Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Favole sottoterra

Massimo Andrei: dietro le quinte di Favole sottoterra

Massimo Andrei, eclettico attore napoletano, ci conduce nei meandri del suo spettacolo, Favole sottoterra, in scena al Museo del sottosuolo di Napoli.

Dopo “Favole del mare”, arriva “Favole del sottosuolo”. Com’è nata l’idea?

La formula del racconto, l’idea di un uomo che racconta storie ad altri uomini è piaciuta alla produzione Tappeto volante, che mi ha proposto di pensare ad un progetto o a un’idea da raccontare nel sottosuolo…e allora ho cominciato a inventare piccole storie comiche, a ricercare musiche e canzoni. Tutto ambientato sottoterra…

Cos’è la favola, secondo te, e che messaggio si propone di veicolare?

La favola è una storia fantastica, dove ci sono umani che subiscono o producono eventi magici e sovrannaturali e spesso porta con sé un messaggio di alta moralità o di semplice riflessione. Le mie favole sono quasi sempre comiche…e sottoterra, nelle viscere della terra. Sono anche più grevi, più viscerali, appunto.

Prima il Chiostro di San Lorenzo maggiore, poi il Museo del Sottosuolo. Ancora una volta un luogo non convenzionale trasformato in teatro. In che modo la location si sposa con lo spettacolo?

Nel Chiostro di San Lorenzo eravamo nella poesia…più pura, più sospesa. Nel Museo del sottosuolo, a 25 metri sottoterra, il testo viene scritto sera per sera, guidando, facendo accomodare e accarezzando un pubblico anche impaurito dai personaggi, anche incuriosito dal sito…Favole sottoterra è stato scritto per quelle grotte. Più sposato di così?!

Ci sarà anche un accompagnamento musicale?

C’è la musica melodica cantata da un giovane tenore, Christian Moschettino, che suggestiona non poco là sotto, e una grande ricerca di musica popolare eseguita dal vivo da Eduarda Iscaro. Massimo Bonsai e Adelaide Oliano sono, invece, attori spassosi.

Cosa attende lo spettatore? Se dovessi invitarlo con parole tue?

Lo spettatore scende scale e non sa com’è quel posto, cos’è quel posto. Quindi scende incuriosito e sale sazio di risate e fantasia smisurata…i racconti che vengono proposti cominciano dal Basile, autore del ‘600 e arrivano ai giorni nostri: c’è Romina, una vecchia siberiana/napoletana, c’è l’orco buono, il munaciello, il principe e due moderni cantastorie, io, Catarina e la nostra fisarmonica.

Progetti futuri di Massimo Andrei?

Un progetto teatrale un po’ ambizioso sull’immigrazione e la ripresa della turnee estiva di Favole del mare.

Intanto, non perdete l’ultima replica di Favole sottoterra, il 7 gennaio 2017, al Museo del sottosuolo di Napoli…assolutamente consigliato!

Favole sottoterra

Print Friendly, PDF & Email