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Eroica Fenice

Si nota all'imbrunire

Si nota all’imbrunire: le mille sfumature della solitudine al Teatro Bellini

Ritorna a Napoli, dopo il successo al Napoli Teatro Festival, presso il Teatro Bellini, lo spettacolo Si nota all’imbrunire (Solitudine da paese spopolato), scritto e diretto da Lucia Calamaro ed interpretato da Silvio Orlando con Riccardo Goretti, Roberto Nobile, Alice Redini, Maria Laura Rondanini. In scena dal 3 al 12 maggio 2019, la pièce tende ad evidenziare tutte quelle che sono le sfumature della solitudine sociale, dramma tanto temuto quanto attuale ai nostri giorni.

Si nota all’imbrunire: la realtà cruda trattata con un velo di ironia

Una delle caratteristiche più singolari di Lucia Calamaro, nota e affermata regista e drammaturga italiana già vincitrice di tre premi UBU, è proprio quella di trattare quelli che sono i drammi più acuti della nostra generazione, con una sottile ironia tale da entrare nel cuore di ogni spettatore con leggerezza, ma ben radicata. Con Si nota all’imbrunire, la regista ci parla di un uomo anziano, Silvio, che da tre anni vive in un paese disabitato, non cammina più e non ha più incontri sociali con persone, né a maggior ragione con i suoi tre figli con cui è in perenne scontro. Il racconto si svolge nell’arco di pochi giorni in cui Silvio riceve a casa i suoi figli e suo fratello poiché a breve doveva avvenire la messa di commemorazione dei dieci anni dalla morte di sua moglie. In evidenza lo sforzo dei figli e del fratello del protagonista nel riattivare quelli che sono i sentimenti di Silvio, ma soprattutto quel briciolo di vitalità che restava in lui.

La solitudine sociale: la patologia più attuale dei nostri giorni

Il tema fondamentale di questo spettacolo è proprio questo: la solitudine sociale. Immensi gli attori e la regista nel trattare un tema che è molto spesso dimenticato, ma che è più attuale di quanto crediamo. Quel disperato bisogno di andare contro chiunque ci stia accanto, i perenni scontri e l’isolarsi, magari tra le pareti di una casa nella nostra zona di comfort che creiamo per non permettere a nessuno di invaderla. Proprio ciò che accade a Silvio che, alla fine dello spettacolo, si rende conto che l’incontro con i figli ed il fratello per la commemorazione dei dieci anni dalla morte della moglie, in realtà non è mai esistito e che è stato solo frutto della sua immaginazione. Frutto di una mancanza perché, anche se in minima parte, ognuno di noi ha bisogno dell’altro e che forse la solitudine sociale è solo una via alternativa per essere lasciati da soli per un lasso di tempo, ma che sia solo un fatto umano, in tutta la sua più assoluta temporaneità.

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