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Eroica Fenice

Teatro in pillole

Teatro in pillole alla Galleria Toledo: la felicità sul palco

Teatro in pillole è alla sua terza edizione: da un’idea di Stefania Russo, come teatro itinerante, approda, per la stagione 2016/17, alla Galleria Toledo di Napoli, che ne è anche lo sponsor.

La formula di Teatro in pillole è semplice negli intenti e nell’organizzazione: basandosi su un tema scelto appositamente per la serata, artisti amatoriali e professionisti dovranno esibirsi per dieci minuti sul palco, cercando di interpretare al meglio l’indicazione.  Inoltre, con una formula tanto fortunata ai giorni nostri che chiede sempre più la partecipazione del pubblico (per abbattere l’austera parete che ci divide dagli attori), ogni spettatore è invitato, a fine serata, ad esprimere le proprie preferenze: un nome per gli amatoriali, un nome per i professionisti. Ogni sera, inoltre, darà il suo giudizio un attore professionista, il cui voto peserà maggiormente nel conteggio finale. Chiunque può partecipare, senza limiti di sesso, età o esperienza.

Teatro in pillole, 10 ottobre: la felicità

Durante la prima serata del 10 Ottobre il tema principale di Teatro in pillole era “La felicità”, che gli artisti hanno interpretato seguendo una varietà, corrispondente alla moderna e complessa ricerca della felicità stessa. Ad onor del vero, il pubblico ha potuto sperimentare la felicità in anteprima, grazie al buffet offerto dal teatro: un bicchiere di vino, dei rustici ed un piatto di pasta e patate in perfetto stile napoletano. In questa atmosfera familiare, la platea si riempie non solo di amici e parenti dei singoli attori, ma anche di curiosi spettatori pronti ad assistere alla kermesse. Fra attori, pubblico e conduttrice si instaura una certa complicità e bonarietà fin da subito, sottofondo fondamentale alla fruizione di uno spettacolo di questo genere.

I due circuiti hanno inizio

Teatro in pillole comincia: gareggiano per il circuito degli amatoriali Giuseppe Cerasuolo, con un pezzo sulla donna, una prostituta che regala ma poi tira a sé le sue gioie, negandole all’uomo; segue Pierpaolo Buglione con una serie di pensieri sulla felicità ed una canzone intonata insieme al pubblico. Fra i due circuiti ci regalano una performance spassionata, uno spaccato di vita di un barbone che chiede la felicità, i Delirio Creativo.

Per i professionisti salgono sul palco componenti di varie compagnie teatrali, ognuna con la propria impronta per riconoscibile nei dieci minuti di gara: i TeCo (Teatro di Contrabbando) con una sorta di doppio monologo fra le personalità di una ricercata, e mai raggiunta, normalità (o felicita?); Claudia Napolitano col suo comico discorso dall’analista sulla vera normalità delle persone normali. Due componenti di Delirio Creativo hanno mostrato i ricordi di felicità di un’anziana signora, fra i suoi amori giovanili e la prospettiva della fine, fra musica e canto commoventi. Comica è la parentesi del Mago illusionista Francesco La Marca, con il suo aiutante dal pubblico che si è rivelato un serbatoio di ilarità, il tutto sotto il proposito di offrire una morale: abbracciare la vita e la felicità, allontanandosi dagli schermi. E infine un exploit dell’improvvisazione con i Coffee Brecht, che hanno ricostruito la paradossale e felice storia di un licenziamento, coinvolgendo il pubblico nella performance.

I vincitori

Al termine di tutte le pillole, gli spettatori sono chiamati ad esprimere la propria preferenza. Durante il conteggio parte il delirio di attori e organizzatori sul palco al ritmo di Happy  di Pharrell Williams, con qualche timido spettatore pronto ad inserirsi nei balli. Arrivano i risultati: il vincitore del circuito amatoriale di Teatro in Pillole è Giuseppe Cerasuolo, mentre per il gruppo dei professionisti conquista la serata, ed il pubblico, Claudia Napolitano con la sua performance a tema condominio-dei-pazzi. Ai vincitori, i responsabili offrono un ingresso a teatro per uno spettacolo della Galleria Toledo.

Teatro in pillole vuole essere dichiaratamente interattivo. Vuole che il pubblico ci sia attivamente, che partecipi, che dica la sua, anche se nella segretezza di un’urna. Arriva a smuovere lo spettatore, che liberamente sceglie le pillole da ingerire, quelle da guardare con minore o maggiore partecipazione, quelle da applaudire con enfasi e quelle da omaggiare con rispetto. Una serata al mese, la prossima a novembre, per sentirsi giudici e amici, spettatori e un po’ attori, almeno per una sera.

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