Io sono Fedra al TRAM | Recensione

Io sono Fedra al TRAM | Recensione

Al TRAM Teatro dal 16 al 26 Febbraio tornano i miti classici e questa volta è il turno della Fedra di Euripide, nella versione rivisitata di Marina Salvetti con “Io sono Fedra”, per la regia di Gianmarco Cesario. Non siamo a Trezene, bensì nella casa del Signore, e tra le mura di un seminario vediamo una Fedra diversa, ma che compie la sua tragedia quasi allo stesso modo: in punta di piedi, silenziosa, giudice di se stessa, questa volta senza accuse all’amato, ma solo una confessione.

L’ambientazione cupa di Io sono Fedra si addice perfettamente alla tragedia, che rispetto a quella di Euripide tira fuori tutta la modernità di questo personaggio visto così debole, ma di immensa forza di spirito, che ben distingue sia il bene che il male delle sue scelte e della sua sorte, tanto da scegliere di morire per proteggere il caro Ippolito.
 
In questo caso l’amato è un pupillo del seminario, ligio alle vie del signore che sono state una salvezza per lui, duro e solitario, con una profonda avversione per la donna amata da tutti, in particolar modo dal Monsignore. Eppure per Ippolito le regole sono così importanti da cancellare in lui ogni briciola di misericordia, tanto cara al Padre che lui venera.
 
L’Idea brillante di Salvetti è proprio questa: ambientando la tragedia in un seminario è ancora più evidente e lampante la classica divergenza tra la legge divina e quella morale, una scissione che si delinea anche tra le regole e la misericordia, tra il dovere e l’umanità, tra l’odio e l’amore.
 
La signora Chiara è una segretaria eccelsa per il seminario, una persona cortese e cordiale, pronta a dare conforto ai seminaristi, ma diversamente da quello che mostra, ha alle spalle un passato di cui si vergogna, quello della prostituta Fedra. Quando si innamora di Ippolito, tuttavia, seppure debole per la febbre d’amore, è tanto risoluta e lucida da arrivare a togliersi la vita piuttosto che far del male a se stessa o a Ippolito.
 
In uno spettacolo tutto al maschile, l’unica donna presente sembra essere folle e debole, eppure è l’unico personaggio tanto forte da vedersi sia dall’interno che dall’esterno e compiere una scelta estrema, un simbolo di stoico coraggio. Intrigante è la dicotomia tra apparenza ed essenza che vediamo nella protagonista contrastata a quelle del Monsignore e di Ippolito stesso. Il primo, che sembra tanto composto e magnanimo, alla morte di Chiara si perde e debole incolpa il suo Dio per averlo punito con la perdita di due importanti donne della sua vita. Una scena interpretata con grande maestria e delicatezza, senza diventare blasfema, ma colma di tanta sincerità umana. In Ippolito, invece, la rigidità è solo specchio della rabbia e del rancore che porta ancora verso il padre che non lo ha amato abbastanza, ma questa sua rabbia lo porta a perdere i contatti con l’umanità. 
Io sono Fedra è nel complesso uno spettacolo intenso e carico di significati, una brillante rivisitazione della Fedra che ha dato spazio, insieme ai professionisti Titti Nuzzolese, Antonio Buonanno, Errico Liguori e Antonello Cossia, anche agli allievi del laboratorio del TRAM.
 
Immagine in evidenza: Teatro TRAM
 
 
Altri articoli da non perdere
Lina e le altre di Lina Sastri al Teatro Sannazaro | Recensione
Lina e le altre al Teatro Sannazaro di Lina Sastri | Recensione

Lo scorso venerdì 8 novembre, alle ore 21, è andato in scena lo spettacolo in musica Lina e le altre Scopri di più

Teatro Nuovo di Napoli: cartellone e spettacoli 2024/2025
Teatro Nuovo di Napoli: la stagione 2024/2025

Il 5 giugno 2024 è stata presentata la nuova stagione 2024/2025 del Teatro Nuovo di Napoli con il titolo Il Scopri di più

Celeste Di Porto, la spia di Piazza Giudìa
Celeste

Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso.  La banalità del male, Hanna Scopri di più

Oliva Denaro al Teatro San Ferdinando | Recensione
Oliva Denaro

Oliva Denaro, tratto dal romanzo di Viola Ardone, va in scena al Teatro San Ferdinando di Napoli, dal 20 al Scopri di più

The Spank, vita da bar e drammatiche chiacchiere
The spank

The spank, ultimo testo di Hanif Kureishi, ci restituisce il dramma di due uomini comuni declinato nei toni di una Scopri di più

Gran Premio di casa: 13 piloti di F1 che non lo hanno mai vinto
13 Piloti di F1 che non hanno mai vinto il loro Gran Premio di casa

Il Gran Premio di casa: la “balena bianca” di ogni pilota di Formula Uno  Consacrare il proprio nome in Formula Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Chiara Leone

Zoomer classe '98, studentessa della scuola della vita, ma anche del corso magistrale in Lingue e Letterature Europee e Americane all'Orientale. Amante dell'America intera, interprete e traduttrice per vocazione. La curiosità come pane quotidiano insieme a serie tv, cibo, teatro, libri, musica, viaggi e sogni ad occhi aperti. Sempre pronta ad esprimermi e condividere, soprattutto se in lingue diverse.

Vedi tutti gli articoli di Chiara Leone

Commenta