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Fauno, di Nicola Vicidomini alla Galleria Toledo

Fauno, di Nicola Vicidomini alla Galleria Toledo

Il ritorno del “Comico morente” nel Fauno

Dopo il successo di Scapezzo, Nicola Vicidomini ritorna a Napoli alla Galleria Toledo nei panni di un Fauno, da cui il titolo del suo nuovo spettacolo andato in scena dal 27 al 28 maggio. La rappresentazione, una produzione di Baracca Vicidomini con il contributo de Il Cantiere, è stata interpretata da Nicola Vicidomini e scritta dallo stesso con la partecipazione di Rosario Vicidomini e Gennaro Di Maio ed è stata realizzata grazie anche alla partecipazione di Andrea Marziano e Miriam Vicidomini, con le musiche di Piero Umiliani e la maschera di DEM.

Fauno: la fisionomia di un Pulcinella animalesco

Nicola Vicidomini è il “Comico morente”: incarna e stravolge le sembianze di un Pulcinella che diventa un satiro animalesco grottesco e ripugnante, un Fauno appunto, il quale sostiene con fierezza di amare ciò che è sporco, vomitevole – un verso che ci tiene a sottolineare più volte quando descrive con quali soprannomi lo appellano. In questo modo, il Fauno ribalta continuamente tutto quanto è convenzionalmente ritenuto etico e morale nell’odierna società, giocando con un monologo di piena e veemente satira che raggiunge picchi di comicità paradossale.

A proposito del suo spettacolo Fauno, cruciale è quanto Nicola Vicidomini dice: «La comicità non è un riflesso del sociale, è manifestazione indecente, dionisiaca e amorale che sconquassa l’ordine proiettato dall’uomo sulle cose, (…) un cortocircuito tra quel caos meraviglioso che è la natura e il senso che la razza umana gli ha arbitrariamente proiettato».

Quindi, nel Fauno Nicola Vicidomini crea e mette in gioco un linguaggio teatrale solo apparentemente percepito come volgare ma che in realtà non lo è, anzi, rigetta un satanico impeto di denuncia, si prende beffe dell’abitudine inerme al pensiero teoretico, recupera tutto un immaginario collettivo che sa di terra ardente, di fuoco che arde di passione, erotismo, disgusto per il mistico. E il primo spunto comico è dato proprio dall’assumere le sembianze di un animale mistico, un Fauno, che poi nell’effettivo non rivela niente di mistico, ma al contrario sprigiona un’umanità rivoltante e proprio per questo terribilmente vera. Precisamente come una maschera, per il Sud un Pulcinella, tramutatasi definitivamente in una bestia, una creatura che scatena una perversa attrazione e ribalta in primis la propria natura per poi stravolgere il mondo che lo circonda.

Con il Fauno Nicola Vicidomini spinge per avviare il motore di un teatro che sia un luogo dove collassi il senso, dove non ci sia una realtà meccanica e precisamente stabilita e consegnata, dove la vita è un fuoco che arde e l’umanità, riconciliatasi con una suprema matrigna natura, è una bestia che si racconta finalmente senza congetture ipocrite. Pessimismo? No, è più una questione di spietata sincerità e, se vogliamo riprendere un certo discorso Bernhardiano, il teatro è lo spazio deputato a raccogliere e narrare la vita in quanto tale e non in quanto costruzione di un illusorio artificio. Allora, il Fauno di Nicola Vicidomini è un comico antieroe che ama i tic gareggiando a chi ne ha di più, ama la bruttezza rovesciando ciò che riteniamo tale, e pratica la passione dionisiaca sfrenata e straordinariamente vitale.

Fonte immagine: Ufficio Stampa Galleria Toledo

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 14/12/2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica storica e contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, consegue la laurea in Lettere Moderne e in Discipline della Musica e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Durante la carriera accademica, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che esercita attraverso il giornalismo culturale. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questa professione, capace di generare dubbi, stimolare riflessioni e spianare la strada verso processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, identità e comprensione.

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