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Eroica Fenice

La dodicesima notte di Shakespeare al Teatro Galleria Toledo

La dodicesima notte di Shakespeare al Teatro Galleria Toledo

La dodicesima notte in scena al Teatro Galleria Toledo-Materiali contemporanei | Recensione

La dodicesima notte è uno spettacolo di Laura Angiulli, tratto dall’opera shakespeariana “La dodicesima notte o quel che volete“ messo in scena al Teatro Galleria Toledo-Materiali contemporanei dal 9 al 17 febbraio.

Interpreti sono Paolo Aguzzi, Giuseppe Brunetti, Agostino Chiummariello, Michele Danubio, Alessandra D’elia, Luciano Dell’Aglio, Michele Maccagno, Gennaro Maresca e Caterina Pontrandolfo mentre lo staff tecnico è composto da Rosario Squillace, all’impianto scenico, Cesare Accetta per le luci, Flavia Francioso quale direttore di scena, Fulvio Mascolo, tecnico luci, e dall’aiuto elettricista Luca Sabatino.

La commedia

La dodicesima notte, o quel che volete (Twelfth Night, or What You Will in lingua inglese originale) è una commedia in cinque atti scritta da William Shakespeare tra il 1599 e il 1601.

Il titolo allude, probabilmente, alla festa dell’Epifania (corrispondente alla dodicesima notte che trascorre dal Natale). Fu rappresentata con certezza il 2 febbraio 1602 al Middle Temple Hall ed è stato ipotizzato che la prima assoluta sia stata organizzata per l’anno prima, proprio il giorno dell’Epifania. Tuttavia, nella commedia non c’è alcun riferimento alla ricorrenza ma appare invece palese che, se c’è un’opera nella quale l’autore abbia avuto la ferma intenzione di non offrire rimandi spazio-temporali definiti, si tratta proprio de La dodicesima notte, o quel che volete, tant’è che nel sottotitolo, Shakespeare sembra invitare il lettore/spettatore a dare alla commedia la connotazione che preferisce. Il luogo in cui si svolge la commedia non a caso è un’Illiria senza confini, che potrebbe essere qualunque parte del mondo, nella quale si muovono personaggi che il pubblico riconosce come “tipi” che potrebbero tranquillamente far parte del suo mondo. L’intento goliardico del titolo suggerisce anche la volontà di presentare lo spettacolo come un’occasione di intrattenimento, utilizzando il gioco metateatrale interno allo spettacolo e il motivo del travestimento, dell’inganno e dello scambio di persona.

Le fonti letterarie dell’opera shakespeariana sono la commedia Menecmi di Plauto, per l’intreccio basato sullo scambio d’identità, e Gl’ingannati, una commedia italiana allestita a Siena dall’Accademia degli Intronati nel 1531, guida principale per la vicenda amorosa.

La trama

Ambientata nell’antica regione balcanica dell’Illiria, la trama principale de La dodicesima notte, o quel che volete vede due gemelli, Viola e Sebastian, che naufragano in Illiria, con la falsa convinzione che l’altro sia perito nella tragedia. Viola viene a sapere dal capitano della nave che in Illiria il duca Orsino corteggia la contessa Olivia, la quale ha giurato di non accettare nessuna corte per sette anni, in memoria di suo fratello, e decide di presentarsi alla corte del duca sotto le mentite spoglie di Cesario, per proteggere la sua reale identità. Diverrà ben presto il messaggero prediletto del duca, che la invierà presso la contessa a perorare la sua causa, senza capir che lei, Viola, si è nel frattempo innamorata di lui e che la contessa, ingannata dal travestimento, si è infatuata del servo Cesario.

Al palazzo della contessa, intanto, il chiassoso zio della nobildonna, Sir Toby Belch, sfrutta a suo vantaggio le disponibilità finanziarie del suo fatuo compagno di bevute, Sir Andrew Aguecheek, pretendente alla mano della giovane Olivia e, insieme alla cameriera Maria, ordisce un tranello ai danni del maggiordomo Malvolio, colpevole ai loro occhi di esser troppo puritano e presuntuoso e di scagliarsi in maniera irrispettosa contro sir Toby, sfruttando l’infatuazione del maggiordomo per la sua nobile signora. Gli avvenimenti precipitano quando anche Sebastian giunge al palazzo, seguito dal capitano Antonio, ed i ruoli di Viola, mascherata da Cesario, e del fratello si sovrappongono in una girandola di colpi di scena fino allo scioglimento finale. Testimone imperturbabile delle macchinazioni di ciascun personaggio è il buffone Feste che, sia alla corte del duca che al palazzo di Olivia, si presta agli eventi narrativi con una bonarietà ed un’arguzia tali da risultare il personaggio più “saggio” della commedia.

La dodicesima notte al Teatro Galleria Toledo

Uno spettacolo teatrale delizioso!

La commedia, con una composizione matura, ricca di raffinata eleganza, intrecci perfettamente orchestrati, un elaborato gioco di specchi, una divertentissima sequenza di scherzi ed equivoci,  un ritmo incalzante e uno sviluppo di gradevole effetto, offre un magistrale esempio di teatro nel teatro, che attira lo spettatore e lo inchioda alla poltrona fino all’ultima battuta e che soddisfa le aspettative del pubblico in uno scioglimento finale che celebra il lieto fine e fa cadere finalmente tutte le maschere.

Gli interpreti sono eccellenti: Luciano Dell’Aglio dà corpo alle personalità di Viola e di Sebastian in maniera grandiosa, rendendo loro identità individuale ed affascinante spessore ed esprimendo in maniera credibile, coinvolgente e trascinante i tormenti e la passione della giovane Viola e lo stupore di Sebastian per la sua inaspettata fortuna; Paolo Aguzzi rappresenta in maniera brillante l’ingenuità di Sir Andrew Aguecheek, amico di Sir Toby e pretendente di Olivia, suscitando simpatia, indulgenza e partecipazione nel pubblico, senza mai scivolare in una recitazione caricaturale.

Agostino Chiummariello incarna con maestria i panni di Feste, che accetta il suo ruolo di “matto” con lo sguardo obliquo di una saggia follia, personaggio che in realtà l’attore concorre a rendere il più assennato, perspicace e più profondo della pièce, in contrapposizione netta con Malvolio, interpretato da Michele Danubio in maniera quasi tragica nella sua severità e commovente quando, beffeggiato e punito per aver desiderato essere ciò che non è, resta l’unico personaggio insoddisfatto della commedia, a causa della differenza di classe sociale con l’oggetto del suo amore, così come il capitano Antonio, che Giuseppe Brunetti interpreta con ferocia, folle nella sua passione per Sebastian, indomito e sprezzante del pericolo, il quale riceve una doppia delusione, inizialmente quando viene rifiutato da Viola, che lui crede Sebastian, e poi quando scopre che Sebastian non ricambia la sua passione.

Alessandra D’Elia è la contessa Olivia, spettacolare nella sua padronanza espressiva, negli atteggiamenti e nelle emozioni che riesce ad esprimere e a trasmettere al pubblico: preda di una malattia, di una passione che non si aspetta, che non sa frenare, che non comprende fino in fondo ma che la consuma, la sua Olivia diventa schiava dell’amore, melodrammatica, folle a sua volta e, forse, umana, in antitesi con l’austerità che ostenta inizialmente ma che è pronta ben presto a negare.

Michele Maccagno interpreta in maniera  provocatoria sir Toby, il personaggio con maggiore spazio nel testo, conferendogli una connotazione di astuto perdigiorno, si, ma lungimirante, pragmatico, che ordisce le “sue” trame, aiutato sia da Maria, di cui apprezza l’acume, sia dall’indifferente Feste, per giungere in qualsiasi modo ai propri scopi.

Il duca Orsino di Gennaro Maresca, un po’ distratto, a metà tra il romantico e il virtuoso gentiluomo, sembra non avere particolare interesse a relazionarsi con il mondo esterno. Un po’ immaturo, decanta un amore che, forse, non prova realmente e non comprende fino in fondo l’attenzione che riserva a Viola fino allo scioglimento finale; la sua recitazione è prega di quell’impronta evocativa che rende i personaggi suggestivi, interessanti.

Caterina Pontrandolfo, incisiva nella gestualità, nell’atteggiamento e negli sguardi, rende la sua Maria, infine, una pungente, operosa ed acuta subalterna che si riscatta con acume e si vendica per l’inflessibilità eccessiva di Malvolio, destando così l’interesse di sir Toby.

Ottime interpretazioni per La dodicesima notte, dunquepromosso sotto tutti  i punti di vista. Spettacolo decisamente da consigliare, commedia fortemente umana dalle mille sfumature, senza tempo, complessa ma pregna di eccellenze.

 

Galleria Toledo/produzioni
LA DODICESIMA NOTTE

da William Shakespeare
drammaturgia e regia Laura Angiulli

16 febbraio 2019 ore 20.30
17 febbraio 2019 ore 18.00

?info e prenotazioni
Galleria Toledo
teatro stabile d’innovazione
via Concezione a Montecalvario 34
80134 Napoli
?Contatti:
t.+39 081425037
t.+39 081425824
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facebook.com/GalleriaToledo
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Come Raggiungerci:
?Metro linea 1 / stazione Toledo/
uscita Montecalvario

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via Shelley 11 – Napoli / t. +39 081551870

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