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La Macchia, di Fabio Pisano al Piccolo Bellini

La Macchia

La Macchia al Piccolo Bellini

Dal 10 al 15 gennaio va in scena al Piccolo Bellini lo spettacolo La Macchia, scritto e diretto da Fabio Pisano per un progetto Liberaimago e prodotto dalla Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini. Gli attori in scena sono: Michelangelo Dalisi – che abbiamo visto già come protagonista in La Metamorfosi al Teatro Mercadante -, Emanuele Valenti – tra l’altro attore nella serie tv L’Amica Geniale – e Francesca Borriero – attrice e sociofondatrice di Liberaimago.

La recensione

Uno sconosciuto bussa alla porta della casa al piano superiore perché c’è una perdita dai tubi del bagno e di conseguenza si è creata una macchia sul soffitto. Ad accogliere il giovane è una coppia, marito e moglie, convinta che sia un addetto ai lavori della nettezza urbana venuto finalmente a portare via l’asse da stiro guasto. Da questa sinossi apparentemente lineare, si dirama una trama articolata, fatta di misteri e inquietudine, rendendo La Macchia uno spettacolo molto più complesso.

La coppia appare circospetta nei confronti del ragazzo, percepito come uno straniero che ha invaso la loro casa creando scompiglio. Ed è proprio quanto succede: da un banale fraintendimento tra i due e lo sconosciuto si generano altrettanti equivoci che a poco a poco mettono sempre più in risalto il fatto che, se materialmente la macchia suddetta si è davvero creata sul soffitto a causa di una perdita reale, metaforicamente quella stessa macchia è specchio del malessere tra marito e moglie. Allora, partito da un piccolo fatto quotidiano La Macchia racconta del disagio di una moglie che è alla ricerca costante di un poco di rucola non riuscendo mai a trovarla, di un marito incollato alla tv per guardare la tappa in salita del ciclismo che non finirà mai di vedere realmente e di uno sconosciuto giunto lì per caso e assorbito da una dinamica di totale dis-ascolto. Non c’è risoluzione, i rapporti tra i personaggi sono freddi, distaccati e sbattono ripetutamente contro un muro di incomunicabilità.

Di conseguenza, La Macchia è uno spettacolo che non può che accartocciarsi su sé stesso: battute che si ripetono, svolgimenti della trama portati all’esasperazione in un circolo vizioso nel quale nessuno sembra capace di fermarsi ad ascoltare l’altro, anzi, ognuno è troppo concentrato a imporre la propria volontà e il proprio pensiero. La Macchia sfiora, senza mai superare, i limiti dell’assurdo seguendo certe logiche scaturite inevitabilmente dalla mancanza di ascolto tra i tre personaggi. In questo modo, il risultato è abbastanza dirompente: La Macchia si dimostra uno spettacolo quasi ad uno stato germinale come se non avesse alcun tipo di presupposto per svolgersi completamente, eppure si forma un certo sottotesto implicito che fa fuoriuscire l’inquietudine di un momento assurdamente rinchiuso in sé stesso. L’effetto che ne risulta, infine, è dissacrante, una certa claustrofobica ottusità che – come, tra l’altro, anche gran parte del Teatro dell’Assurdo – lascia il senso angosciante di un qualcosa di non compito fino in fondo.

Immagine di copertina: Teatro Bellini    

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 14/12/2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica storica e contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, consegue la laurea in Lettere Moderne e in Discipline della Musica e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Durante la carriera accademica, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che esercita attraverso il giornalismo culturale. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questa professione, capace di generare dubbi, stimolare riflessioni e spianare la strada verso processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, identità e comprensione.

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