Eroica Fenice

Paolo Cresta L'amico ritrovato

L’amico ritrovato all’Orto Botanico: intervista a Paolo Cresta

“Ho esitato un po’ prima di scrivere che avrei dato volentieri la vita per un amico… Ma sono convinto che non si trattasse di un’esagerazione e che non solo sarei stato pronto a morire per un amico, ma l’avrei fatto quasi con gioia.”
(Hans Schwarz)

Nella calda serata del 7 luglio, per la rassegna Brividi d’Estate di Il Pozzo e il Pendolo, il Real Orto Botanico di Napoli ha ospitato L’amico ritrovato, il celebre e toccante romanzo di Fred Uhlman riletto ed interpretato dall’attore Paolo Cresta, accompagnato da Giacinto Piracci alla chitarra elettrica, che ha evidenziato i momenti più toccanti del romanzo di Uhlman, che racconta un incontro, quello tra Hans Schwarz, figlio di un medico ebreo, e il conte Konradin von Hohenfels, giovane rampollo di una nobile famiglia ariana nella Stoccarda degli anni ’30, che ha i caratteri di un’epifania.
L’incontro casuale tra i due sedicenni tra i banchi di scuola, raccontato dalla voce di Paolo Cresta, si rivelerà per entrambi illuminante e quasi salvifico: anime solitarie e sorprendentemente simili, con un altissimo senso dell’amicizia ed un innato senso di lealtà, i due si scopriranno complementari e reciprocamente necessari ed il loro rapporto, pur consumandosi nel breve tempo di un anno, non si esaurirà mai davvero, tanto che, a 30 anni dalla loro separazione, Hans afferma che Konradin entrò nella sua vita in un giorno di scuola del 1932, “per non uscirne mai più“.

Di Hans e Konradin, della potenza delle parole e del sempre attuale testo di Uhlman abbiamo parlato con Paolo Cresta.

L’amico ritrovato è un grande classico. In che modo ha lavorato sul testo di Uhlman per adattarlo allo spettacolo?

Da alcuni anni, nella mia attività di narratore ho voglia di portare in teatro la Letteratura, quei libri che mi hanno emozionato e lasciato qualcosa, o che spesso mi sono stati consigliati da persone a me care. Il lavoro è nel trasformare un testo che è nato per essere letto e va quindi traslato, viene “tradotto” in un altro linguaggio espressivo, in una nuova forma. Si tratta di impossessarsi di un testo, farlo vibrare, renderlo tridimensionale.

Che ruolo ha la musica in questa operazione?

La musica, insieme al testo, ha la capacità di raccontare. Sono fortunato, perché lavoro con grandi musicisti, come Giacinto Piracci, che è stato accanto a me questa sera. Musicisti di grande talento che sono in grado di far raccontare alla musica non soltanto ciò che dice il testo, ma ciò che, nella nostra interpretazione, siamo noi a voler tirare fuori. La musica legge tra le righe. La composizione della musica di questa sera è frutto del lavoro di Giacinto Piracci, è tutto originale e pensato per questo spettacolo ed è fantastico.

L’amico ritrovato è non soltanto un grande classico, ma uno dei testi cardine della letteratura per ragazzi. Le è già capitato di proporlo a gruppi di giovani e giovanissimi?

È da una decina d’anni che mettiamo in scena L’amico ritrovato. Lo abbiamo fatto anche per le scuole, con risultati straordinari, ottenendo dagli studenti silenzio ed attenzione. È una storia che parla a loro, con un testo intenso, che suscita sempre grande emozione. Quando sei sincero nella comunicazione con i ragazzi, loro la accolgono, questa sincerità. Non accettano bluff, non puoi prenderli in giro. Se ti poni lì, onestamente, davanti a loro, allora ti ascoltano, con attenzione e rispetto.

Quali saranno i suoi prossimi progetti?

Qui all’Orto Botanico, nella serata del 15 luglio porterò in lettura un testo di Maurizio de Giovanni, Luiz torna a casa, un testo bellissimo sul rapporto fra padre e figlio, mentre il 27 Uno, nessuno e centomila di Pirandello.

Ringraziamo Paolo Cresta per la chiacchierata!

Fonte immagine: https://www.ilpozzoeilpendolo.it/eventi/lamico-ritrovato-7lug/

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