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Eroica Fenice

Run baby run : una corsa contro il tempo al Teatro TRAM

Run Baby Run con Titti Nuzzolese: una corsa contro il tempo al TRAM

Run baby run al Teatro TRAM: il racconto di una corsa contro il tempo | Riflessione

Prosegue la stagione al Teatro TRAM di Napoli, con lo spettacolo ”Run baby run”, scritto e diretto dal regista e drammaturgo Mirko Di Martino, con una dinamica Titti Nuzzolese. In scena dal 21 al 24 marzo 2019, lo spettacolo è prodotto dal Teatro dell’Osso|Teatro TRAM per quattro repliche di pura intensità ed emozione, con una profonda e dettagliata analisi di tutte le pieghe e le sfumature di una società, attraverso la storia travagliata di una madre che, per amore della figlia, è disposta a tutto.

”Uguale uguale a me”

Con questa frase proiettata si apre lo spettacolo ”Run baby run”. Un’iniziale riflessione sul diventare madre, da parte di una donna sul letto di ospedale intenta ad abbracciare sua figlia, e sull’orgoglio di un genitore nel vedere una bambina ”uguale uguale” a lui, anche se non è proprio uguale, ma ciò non conta. Un’autentica immersione nei sentimenti di Marta, la protagonista, interpretata da Titti Nuzzolese, che accompagna lo spettatore nel viaggio interiore ed esteriore di una giovane madre che fa di tutto, anche i gesti più estremi, per salvare sua figlia, che è proprio ”uguale uguale” a lei. Da quel momento in poi, inizia un flashback in cui Marta racconta del suo passato e di tutto ciò che è avvenuto prima della nascita della piccola bambina. La sua tossicodipendenza, un fidanzato irresponsabile e poco presente, la fuga di casa a causa di una madre fin troppo ossessiva che la porterà al rifiuto di qualsiasi tipo di aiuto da parte sua e ad identificare la madre stessa come il pericolo più grande per lei e per sua figlia, con la costante e presente minaccia di diventare come lei.

Run Baby Run: la corsa di una madre contro il tempo

Il presunto pericolo che poi si trasforma in realtà poiché Marta viene considerata non adatta a ricoprire il ruolo di madre e quindi la figlia viene affidata alla nonna. Dopo il flashback iniziale, parte il tortuoso ed estremo viaggio verso Sud, verso quelle terre che Marta considerava come casa, anche se poi si renderà conto che sono passati tanti anni e che non è più così, che non deve andare così e che la sua bambina merita molto di più di tutto quello. Una profonda descrizione, ricca di colpi di scena, del viaggio e di un’anima così tormentata come quella di Marta, immerge lo spettatore in uno spettacolo a cui è davvero difficile togliere gli occhi di dosso per tutta la durata. Esemplare l’interpretazione di Titti Nuzzolese, che con tanta energia e forza è riuscita a portare in scena oltre che le gravi problematiche della protagonista (o anche della madre che è disposta a tutto), anche le sfumature più crude e difficili di una società che è sempre più vicina alla deriva e le particolarità più intime dei vari rapporti tra gli esseri umani, che talvolta sono complessi da decifrare tanto quanto singolari da raccontare.

Fonte immagine: https://www.facebook.com/titti.nuzzolese

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