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Giovanna D’Arco. Le donne e la scelta | Recensione

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Recensione dello spettacolo teatrale Giovanna D’Arco. Le donne e la scelta.

Io sono Giovanna.

Una frase ripetuta dall’inizio della rappresentazione. Giovanna D’Arco è passata alla storia come Giovanna l’Eroina, Giovanna la Santa, Giovanna la Strega. Caratteristiche che la relegano alla funzione di personaggio, non prendendo in considerazione il suo lato umano, di persona di nome Giovanna.

David Norisco e Filippo d’Alessio nel loro nuovo spettacolo, Giovanna D’Arco. Le donne e la scelta, andato in scena mercoledì 1 Dicembre al Teatro Stabile Galleria Toledo, si basa sulla concezione di una drammaturgia contemporanea che punta a esplorare l’universo femminile attraverso la figura emblematica di Giovanna D’Arco.

Recensione dello spettacolo Giovanna D’Arco. Le donne e la scelta

La storia si concentra sugli ultimi giorni di vita di Giovanna, al centro della scena, e alle spalle campeggia il patibolo. Camminano in cerchio, intorno a lei, vari personaggi. Parlano di lei e con lei, ma nessuno sembra realmente comprendere Giovanna e la natura delle sue parole.
Giovanna, figlia di contadini, donna che guida le armate di soldati francesi alla difesa del proprio paese. Dice che sono state le voci ad averla guidata in questa impresa. Per gli inquisitori questa è la riprova della sua natura demoniaca e nessuna comprensione, né tanto meno il perdono, le sono concessi.  
La natura di queste voci rimane sconosciuta a tutti, ma Giovanna si aggrappa ad esse con tutto il suo essere.
Le voci forse non sono altro che la propria coscienza, quel lume che si accende e determina le scelte, che distingue il bene dal male, il giusto dallo sbagliato. La coscienza come autodeterminazione di sé, e non può esserci compromesso. L’autodeterminazione di Giovanna, l’autonomia di pensiero, si scontrano con i diktat della chiesa cattolica dell’epoca, che tratta i suoi fedeli come platea e non come partecipanti attivi.
Giovanna D’Arco non è solo una guerriera, ma anche un simbolo di indipendenza del pensiero e per questo ancora più pericolosa agli occhi di chi mantiene il potere nel gioco della guerra, della politica e della religione.

La rappresentazione umanizzata di Giovanna D’Arco permette un avvicinamento maggiore alla sua persona e alla sua storia, rendendo ancora più emblematica l’importanza di raccontarla. La sua è stata una lotta per la libertà del suo essere femminile fino ad allora strozzato e fortemente delineato da una forma mentis misogina e perpetuata dal clero.

La regia dello spettacolo è di David Norisco e Filippo d’Alessio.
In scena Maddalena Rizzi, Marco Prosperini, Alioscia Viccaro, Ana Kusch
Sscene di Tiziano Fario, costumi di Alessandra Mené e musiche Eugenio Tassitano.

Immagine: Galleria Toledo

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