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Eroica Fenice

E che Dio me la mandi...

E che Dio me la mandi…: comicità e riflessione

E che Dio me la mandi…, è uno spettacolo messo in scena al Nuovo Teatro Sancarluccio dal 2 al 5 marzo e con repliche il 24 ed il 25 dello stesso mese.

Lo spettacolo E che Dio me la mandi…

Lo spettacolo messo in scena e interpretato da Lello Pirone, che ne cura anche la regia, da Natalia Cretella e da Eva De Rosa, oltre che interprete anche coautrice del testo dello spettacolo insieme a Massimo Canzano, inizia già da subito a impostare le direttrici lungo cui si snoderà il filo della trama: comicità e riflessione.

E che Dio me la mandi… si apre con una scena molto particolare: il protagonista maschile, interpretato da Lello Pirone, comprende di essere l’ultimo essere vivente sopravvissuto sulla terra e accusa il “colpo” di essere solo, senza alcuna compagnia, fino a quando gli si presenta di fronte una donna.

Questa, interpretata da Eva De Rosa, si presenta poco attraente eppure l’uomo, pur di vincere la solitudine, inizia a frequentarla e decide di sposarla.

Dopo il matrimonio l’uomo incontra un’altra donna, interpretata da Natalia Cretella, che, a differenza della prima si presenta molto avvenente.

Ma ora il protagonista si trova già impegnato, seppure in un matrimonio officiato molto, ma molto, “sui generis”, con Eva.

Tutto è articolato anche sulla base di un manichino in scena che, più che riempimento scenografico, diventa molto spesso pretesto, quasi “spalla comica” per una serie di battute sempre ad effetto molto riuscito.

Gli equivoci e le battute trascinano lo spettatore fino alla conclusione della storia in un finale aperto in cui ancora una volta è un colpo di scena a modificare l’andamento delle vicende.

L’uomo infatti non è davvero sulla terra, ma questo viene svelato soltanto nel finale quando come un deus ex machina fa il suo ingresso, ma unicamente come voce fuori campo, un altro personaggio. Forse il principale, e si comprende che i tre in realtà, in un certo qual senso interpretativo, erano deuteragonisti della storia.

La trama dello spettacolo E che Dio me la mandi… si basa su pochi elementi narrativi, ma di forte presa scenica, che, costruiti lungo il triangolo che interessa i tre personaggi, vengono declinati in un intreccio tutto rivolto al senso alla comicità, enfatizzata da pantomime e recitativo dai tre protagonisti, Eva De Rosa e Natalia Cretella e Lello Pirone, che con tempi scenici calcolati e studiati si muovono attraverso i dialoghi dello spettacolo aumentandone il carattere comico.

Una comicità, in ogni caso, non slegata da un certo intento di riflessione sulla morale e i costumi dell’uomo, se si pensa a come lo spettacolo E che Dio me la mandi… sembra porre l’attenzione, già nell’intenzione del regista e degli autori del testo dello spettacolo, alle contraddizioni del vivere quotidiano dell’uomo, e alla stoltezza di molti nel perseguire nei propri errori, nei propri vizi, nelle proprie mancanze.

Una comicità, quindi, che oltre ad risum movere ricorda tanto, allo spettatore che attentamente ne legge il senso metaforico offerto, anche il castigat ridendo mores.

L’arredo scenico, quasi del tutto assente e minimale, dimostra l’attenzione che il regista ha voluto concentrare sui dialoghi ed il contesto recitativo in toto.

Così infatti dalle Note di regia: «Nella mia scelta registica ho preferito puntare tutto sulla bravura degli attori allestendo la scena in maniera assolutamente minimale. L’intento dello spettacolo è sicuramente quello di far ridere lo spettatore ma anche di farlo riflettere sulle proprie “umane” debolezze».

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