23 marzo 2026: Ministero, Regione e Comune dialogano per la ricostruzione del Teatro Sannazaro di Napoli.
Lunedì al Gran Caffè Gambrinus in via Chiaia a Napoli, le istituzioni hanno incontrato il pubblico insieme ai gestori del Teatro Sannazaro per presentare il Comitato raccolta fondi per la ricostruzione della storica sede del sito teatrale partenopeo. Al tavolo hanno dialogato: Salvatore Vanorio e Lara Sansone (i gestori), Gaetano Manfredi (Sindaco di Napoli), Luigi La Rocca (Capo Dipartimento del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale), Ninni Cutaia (Assessore Regionale alla Cultura), Dino Falconio (notaio del Comitato). I grandi assenti per necessità istituzionali sono stati: Alessandro Giuli (Ministro della Cultura), Roberto Fico (Presidente della Regione) e Maurizio de Giovanni (Presidente del Comitato raccolta fondi), lontani fisicamente ma vicini attraverso i loro rappresentanti e soprattutto con l’impegno preso.

La nascita del Comitato per il Teatro Sannazaro
| Ente / Ruolo | Rappresentante |
|---|---|
| Gestione del Teatro | Lara Sansone e Salvatore Vanorio |
| Comune di Napoli | Gaetano Manfredi (Sindaco) |
| Regione Campania | Roberto Fico (Presidente) / Ninni Cutaia (Assessore) |
| Ministero della Cultura | Alessandro Giuli (Ministro) / Luigi La Rocca |
| Presidente del Comitato | Maurizio de Giovanni |
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Salvatore Vanorio: «stop alle donazioni private di carattere spontaneo»
Dopo il fatidico incendio del Teatro Sannazaro, i cittadini si sono messi in prima fila con donazioni private per sostenere la pronta ricostruzione del sito. I gestori Vanorio e Sansone ringraziano visibilmente commossi per l’incredibile sostegno ricevuto, ma chiedono di fermarsi: il supporto privato non basta, servono pronti e decisi provvedimenti da parte delle istituzioni pubbliche per una ristrutturazione celere. Subito intervengono il Ministero, la Regione e il Comune di Napoli, sincronizzando i loro rispettivi impegni affinché si possa raggiungere un risultato quanto più rapido ed efficace possibile.
Ed è per questo motivo che il Ministero della Cultura punta all’acquisizione diretta del Teatro Sannazaro entro settembre dell’anno in corso. Una decisione storica che ha destato non pochi dubbi e domande, siccome il teatro diventerà a tutti gli effetti un’istituzione pubblica, ma che allo stesso tempo si è presentata necessaria per garantire velocità ed eccellenza dei lavori. Nonostante ciò, si sta lavorando su una ferma linea di continuità per mantenere la vecchia gestione artistica; anche se, in questo delicato momento, l’attenzione è innanzitutto sulla volontà di adoperare un lavoro che sarà sia fisico sia morale su quel luogo-simbolo dell’identità della città.

L’impegno delle istituzioni e i danni agli edifici limitrofi
«L’incendio è stata una tragedia comune e le istituzioni pubbliche ci stanno aiutando davvero tanto. Aspettando che il Teatro Sannazaro rinasca, siamo alla ricerca disperata di uno spazio che ci accolga» hanno dichiarato Salvatore Vanorio e Lara Sansone, commentando con speranza la disponibilità di alcuni spazi del Palazzo Reale per continuare l’attività teatrale.
«L’incendio del Teatro Sannazaro ha il valore di una profonda ferita all’identità culturale di Napoli. L’acquisizione pubblica del teatro è necessaria per un’azione tempestiva» ha ribadito Luigi La Rocca.
«Concretezza: il Presidente Fico ha stanziato fin da subito i fondi utili per la ricostruzione del Teatro Sannazaro. È utile e fondamentale il dialogo costante tra le istituzioni» ha aggiunto Ninni Cutaia.
«L’acquisizione pubblica del Sannazaro serve per un investimento rapido ed efficace, bisogna avviare la complessa ricostruzione in tempi brevissimi. Il mio pensiero va a tutti gli artisti coinvolti, ma anche agli abitanti delle case danneggiate: l’area è purtroppo ancora sotto sequestro giudiziario, mi incontrerò prossimamente con il prefetto per discuterne» ha concluso il sindaco Gaetano Manfredi.
La tragedia, infatti, non ha coinvolto soltanto la struttura del Teatro Sannazaro, ma ha danneggiato gravemente anche gli edifici abitati integrati nel palazzo. La rappresentante del comitato dei condomini è intervenuta durante l’incontro cogliendo l’occasione per ricordare a tutti un dolore, nonché un’evidente difficoltà logistica, che riguarda tutti i residenti e non soltanto il settore artistico: «Non vogliamo soldi, chiediamo soltanto un maggiore e reale coinvolgimento. All’esterno il fabbricato appare integro, ma all’interno sembra di stare in Ucraina dopo i bombardamenti. Viviamo in condizioni degradate». In attesa della rinascita strutturale, si chiede solidarietà attiva e il Sindaco ha risposto in modo comprensivo, assicurando un aiuto concreto per le famiglie sfollate.

Il Teatro Sannazaro e le fiamme di un lavoro antico
La notte del 17 febbraio 2026 ha segnato un colpo durissimo per la collettività della città di Napoli: l’incendio del Teatro Sannazaro si è riverberato come una profonda ferita sulla pelle di anni di pura tradizione, di un’identità teatrale unica e di un faticoso recupero durato decenni. Inaugurato storicamente il 26 dicembre 1847, il palcoscenico di via Chiaia ha ospitato nomi importantissimi della cultura italiana tra i quali, solo per citarne alcuni, Eleonora Duse, l’immenso Eduardo Scarpetta e tanti altri. Dopo la grave crisi dovuta al secondo dopoguerra, l’edificio fu intercettato e salvato da Nino Veglia e Luisa Conte, due straordinarie personalità alle quali si deve la prima, vera rinascita del teatro, che ha mantenuto intatto quel suo carattere popolare, autentico e accessibile a tutti.
Adesso si prospetta un’inevitabile seconda rinascita dalle ceneri, questa volta affidata alla nipote Lara Sansone e al compagno Salvatore Vanorio. È stato un colpo straziante vedere tutti quegli storici oggetti di scena e i preziosi costumi andare letteralmente perduti nel rogo, frutti di una costante e inarrestabile passione. Ma è proprio quest’ultima a non essere mai andata in fumo: con ammirevole forza d’animo, la direzione e la compagnia si sono attivate fin da subito per ridare una seconda, luminosa vita al Teatro Sannazaro e non dimenticare ciò che ha significato e continua a significare per la lunga storia della città figlia di Partenope. E se dalle ceneri nasce sempre una fenice che dispiega orgogliosa le sue ali dorate, da qui si confida ciecamente in un nuovo, glorioso inizio.
Fonte immagine di copertina: Wikimedia Commons
Fonte immagini nel testo: archivio personale Francesca Hasson

