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Eroica Fenice

Natiki

Natiki, storia di una Gatta Cenerentola della Orchestra Multietnica Mediterranea OMM

Il mio nome è Natiki! Storia di una Gatta Cenerentola è il lavoro presentato il 16 luglio 2015 presso la Basilica di San Giovanni Maggiore a Via Mezzocannone, nel centro storico di una Napoli aperta, multietnica e solidale.

Storia di una Gatta Cenerentola, con la partecipazione straordinaria di Macello Colasurdo, si pone come racconto musicale con una duplice valenza: da un lato, la volontà di ricordare un artista come De Simone che ha fatto del racconto di Basile un fiore all’occhiello dell’arte napoletana e, dall’altro, l’esigenza di presentare un lavoro che basasse la sua essenza sull’integrazione e la consapevolezza che la diversità sia principalmente ricchezza. Proprio sulla scia di quest’impegno, risulta evidente e commemorativa la traduzione della conta iniziale della scena del rosario e il richiamo alla storia raccontata da Mandela nella sua raccolta Le mie fiabe africane.

Natiki, la Gatta Cenerentola del Nostro Mediterraneo, è giunta a Lampedusa con tanti altri suoi connazionali dalla lontana terra libanese con l’unico sogno di sfuggire alle barbarie della sua terra e trovare pace e un futuro migliore nel Paese ospitante. Numerose sono le strade che la condurranno a Napoli dove il suo destino incrocerà quello dell’arrogante e dell’immorale Papone che nel retro del suo Hotel organizza incontri violentando la dignità di troppe donne. 

Orchestra Multietnica Mediterranea OMM racconta la storia di Natiki

L’Orchestra Multietnica Mediterranea OMM racchiude in una cornice  magica di suoni la storia di Natiki, in una Napoli che abbraccia i popoli del Mediterraneo fondendo strumenti della tradizione musicale classica (quartetto di archi) e le percussioni tipiche delle popolazioni oltre confine. Un oltre che non è mai troppo lontano e troppo straniero per non sentirlo vicino e tendere una mano. Ed è questo il principio sul quale si fonda l’esistenza dell’Orchestra Multietnica Mediterranea grazie all’instancabile lavoro di Romilda Bocchetti, fulcro di un gruppo di musicisti provenienti  dallo Sri Lanka, Croazia, Nigeria, Burkina Faso, Ghana, Liberia, Romania, Albania, Bulgaria, Malta, Senegal, Mauritania e Italia, un gruppo che ha una forte componente nomade, un orchestra che, come Napoli, si pone come crocevia di musicisti e culture. Uno spettacolo travolgente lascia la sensazione di aver partecipato a qualcosa di più intenso di una semplice storia raccontata in chiave moderna ed inusuale. 

Un progetto multietnico indispensabile in una società che avverte sempre più l’immigrato come minaccia; in una realtà politica che possiede tutte le pecche di un’accoglienza civile; in una Italia che è parte di un’Europa che troppo spesso è dimentica del suo passato immediato. Non esiste un Terzo Mondo, non c’è corsa verso il podio che ci farà arrivare primi, siamo uomini di una stessa terra senza confini, siamo popolazioni lontane eppure vicine quando importiamo diamanti, siamo lontane ma non troppo per attingere a piene mani dall’oro nero, siamo lontane ma mai abbastanza per i cammini turistici. Non c’è gara per chi ha sofferto di più, è indiscutibile che troppi sono stati i fratelli che abbiamo lasciato morire nelle acque del Nostro Mediterraneo.

Natiki è la speranza del riscatto, la forza di una donna che alza la testa e non si piega. Natiki è la Cenerentola moderna che attraverso l’inferno riesce a riscattarsi. Siamo tutte Natiki. 

Jundra Elce

-Natiki, storia di una Gatta Cenerentola-

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