Street Tale (Oltre la linea) al TIN | Recensione

Street Tale (Oltre la linea) al Tin | Recensione

La rassegna di danza contemporanea Oltre la Linea torna per il secondo anno al TIN, Teatro Instabile di Napoli, sito nel centro storico della città con la performance Street Tale a chiusura di serata.

Il programma della rassegna prevede tre serate di spettacoli: dal 28 al 30 Novembre il Teatro ospita diverse compagnie.

La serata del 28 Novembre si apre chiarendo i pilastri essenziali di Oltre la linea: il direttore artistico Rosario Liguoro ricorda che la rassegna propone estratti di lavori più ampi. Ogni sera, ciascuna compagnia si esibisce per 15 minuti e ognuna appartiene ad un linguaggio coreico differente, raggiungendo così l’obiettivo di mostrare al pubblico realtà artistiche variegate

La prima serata della rassegna Oltre la linea propone Angeli caduti- primo quadro di Chiara Alborino, produzione Akerusia Danza;  Senso inverso, coreografia di Marco Auggiero per la compagnia MART COMPANY, produzione MART DANCE; Street Tale di e con Marco Munno, produzione Campania arte danza. 

La piccola realtà del Teatro Instabile dà la possibilità di instaurare un dialogo ravvicinato tra performer e audience, che è l’obiettivo a cui mira il direttore artistico della rassegna Oltre la linea. 

La prima performance, Angeli caduti-primo quadro, ha inizio con un’unica danzatrice che occupa la scena: la figura rimane fissa al centro, circondata da luci blu, e porta avanti movimenti quasi solo articolando polsi e braccia, attraverso un’espressione sofferente. Dopo poco, la scena è interrotta e modificata dall’ingresso di un’altra performer che danza, come se avesse le mani legate, seguendo un ritmo più veloce. Si assiste a  movimenti agitati che mirano, forse, a contrapporre due soggettività differenti e a separare due momenti della performance. Quando subentra la terza danzatrice, dopo un breve solo, prende avvio un terzetto caratterizzato da sequenze ampiamente ripetute. Al termine dei 15 minuti, gli intenti più profondi restano ancora da comprendere. 

La seconda performance, Senso inverso, ha come protagoniste le danzatrici della MART Dance Company e Marco Auggiero porta in scena un lavoro coreografico seguendo i dettami del proprio linguaggio artistico. Esso viene a manifestarsi, attraverso l’alternanza di soli ed ensemble, tramite la circolarità dei movimenti e la fluidità di corpi tecnicamente pronti e omogenei. Ritornano alcuni motivi coreici della MART DANCE come quello dell’utilizzo delle dita delle mani come chiave di lettura dell’opera: le danzatrici porgono a sé stesse e al pubblico l’anulare come segno riconoscitivo, tanto decisivo da orientare passi e arrivare- come la punta di un compasso- al centro della testa. Vi sono giri in passé o in arabesque, momenti in cui emerge maggiormente un lavoro a terra; inoltre, non mancano salti e up and down che si alternano, come si alternano tra loro le protagoniste della scena,  conferendo al pubblico un messaggio coreico lineare e ben strutturato

Street Tale è, invece, un lavoro ideato e interpretato dal performer Marco Munno. La terza performance della prima serata della rassegna Oltre la linea è quella che maggiormente cattura gli spettatori. 

La performance ha inizio con il pubblico che osserva gli oggetti  presenti in scena, mentre il danzatore fa la sua comparsa dirigendosi lentamente verso la luce. Inizialmente è un braccio a orientare i movimenti,  che pian piano si scompongono sempre di più, affinché il corpo possa mettere poi in pratica un sapiente utilizzo del popping. Le scelte musicali  sono strettamente interconnesse con la rappresentazione corporea dell’esibizione che mette in scena la versatilità di una figura che spazia verso il floorwork, per divenire poi ordigno narrativo. È proprio il corpo, non solo l’espressione del viso, a portare avanti una storia e- soprattutto-  a coinvolgere il pubblico in sorrisi spontanei, grazie alla simpatica interazione con la sedia e la giacca che il danzatore indossa, soddisfatto, al contrario. Il breve estratto di Street Tale termina con l’utilizzo del calice che non presenta vino al suo interno ma acqua, da cui il danzatore beve piccoli sorsi e con cui  si muove,  lasciando il suolo bagnato.

Tramite tecnicismi e attraverso una gestualità parlante, Marco Munno conclude la prima serata della rassegna Oltre la linea, lasciando il pubblico curioso e sorridente. 

 

Fonte immagine di copertina: Foto ufficiale del Programma della Rassegna Oltre la Linea 

Altri articoli da non perdere
Ghemon al Bolivar, il rapper porta sul palco il progetto Una cosetta così | Recensione
Ghemon al Bolivar

Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo del 2021 con la canzone Momento perfetto e la pubblicazione dell’album E vissero per Scopri di più

Natale in casa Cupiello (Salemme) | Recensione
Natale in casa Cupiello di Salemme | Recensione

Torna al teatro Diana, a Napoli fino al 17 Dicembre, la commedia Natale in casa Cupiello, magistralmente diretta e interpretata Scopri di più

Il caso Jekyll in scena al teatro Bellini | Recensione
Il caso Jekyll

Sergio Rubini e Daniele Russo portano in scena al Teatro Bellini di Napoli Il caso Jekyll. Lo spettacolo, in replica Scopri di più

Mamma. Piccole tragedie minimali di Annibale Ruccello
Mamma

Al Piccolo Bellini di Napoli, in scena dal 29 marzo al 3 aprile, Mamma, piccole tragedie minimali di Annibale Ruccello, Scopri di più

Sabato domenica e lunedì, la famiglia secondo De Filippo
La bella scenografia di Sabato domenica e lunedì (foto di Tommaso Le Pera)

Torna al teatro Argentina di Roma, dopo quasi 25 anni di assenza dal palcoscenico, la commedia di Edoardo De Filippo Scopri di più

L’uomo più crudele del mondo | Teatro Bellini | Recensione
l'uomo più crudele del mondo

L'uomo più crudele del mondo, spettacolo scritto e diretto da Davide Sacco, sarà in scena al Teatro Bellini dal 2 Scopri di più

Condividi l'articolo!

Commenta