Freak Out!, del festival COMBO | Recensione

Freak Out!, del festival COMBO | Recensione

Il Teatro Stabile dell’Innovazione – Galleria Toledo ospita il COMBO–the queer dance combination festival

Con Freak Out! continua il festival COMBO-the queer dance combination, animato dalla compagnia di danza contemporanea Cornelia da sempre attiva nel portare sul territorio – napoletano ma non solo – un messaggio di inclusività a trecentosessanta gradi, attraverso l’espressività dell’arte e soprattutto del linguaggio corporeo. Questa volta, al centro dello spettacolo Freak Out! c’è l’inclusività verso la disabilità in opposizione alla non-disabilità, una realtà purtroppo non sempre trattata a dovere, ma che questa volta viene affrontata con delicatezza e con una giusta dose di ironia, quella funzionale a strappare un sorriso e una riflessione allo stesso tempo.

Freak Out! è andato in scena il 3 novembre presso la Galleria Toledo, nel cuore di Napoli. Lo spettacolo è creato e messo in scena da Alessandra Cinque, Monica Barone, Diana Anselmo, Riccardo Olivier, Cesare Benedetti (interprete LIS) e Giorgio Bernini (audio descrizione dal vivo). Per una produzione di Laagam, in collaborazione con ArteMente (Lombardia), I Cinque Sensi (Abruzzo), Cornelia (Campania), Italia & Co (Calabria), Factor Hill (Puglia) e Danzeventi (Sardegna).

Freak Out! e l’inclusività a teatro

Al netto di tante questioni tutt’oggi ancora legate all’accessibilità e al pregiudizio nei confronti della disabilità, Freak Out! si impegna per il sociale pone rispetto al pubblico come un progetto che attraverso la performance consente di cogliere la disabilità stessa come una realtà, di conoscerla e di includerla in uno stile di vita che provi ad andare oltre quella netta separazione tra “normale” e “non normale”. Ovvero: si prova a scardinare certe convinzioni drastiche che non fanno altro che creare differenze ed esclusioni.

«Prendendo le mosse dal freak show storico che esibiva persone, o animali, dall’aspetto insolito o anomalo con l’obiettivo di attirare e impressionare gli spettatori, il progetto vuole suscitare domande e riflessioni sul tema della disabilità e delle rappresentazioni e autorappresentazioni che si fanno oggi del corpo con disabilità in Italia» – dichiarano all’unisono i creatori ed i partecipanti del progetto a proposito di Freak Out!.

Allora, con Freak Out! il teatro si auto-interroga sui propri spazi, sui confini e sul superamento degli stessi per coniugare inventiva e impatto sociale. Lo fa accogliendo in casa una tematica fondamentale come quella dell’inclusività, in particolare in questo caso, della disabilità e delle sue possibilità di rientrare senza differenze nella comprensione, nonché nell’accettazione, di ciascuno. E poiché il teatro è un luogo in cui si favorisce la conoscenza di sé stessi e del mondo, mentre lo spettacolo è un momento di catarsi nel senso di contatto con sé stessi e con gli altri, Freak Out! sceglie di parlare attraverso la creatività, attraverso la capacità di identificarsi tramite un linguaggio prettamente non verbale, che a sua volta permette di capire globalmente anche quello espresso a parole.

Ph. Ufficio Stampa   

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, avvia un percorso accademico presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e consegue innanzitutto il titolo di laurea triennale in Lettere Moderne, con una tesi compilativa sull’Antigone in Letterature Comparate. Scelta simbolica di una disciplina con cui manifesta un’attenzione peculiare per l’arte, in particolare per il teatro, indagato nelle sue molteplici forme espressive. Prosegue gli studi con la laurea magistrale in Discipline della Musica e dello Spettacolo, discutendo una tesi di ricerca in Storia del Teatro dedicata a Salvatore De Muto, attore tra le ultime defunte testimonianze fondamentali della maschera di Pulcinella nel panorama teatrale partenopeo del Novecento. Durante questi anni di scrittura e di università, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che considera non di giudizio definitivo ma di dialogo aperto. Collabora con il giornale online Eroica Fenice e con Quarta Parete, entrambi realtà che le servono da palestra e conoscenza. Inoltre, partecipa alla rivista Drammaturgia per l’Archivio Multimediale AMAtI dell’Università degli studi di Firenze, un progetto per il quale inserisce voci di testimonianze su attori storici e pubblica la propria tesi magistrale di ricerca. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questo tramite di smuovere confronti capaci di generare dubbi, stimolare riflessioni e innescare processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, di identità e di comprensione.

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