Il Giulio Cesare di Laura Angiulli | Recensione

Il Giulio Cesare di Laura Angiulli | Recensione

Il Giulio Cesare di Laura Angiulli, trasposizione teatrale basata sul celebre dramma shakespeariano, nell’ambito del progetto La Congiura è andato in scena dall’ 11 al 13 marzo 2022 a Galleria Toledo – Teatro stabile d’Innovazione- a Napoli.

La riflessione politica ed umana nel Il Giulio Cesare di Shakespeare

Lo spettacolo diretto da Laura Angiulli è una trasposizione teatrale basata sul Il Giulio Cesare, famoso dramma storico scritto da William Shakespeare.
L’argomento dell’opera è, com’è noto, la congiura ordita ed attuata da Bruto e Cassio e dai loro collaboratori nei confronti di Giulio Cesare, celeberrimo uomo politico e condottiero romano.
All’interno del dramma si scontrano due orientamenti politici: quello repubblicano sostenuto da Bruto e quello monarchico appoggiato da Cesare. Tramite il dramma Shakespeare, quindi, spinge lo spettatore a riflettere sui punti di forza e i punti deboli dei due ordinamenti politici, sottolineando anche il carattere inaffidabile ed incostante della folla.
Ovviamente non renderebbe giustizia al genio shakespeariano ridurre la sua opera a un mero contenitore di una riflessione politica. Il dramma è infatti ricco di spunti e di riflessioni di carattere storico, politico, filosofico e stilistico.
Accanto alla riflessione politica vi è, infatti, quella umana. I personaggi del dramma sono uomini veri, dotati di ambizioni e passioni che li caratterizzano e che agitano le loro coscienze.
Basti pensare a Bruto di cui vengono messe in evidenza le fragilità, le luci e le ombre del suo animo. Bruto nutre un sincero affetto nei confronti di Cesare, ma i suoi ideali repubblicani lo portano a programmare la sua morte in nome del bene e dell’onore dello Stato. La volontà di difendere l’onore del popolo romano si lega con il desiderio di difendere il proprio onore di uomo giusto e libero. Gli ideali altruistici e repubblicani si intrecciano a desideri egoistici ed umani.

Insomma, nel Il Giulio Cesare Shakespeare mostra la sua abilità di ritrattista dell’animo umano, mostrandone il complesso intrecciarsi delle passioni e delle fragilità.

La scommessa di Laura Angiulli: una trasposizione fedele del dramma di Shakespeare

La regista Laura Angiulli con questo spettacolo fa una scommessa: riportare sulle scene una trasposizione fedele del Giulio Cesare di Shakespeare.
È risaputo, infatti, quanto sia azzardato in ambito teatrale mettere in scena le opere shakespeariane che, a causa della complessità sia degli intrecci sia del linguaggio, riescono con difficoltà a coinvolgere il pubblico moderno, soprattutto, se non accompagnate da una buona regia e da un cast di attori competenti e che calcano con maturità la scena.
Per questo spesso le trasposizioni odierne dei drammi di Shakespeare tendono a non rispettare fedelmente l’originale, ma inseriscono effetti speciali, musiche e linguaggi innovativi per avvicinare le opere del drammaturgo inglese alla sensibilità moderna.
Non è questo il caso dello spettacolo diretto da Laura Angiulli che rispetta più o meno fedelmente il linguaggio e l’intreccio shakespeariano e si avvale di una scenografia essenziale e di pochi effetti di suono e di luce, affidando così il compito di coinvolgere il pubblico alle parole di Shakespeare e alla bravura degli attori.

Il cast dello spettacolo riesce ad essere all’altezza delle aspettative del pubblico e a rapirlo tramite una recitazione di buon livello che riesce a gestire i tempi, le parole e gli atteggiamenti caratterizzando bene i personaggi e coinvolgendo lo spettatore.

Una nota di merito deve essere attribuita ad Antonio Marfella, attore che interpreta sapientemente il ruolo di Cassio riuscendo a rendere sulla scena tramite l’intensità della sua recitazione, costituita da pause e battute ben articolate e da un’eccellente mimica, il carattere subdolo ed infido del personaggio ideato da Shakespeare.

Insomma, con questo spettacolo Laura Angiulli vince la sua scommessa: Shakespeare, anche senza abbellimenti e modifiche, è ancora capace di far riflettere ed emozionare lo spettatore moderno.

A proposito di Rita Silvestri

Sono nata a Napoli il 06/02/1997. Ho frequentato il liceo classico. La cultura classica ha alimentato il mio amore per la letteratura e mi ha insegnato l'importanza della consapevolezza di sé e del mondo circostante. Nel novembre del 2021,spinta dall'amore per gli studi letterari, mi sono laureata in Filologia Moderna. Tra i miei interessi, oltre la letteratura e la scrittura, ci sono l'arte, il cinema, il teatro e gli animali.

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