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Mario Perna e Raymond Carver al Napoli Teatro Festival

Mario Perna e Raymond Carver al Napoli Teatro Festival

Il Napoli Teatro Festival ci regala un altro piccolo gioiello con il dramma di Mario Perna Una cosa piccola ma buona; il dramma, portato in scena nella suggestiva cornice del giardino romantico di Palazzo Reale, è ispirato al racconto breve A small good thing che Raymond Carver inserisce nella raccolta Cattedrale del 1983.

Sulle note di Where did you sleep last night si illumina una scena divisa a metà tra il laboratorio di un pasticcere e il salotto di una casa. Un burbero pasticcere viene interrotto nel suo lavoro da una telefonata, al telefono la signora Bianchi ordina una torta per il 10° compleanno del figlio Samuele. La torta sarà pronta per la mattina del lunedì ma nessuno passerà a ritirarla perché, nel giorno del suo compleanno, Samuele viene investito da un’auto in corsa e ricoverato in gravi condizioni. Improvvisamente il dolore si materializza sulla scena nell’estenuante e nervosa attesa dei genitori di Samuele; alternandosi tra casa e ospedale, Ambra ed Aurelio vivono un’angosciante attesa, attesa di una telefonata che annunci loro il risveglio del piccolo Samuele, attesa di scorgere qualche segnale positivo a cui aggrapparsi per non lasciarsi travolgere dal dolore.

Nei piccoli pezzi di vita che si intravedono sulla scena diretta da Mario Perna irrompono beffarde chiamate notturne che esasperano i genitori di Samuele, il pasticcere esprime con caustiche battute la sua rabbia per il lavoro sprecato. Intanto i giorni passano e con piccoli ma inesorabili colpi la morte si fa strada nella mente e nella vita dei genitori di Samuele. L’ineluttabilità della morte si materializza attraverso frammenti di vita altrui; è nel volto della donna che in ospedale attende notizie del figlio coinvolto involontariamente in una cruenta rissa, e ancora negli occhi del conoscente che rivede all’infinito la scena del corpo esanime del figlio estratto dal fiume in cui è accidentalmente caduto.

Infine, la morte si prende tutta la scena e l’attesa termina nel dramma previsto fin dal primo istante come un inevitabile e necessario passaggio della vita. Nel suo scontato e quasi banale alternarsi alla vita, la morte ne ricompone tutti i frammenti diventando l’evento tragico assoluto alla cui drammaticità i personaggi non possono sottrarsi. Eppure una via di salvezza è ancora possibile ed è nascosta proprio nell’essenziale e viva forza delle azioni più piccole che compongono la vita. Nel momento più tragico, in cui tutto sembra essersi frantumato, sono proprio i piccoli pezzi di vita a rendere possibile il perdono e la sopravvivenza al dolore. Esasperati dalle chiamate e finalmente consapevoli della loro causa, i genitori di Samuele irrompono nel laboratorio del pasticcere per urlagli contro tutta la loro rabbia. Ma il pasticcere è solo un pasticcere, lui non poteva sapere, chiede perdono per le sue inconsapevoli azioni e tende una mano per avvicinarsi al dolore, per offrire un’ancora di salvezza. «Dovete mangiare per andare avanti, mangiare è una cosa piccola ma buona.»

Nella sua narrazione del dramma per la perdita di un figlio, Mario Perna riesce a descrivere con lucido realismo tutti i frammenti di vita e di emozione che si possono provare. L’angoscia dell’ignoto e insperato, la rabbia e il senso d’impotenza, l’estremo dolore e infine la vita stessa, che senza rassegnazione né redenzione, riprende il suo corso e riparte da se stessa attraverso i piccoli gesti che la rendono possibile.

Immagine: Ufficio Stampa

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A proposito di Rossella Siano

Napoletana di nascita e per vocazione. Appassionata di letteratura e scrittura nonostante la scelta di una professione molto poco poetica. Provo ad aggiungere poesia attraverso la condivisione di pensieri ed emozioni in queste pagine.

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