concluso la lunga e ricca rassegna di spettacoli di stand up comedy che si sono tenuti al Kestè in questo 2018. Noi di Eroica eravamo presenti e questo è il nostro racconto.

Chiara Avanzo al Kestè, il racconto della serata

Annunciata dalla star dello scorso open mic, Gina Luongo, Chiara Avanzo si presenta sul palco alle 23:15. Dopo un breve momento di ricognizione e conoscenza con il pubblico, Chiara entra nel vivo del suo monologo.
Quando l’abbiamo intervistata, c’aveva già svelato qualcosa di Alter Ego, uno spettacolo nato dal conflitto continuo con la sua famiglia e gli amici, dall’insoddisfazione di una vita e di un lavoro inappaganti. Un dualismo sfibrante tra due personalità: una convenzionale da mostrare davanti la società e un’altra, più sincera, da occultare.

“Posso nascondermi? Posso far finta di fare la formica? Ok, ma per quanto tempo?”. Questi sono stati gli interrogativi che hanno assillato la comedian a lungo, prima che intraprendesse la carriera di comica, sua vocazione. Mentre Chiara si addentra nelle viscere del suo monologo, alla luce anche della chiacchierata che ho fatto con lei, mi sovvengono alla mente alcuni versi de La Domenica, un brano di Giovanni Truppi:“E mi dici che devo amare/che devo seguire il mio cuore/ Ma il cuore, prima/lo devo liberare//”.

Molto spesso, guardiamo le vite degli altri con molta superficialità, pensando che il loro percorso sia già scritto, che sia facile, che sia soltanto da percorrere. Invece, molte volte, tante persone si ritrovano in un percorso opprimente, non loro. Perché, in fondo, non ci rendiamo davvero conto delle difficoltà, degli affanni e delle angosce del mondo e degli altri, fino a quando non ci toccano concretamente di persona; e Chiara insiste molto su questo punto, con una verve comica feroce, cinica e volgare- sì lo spettacolo è molto volgare, consigliamo agli amanti del contegno e del bon ton di astenersi- contesta l’indifferenza in cui viviamo e ne mostra le conseguenze e le contraddizioni.

Il monologo è strutturato in più parti su con diversi argomenti, ma prende sempre forma con un approccio cinico e razionale. Chiara riesce in questo modo a offrire un punto di vista originale, a far vedere le cose sotto un’ottica diversa, non scontata.

Che sia la depressione post lavoro del papà, la monotonia di una città come Biella o l’ipocrisia di certi uomini nelle relazioni amorose, la comedian porta sul palco un po’ tutte le sue “sfighe”, le rielabora per riderci su, per superarle. In questo modo, vediamo il potere catartico e liberatorio della comicità, perché prima di “amare” o di seguire qualsiasi altro percorso, bisogna liberare il proprio “cuore”, e la comicità ha questo potere.
Ancora una volta, dopo une spettacolo di stand up comedy, la consapevolezza che mi rimane è che il miglior modo per avere una visione critica e razionale del mondo è proprio quello di una risata.

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