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Eroica Fenice

Desidera

Desidera al Piccolo Bellini – La parola assente

Dal 27 novembre al 2 dicembre, il Piccolo Bellini ospiterà Desidera, opera semifinalista al premio In Box 2017 e nello stesso anno selezionata per il Festival di New Delhi, scritta e diretta da Simona Di Maio e Sebastiano Coticelli e che vede in scena, oltre agli stessi registi e autori,  Giuseppe Brancaccio, Amalia Ruocco e Dimitri Tetta.

Desidera, la danza della vita

Quando non c’è nulla da dire, cosa si può fare?
Può capitare di restare senza parole, sopraffatti dalle conseguenze dell’esistere, dalle sue vicissitudini e lasciare ai fatti, i semplici e nudi fatti la parola.

L’esperimento qui proposto dalla compagnia Teatro nel Baule è quello di mostrare, deprivando il teatro della sua natura più prima (la parola) e concentrandosi esclusivamente sulla visualità e sul rapporto tra occhio e memoria, una storia priva quasi totalmente di qualsiasi appiglio oculare, cercando e portando con diverse scelte estetiche e registiche lo spettatore a riprodurre nella propria mente la dispersa conversazione in atto.

Una danza continua e frenetica, che gioca col corpo di chi la vive e anche con quello di chi la osserva, portandolo ogni tanto, mosso dalle note che si disperdono nell’aria in maniera perpetua e organizzata, a muoversi in maniera involuta, scattosa, pilotato dalle sottili e invisibili linee guida. Bisogna per questo far merito agli interpreti, che seppur composti per una rappresentazione destrutturalizzata sanno con fatica fisica tenere viva l’attenzione.

L’abbandono è la chiave di lettura più adatta per questo lavoro.
Un abbandono della parola, sì, ma anche di qualsiasi dogma teatrale scritto e non scritto, la fusione tra la poeticità del ballo e quella più strutturale e narrativa del teatro, che può piacere e convincere nella sua originalità e creatività, come può apparire pura eresia a chi è abituato ad un teatro più solito e solido.

La risposta, così come la natura stessa dell’intero spettacolo, il suo messaggio e la sua motivazione, stanno esclusivamente nell’occhio di chi guarda, il quale dovrà fare a meno del suo fidato compagno orecchio per capire qual è la verità.

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