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Medea per me, al CTF il melodramma tragico di Lina Sastri

Medea per me

In scena al Giardino Paesaggistico Pastorale di Capodimonte il dramma Medea per me di Lina Sastri

Debutta al Campania Teatro Festival il melodramma tragico Medea per me di Lina Sastri, in scena il 19 giugno nella magica cornice del Giardino Paesaggistico Pastorale di Capodimonte.

L’atteso spettacolo dell’artista partenopea porta in scena con modernità e autentica passione uno dei drammi più struggenti della tragedia greca e ad accompagnarla in questo viaggio nel dramma di Medea solo l’essenziale: un danzatore che attraverso le sue sinuose movenze esprime la passione che lega Medea a Giasone, le parole della corifea che fanno eco allo straziante dolore della protagonista e la musica che lega tutte le passioni annullando la distanza temporale che ci separa dall’eroina di Euripide.

Invocata dalle funeste parole della corifea (Federica Aiello), Medea fa il suo ingresso in scena avvolta in cupe vesti mentre con incedere grave si avvia lungo un percorso illuminato da sacrali luci. L’immagine della donna tradita e della madre addolorata si confondono nel volto e nella voce di Medea, che appare al pubblico come una sacerdotessa di un tempio vuoto che invano custodisce un amore già perduto, una vestale di un focolaio spento e oltraggiato.

Il tradimento è già avvenuto e il destino di Medea sembra ormai segnato: lei, donna straniera in terra straniera, fuggita dalla sua patria dopo aver tradito la sua famiglia per amore di Giasone, è ora costretta ad un nuovo esilio, questa volta non volontario e lontano dall’uomo per cui arde di passione. Ma tutto quello che potrebbe piegare l’umano cuore di un’altra donna in Medea scuote una passione e un’ira tragiche e terribili.

Nelle parole di Medea esplode tutto il dolore della donna innamorata e umiliata: Medea parla alla corifea e attraverso lei parla al popolo e al pubblico, urla il suo amore oltraggiato, il suo cieco dolore che per un amore immenso è disposto a sacrificare l’amore più grande.

È una Medea divina e umana quella che porta in scena Lina Sastri, una Medea che parla a cuore aperto del suo lacerato cuore. Nei concitati dialoghi con la corifea, cadenzati dall’eco del testimone che ribadisce e sancisce il dramma, sentiamo crescere l’atroce dilemma tra il desiderio di vendetta per l’amore tradito e l’amore di una madre. Nelle struggenti note del pianoforte che accompagnano e amplificano il dolore e nelle sinuose movenze di Giasone (Raffaele De Martino) si percepisce il turbinio di passioni che portano il dolore di Medea alle estreme conseguenze. Ancora nel volto straziante della Medea per me di Kojocinsky che stringe i suoi figli al petto troviamo la certezza di riconoscere e comprendere il dolore di Medea.

Fonte immagine: https://campaniateatrofestival.it/

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A proposito di Rossella Siano

Napoletana di nascita e per vocazione. Appassionata di letteratura e scrittura nonostante la scelta di una professione molto poco poetica. Provo ad aggiungere poesia attraverso la condivisione di pensieri ed emozioni in queste pagine.

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