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Eroica Fenice

Human Farm 2020: futuro o presente?! evi

Human Farm 2020: futuro o presente?

Liberamente ispirato alle celebri opere 1984 e La fattoria degli animali di George Orwell, Human farm 2020, scritto da Massimo Maraviglia, rappresentato da Marianita Carfora, Antimo Casertano, Raffaele Parisi, con adattamento e regia di Rosa Masciopinto, catapulta lo spettatore in un futuro prossimo, portando in scena una satira sulla struttura del potere e dei suoi vizi, capace di trasformare gli uomini in delatori, vittime e carnefici. Tutti sospettavano di tutti in 1984, alimentando tensione e diffidenza. Tutti controlleranno tutti nel 2020, in un clima di apparente libertà e disperata frivolezza.

Human Farm 2020, un futuro, non molto lontano

Uno schermo sullo sfondo e tre persone vestite di blu: Gen, Terry e Pidi. Siamo nel duemilaventi in una Human Farm, una fattoria umana dominata da un monitor che può spegnersi solo se manca la corrente. Siamo nel duemilaventi, trentasei anni dopo quel  1984 di orwelliana memoria, all’ultima fase di una gara crudele, di un gioco di distrazione di massa che mette in palio la morte, quella buona, senza dolore.
I partecipanti, affetti da malattie terminali, che hanno scelto volutamente la reclusione, offrono uno specchio della società dei consumi, di un mondo in cui non si è più capaci di distinguere il vero dal falso, il reale dal virtuale. Un mondo in cui l’egemonia dei social media diventa sempre più prepotente, come sempre più prepotente diventa il degrado sociale che ne consegue, fatto di smaterializzazione dei corpi e incapacità di parlare face to face. Ma cosa accadrebbe se venisse meno quella corrente elettrica che in un mondo siffatto sembra alimentare le relazioni, la comunicazione? Una catastrofe o una nuova rinascita?

In fin dei conti, come facciamo a sapere che due più due fa quattro? O che la forza di gravità esiste davvero? O che il passato è immutabile? Che cosa succede, se il passato e il mondo esterno esistono solo nella vostra mente e la vostra mente è sotto controllo?
(George Orwell, 1984)

Lo spettacolo, in scena al Teatro Piccolo Bellini di Napoli dal 12 al 17 aprile, nasce da una coproduzione di Muricena Teatro e Fondazione teatro di Napoli, sostenuta dall’associazione Teatro Colosimo.

Muricena Teatro è la prima compagnia professionista ad essersi formata all’Accademia del Teatro Bellini di Napoli. Il nome del gruppo “muricena” deriva dal napoletano macerie per indicare la volontà di ricostruire un futuro diverso in cui la cultura diventi parte integrante del processo di formazione e crescita sociale.

Per maggiori informazioni: www.teatrobellini.it