Katabasis (Ataj’a Teatro) al Sancarluccio | Recensione

Katabasis di Ataj'a Teatro

Da qualche giorno si sono concluse le repliche dello spettacolo Katabasis (Ataj’a Teatro) al Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli. Si tratta di una rivisitazione della tragedia del Macbeth di William Shakespeare, diretto da Jole Mariniello e con la collaborazione della compagnia teatrale Ataj’a Teatro

La scenografia, opera di Valeria Malpeso, immerge immediatamente lo spettatore in una realtà magica e cupa, fatta di arbusti che si intrecciano, rami sporgenti come lame e grandi foglie a fare da tetto: è la brughiera nella quale si svolge l’intera azione. Chi è già a conoscenza del dramma shakespeariano, sa già che tale luogo ha una valenza fondamentale per il susseguirsi delle vicende. Una delle prime immagini che vediamo dello spettacolo Katabasis (Ataj’a Teatro) è l’incoronazione del personaggio di Macbeth, interpretato da Gianluca Tesone. Egli, dopo la vittoria sull’esercito di Norvegia, viene intercettato dalle tre Moire, le divinità tessitrici del destino, che gli prediranno il futuro: diventerà re. Questa rivelazione è oltremodo importante perché instillerà in lui una sfrenata brama di potere che avrà tuttavia modo di ridimensionarsi grazie al fato.

In un connubio inverosimile ma perfettamente riuscito tra ritidanze tribali e musica elettronica (le musiche originali sono di Francesco Paolo Cerqua), le tre Moire sprigionano al meglio la loro natura poliedrica in Katabasis (Ataj’a Teatro). La più giovane, Cloto, è interpretata da Valentina Ciliento e rappresenta la nascita, con il compito di filare lo spago. Federica Flibotto, invece, presta corpo e voce a Lachesi, colei che – stabilendo i giorni di sventura e serenità – ha maggiore influenza (rispetto alle altre) sulle sorti degli eroi; per questo motivo, ad un certo punto della rappresentazione, l’attrice vestirà magistralmente anche i panni di Lady Macbeth, la regina istigatrice, che avrà altrettanto peso nelle decisioni del re. Infine Atropo, la più anziana, ha il volto espressivo di Sara Cortini, colei che con crudele inesorabilità (simboleggiata dalla cecità), decide quando recidere il filo della vita.

Il disegno luci, curato da Ennio De Gregorio, è un elemento fondamentale per conferire allo spettacolo Katabasis (Ataj’a Teatro), l’atmosfera che lo contraddistingue: quella di un luogo mistico, dove la luce bianca della luna si specchia sulle gocce di rugiada ancora aggrappate alle foglie. La costumista Laura dè Navasques è riuscita con pochi elementi, quali un mantello e lunghe vesti, a restituire ai personaggi l’unicità di cui avevano bisogno. Le fotografie di scena, che restituiscono accuratamente l’energia dello spettacolo, sono state scattate da Renato Scardino. Giovanni Giametta si è infine occupato dell’assistenza all’impegnativa regia di Jole Mariniello

Per concludere, lo spettacolo Katabasis (Ataj’a Teatro), non solo conserva il lato “storico” del dramma, non abbandonando i profondi temi del destino e dell’ambizione, ma gli dona anche un aspetto “moderno”, dimostrando che questo sia possibile anche con le opere del 1600.

Katabasis di Ataj’a Teatro; scritto e diretto da Jole Mariniello; con Valentina Ciliento, Sara Cortini, Federica Flibotto e Gianluca Tesone 

Fonte dell’immagine per Katabasis (Ataj’a Teatro) | Recensione: ufficio stampa

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