La stagione 2025/2026 del Cine Teatro Acacia prosegue con “Un ponte per due” di Paolo Caiazzo e Antonello Costa, in scena dal 27 al 30 novembre
Un ponte per due, scritto a quattro mani da Paolo Caiazzo e Antonella Costa, è ospitato dal Teatro Acacia di Napoli. Con Paolo Caiazzo, Antonello Costa, Mirko Ciccariello e Giulia De Angelis. Con scene di Luciano Capiello, costumi di Carla Vitaglione, luci di Mauro Morobosci, regia di Paolo Caiazzo e assistenza alla regia di Roberto Matteo Giordano.
Un ponte per due, la sinossi
La pièce racconta di due connazionali, un napoletano e un siciliano, che si incontrano per caso, di notte, sul Tower Bridge a Londra.
Antonello, il siciliano, indossa un frac per salutare con eleganza la vita: il suo intento è infatti quello di gettarsi nel Tamigi e porre fine alle sue sofferenze.
Paolo, il napoletano, prova a fermarlo, e, nel tentativo di scoraggiarlo, i due emigranti finiscono per chiacchierare, l’uno confessando all’altro le proprie disgrazie in un’atmosfera tragicomica. Il ponte diventa luogo di ritrovo per i due disperati: tra tradimenti e rapporti familiari complicati, l’idea di buttarsi di sotto sembrerebbe la soluzione perfetta per entrambi.
Ma Paolo pare conoscere bene ogni dettaglio della vita di Antonello…chi sarà l’uomo che ha di fronte?
Quando il Big Ben segnerà le 05.00 del mattino e le luci dei lampioni si spegneranno, verrà il momento di scoprire la verità.
L’era digitale, tra influencer e intelligenza artificiale
Nello spettacolo non manca una critica alla società contemporanea e alle fragilità di un mondo sempre più iperconnesso.
In scena, un’influencer si posiziona per riprendere il momento del suicidio dei due protagonisti a tutti i costi, durante una diretta, con l’obiettivo di aumentare la sua visibilità online: un comportamento simbolo della superficialità dei social media e della fame di notorietà che ne deriva.
Non risparmia nemmeno una riflessione sull’intelligenza artificiale, strumento di cui l’uomo non sembra riuscire a fare a meno. ChatGPT e Gemini sono sempre più parte integrante della nostra esistenza, talvolta in modo quasi inquietante: emblematica è la scena in cui Gemini, senza essere interpellata dai protagonisti, prende la parola autonomamente, come se fosse un’entità autonoma e non più controllata dall’uomo.
Un ponte per due: gli italiani all’estero
Le storie di Antonello e Paolo sono lo specchio dei sogni e delle difficoltà che molti emigranti italiani si ritrovano ad affrontare all’estero, trasferendosi lontano da casa e famiglia, alle prese con una lingua nuova.
Antonello, di origini siciliane, ha aperto un locale specializzato nella vendita di cannoli ma l’attività è fallita, così come gli altri tentativi di avviare nuovi business, a causa di idee non proprio azzeccate e dagli effetti della Brexit.
Paolo invece, nato a Napoli, si è trasferito a Londra dove ha aperto una pizzeria insieme a sua moglie scozzese, ma il vizio del gioco lo ha indebitato al punto da aver messo a rischio il suo locale.
Le loro storie sono anche la rappresentazione di una generazione di italiani all’estero che, tra sogni infranti e speranze deluse, cerca di mantenere viva la propria identità, mentre si scontra con un paese che non sempre offre le opportunità promesse.
Tra sconforto e speranza: il potere del dialogo interiore
Un ponte per due mette in scena storie di fragilità umana, trattando un tema delicato con la giusta dose di ironia: la bizzarra nottata trascorsa dai due emigranti diventa il punto di partenza per una riflessione sulla vita e sulle difficoltà che si possono incontrare durante il suo corso.
Nonostante la situazione tragica, la narrazione riesce a mantenere un tono comico, grazie alle disavventure e alle continue interruzioni che i protagonisti dovranno affrontare, sabotando le loro intenzioni.
Anche nei momenti di massimo sconforto e durante le sfide più dure la pièce lascia spazio per l’empatia e la speranza e confrontarsi con sé stessi diventa cruciale: i protagonisti si mettono a nudo, scoprendo l’importanza di un dialogo interiore che aiuta a superare la disperazione e le paure, facendo emergere un messaggio positivo di resilienza.
Fonte immagine: ufficio stampa

