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Eroica Fenice

La vela nera di Teseo

La vela nera di Teseo al Teatro Elicantropo di Napoli

La vela nera di

in scena al teatro Elicantropo da giovedì 26 marzo a domenica 29, rivela una nuova visione rispetto alla classica storia di Teseo.

Una piccola ed ombrosa sceneggiatura ci incammina nella storia di quest’uomo figlio di due divinità, una mortale, l’altra divina; ed è proprio con queste parole che si apre la scena, parole pronunciate dall’interprete e regista Gianni De Feo.

Lo spettacolo, firmato da Valeria Moretti racconta di un labirinto che raffigura un intricato specchio dell’anima. Un Teseo ritrovatosi e rinnovatosi si presenta al suo pubblico danzando al ritmo del tradizionale ballo greco: il Sirtaki.

Un’unica luce puntata su di lui, puntata sui suoi piedi che accompagnano il ritmo crescente della danza, un’unica luce che mette in evidenza la sua tela, rigorosamente nera che si muove nell’aria mentre pronuncia a voce alta, a voce fiera, i passi che gli permettono di solcare il palco.

Arianna accompagna l’ombroso Teseo con frasi molto spesso pronunciate in francese, la sua voce è soave, i suoi perché lo sono meno. Un Teseo che non vuole incontrare la luce del Sole, un uomo che non vuole mettere piede nel mondo reale, un uomo che vede la sua vita nella solitudine tanto da supplicare la solitudine stessa di non lasciarlo mai solo, mentre sulla scena iniziano a comparire sempre più oggetti che delineano attorno al protagonista i limiti ormai quasi diventati invalicabili del labirinto.

È un susseguirsi di scene ad alto tasso adrenalinico e non, piccole scene musicali intervallano forti e decisi monologhi del nuovo Teseo. Questo Teseo al quale fin da piccolo fu stato chiesto di alzare una grossa pietra per dimostrare la sua vera natura, peso che poi sembra non essere mai scomparso dalla sua vita, tanto da avere timore di scorgere l’aria limpida e leggera fuori la sua grotta, una grotta ormai diventata interiore, un muro, il suo, creato tra le pareti dell’animo, un rigetto nei confronti della vita che assale il suo essere.

E dalla semplicità iniziale della scena, ci ritroviamo in un ambiente ormai quasi completamente chiuso, il labirinto è stato formato ed anche noi spettatori ci siamo dentro, l’abbiamo vissuta con Teseo la sua storia, abbiamo capito quanto del suo animo tormentato ci appartenga, abbiamo capito quanto l’impossibile sovrasti la realtà; e ci troviamo insieme a lui sulla scena delimitata da un filo che forse aveva la capacità di ucciderlo, di reprimerlo, di intrappolarlo.

Teseo è libero, taglia le sottili filamenta che delimitano i confini, e la sua vela nera non lo abbandona, lo protegge, vince insieme a lui le paure.

Uno spettacolo travolgente, una capacità quella di Gianni De Feo di ammaliare e ipnotizzare lo spettatore rendendolo parte della scena. Una storia che non ti aspetti se quella che hai in mente è la versione del mythos greco

“Si è vicini a se stessi solo errando.”

Aiuto regia: Elisa Pavolini

Scenografia: Roberto Rinaldi

Costumi: Sonia Picirillo.

La vela nera di Teseo

La vela nera di Teseo

La vela nera di Teseo

La vela nera di Teseo

La vela nera di Teseo all’Elicantropo

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