Pensiero Elettrico al teatro TRAM | Recensione

Pensiero Elettrico al teatro TRAM

In occasione dell’ottantesimo anniversario dalla nascita di Jim Morrison, 8 dicembre 1943, ha debuttato al teatro TRAM di Napoli lo spettacolo Pensiero Elettrico ispirato ai suoi scritti.

Tutti noi lo conosciamo come il carismatico ed estroso frontman dei The Doors, ma egli fu anche uno scrittore dal profondo spessore estetico ed esistenziale. Lettore nervoso ed insaziabile, fu intimamente dedito alla poesia, da lui considerata come la sua reale vocazione e ritenuta «l’arte suprema, perché ciò che ci definisce come esseri umani è il linguaggio». L’intenzione del regista Francesco Lonano per Pensiero Elettrico al teatro TRAM era quella di mettere in luce questo aspetto latente dell’artista, nel tentativo di distaccarlo dall’immagine di performer eccentrico e irrequieto ed introdurre gli spettatori alla scoperta di un uomo estremamente arguto, consapevole e riflessivo.

Jim Morrison è considerato uno degli artisti più iconici ed influenti della rivoluzione culturale degli anni ’60 per il suo impegno nel tentativo di smuovere la coscienza collettiva. Come viene spesso sottolineato in Pensiero Elettrico al teatro TRAM, egli incitava il suo pubblico ad aprire le porte della percezione, rifacendosi a una frase de Il matrimonio del cielo e dell’inferno di William Blake: «Se le porte della percezione fossero purificate, ogni cosa apparirebbe all’uomo com’è: infinita», locuzione che fu anche di ispirazione per il nome della band. 

In scena, Valerio Lombardi, nello spettacolo Pensiero Elettrico al teatro TRAM, interpreta il protagonista con grande maestria del corpo, utilizzando questo strumento per dare movimento e dinamicità ai dolori, deliri e disagi che spesso assalivano la mente di Jim. In un rapporto di dualità, Livia Bertè recita una figura assai misteriosa. Potrebbe trattarsi della sua compagna, personalità affine nel bene e nel male, della morte che lo ha sempre perseguitato, oppure della sua spiritualità, in conflitto con il caos dionisiaco che spesso lo sopraffaceva, ma che era indispensabile per il sopraggiungere dell’intuito creativo poiché «il poeta si fa veggente attraverso una lunga, immensa e ragionata sregolatezza di tutti i sensi» proprio come nei poeti maledetti.

«Quando si scrive una poesia bisogna entrare in uno stato mentale particolare, che è quello in cui può indurti la musica con la sua capacità ipnotica di allentare i freni e lasciare che l’inconscio scaturisca», questa la fondamentale connessione tra musica e poesia espressa da Jim, su cui lo spettacolo Pensiero Elettrico al teatro TRAM si sofferma ampiamente con il lavoro del compositore Cesare Seclì.  Questa affermazione ci permette di capire con quali mezzi il poeta intendesse incitare il suo pubblico a svincolarsi dalle inibizioni e barriere mentali e raggiungere una dimensione di realtà universale e libertà autentica. 

«Ora giunge la notte con le sue legioni purpuree/ Tornate alle vostre tende e ai vostri sogni/ Domani entreremo nella città della mia nascita/ Voglio essere pronto»: questi i versi finali del poema Celebrazione della lucertola, scritto da Jim Morrison ed emblematica rappresentazione della sensazione con la quale Pensiero Elettrico al teatro TRAM mirava a concludersi.

Fonte immagine: ufficio stampa

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