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Eroica Fenice

Velia Lalli -Una donna senza qualità -Intervista

Una donna senza qualità di Velia Lalli, l’anteprima al Kestè

Questa settimana Napoli ha incontrato, dopo due anni dall’ultima volta, la prima donna che ha praticato la Stand Up Comedy in Italia, Velia Lalli, con la sua anteprima del monologo “Una donna senza qualità”.

In un’Italia che è tutt’altro che pronta ad abbracciare il suo modo di esprimersi, Velia capitana la rivolta femminile smantellando il sistema tradizionale basato su un patriarcato intrinseco in una semplice mossa, attraverso la parola.

La location che ha visto protagonista questo genere di comicità è nuovamente il Kestè Abbash.
Varcare la soglia di Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli è come aprire una porta girevole tra la realtà e la tragicommedia.
La stessa piazza, dall’anima napoletana, che un tempo ospitava in uno dei suoi palazzi un anziano signore che era solito svuotare il contenuto del suo vaso da notte dal balcone, divenendo l’idolo dei giovani frequentatori del suddetto ambiente, è oggi, settimanalmente, cornice di una tipologia di comicità che mira a esorcizzare paure e tabù attraverso il potere della risata, la Stand Up Comedy.
Il Kestè, dunque, si eleva in uno spiazzo in cui reggere il peso del dispiacere con un sorriso è la vera sfida quotidiana. E ce la mette tutta, non a caso è il luogo ideale per trascorrere una piacevole serata in compagnia, mangiando e bevendo bene, all’insegna della cultura.

“Una donna senza qualità” di Velia Lalli: una donna che, apparentemente, non ha raggiunto obiettivi

«Ma cos’hai?» «Niente!» (dove “niente” ha la stessa carica di un mega tsunami) sono due battute che la mente associa subito a un dialogo tra un uomo e una donna. Beh, se conosceste Velia, questo non accadrebbe.
Velia non si perde in giri di parole, non pianta inutili musoni, non lancia continue frecciatine velate. Velia comunica chiaramente. Senza alcun tipo di censura.
Sul palco non c’è più la ragazza di trent’anni single e forte del titolo “Miss Kebab”, secondo il quale con quattro euro mangi, te la do e ti riaccompagno pure a casa. Sul palco oggi c’è una donna che parla di un momento delicato sia della sua vita privata che di quella professionale. Una donna a cui ormai risulta difficile presentarsi, perché non sa dove collocarsi ora che non ha più trent’anni, ma festeggia trent’anni di mestruazioni.
Velia non ha fatto un percorso canonico: matrimonio, famiglia, figli e oggi si definisce “una donna senza qualità”, perché non ha raggiunto nemmeno il successo nel suo lavoro. Dice di non avere nessun titolo per stare al mondo come una donna realizzata, in apparenza.
Velia Lalli è una professionista della risata, attraverso la quale lancia un messaggio di enorme libertà: la realizzazione consiste proprio nel non aderire a nessun modello per abbracciare il proprio modo di essere, fino in fondo.

La comedian Velia Lalli demitizza, a suon di battute, ogni ruolo che la società le suggerisce, ispirandosi ai tabù che la circondano. Parla delle madri, che chiama “Sum”, acronimo di “Sono Una Madre”, le quali pensano di sapere qualcosa di più nella vita per il semplice fatto che hanno dei figli. Parla del suo esperimento fallimentare di darsi uno status, quello della “gattara”. Lei, che si è vista sbattere qualche porta in faccia per il fatto di essere una donna che parla in un certo modo e che dice determinate cose, critica apertamente i personaggi televisivi e il modo di fare tv italiano perbenista e definisce il modello femminile in tv “Fregna mistica”.
Velia riesce a far ridere persino di questioni spinose come la gelosia e i figliastri, grazie al suo talento nel guardare da una prospettiva inusuale e imprevista le cose.

Nell’inscenare qualche pezzo del suo repertorio precedente, non pone nemmeno gli invalidi al riparo dalla sua sferzante comicità. Lo fa per omaggiare suo padre, che è l’invalido che l’ha abituata alla diversità senza notarla, grazie al suo senso dell’umorismo eccezionale.

Tra i suoi bersagli spicca il radical chic sinistroso, percepito come ideologia pseudosofisticata, che cela un’inquietante sete di potere.

Velia Lalli è una donna che si mette in discussione prima di mettere in crisi il sistema. Una donna che è sbocciata come un fiore dalla sua timidezza. Una donna che non finge di aver capito la regola del calcio d’angolo per cercare approvazione da un uomo. Una donna che rompe schemi e stereotipi. Una donna che è molto di più dell’archetipo che le propone la società. Una donna che non snobba l’uomo per mostrare la sua forza. Una donna che non smania per dimostrare più di quel che può fare pur di avere voce in capitolo, pur di mostrarsi sicura. Una donna che non finge che le siano cresciuti gli attributi per fare le gare di centimetri. Una donna che non fa rumore pur di essere ascoltata.
Velia Lalli è semplicemente una donna che non ha paura di essere se stessa. “Una donna senza qualità”. Una donna libera, la cui ribellione è tutta nella parola.
E poi è una donna che ride ed è bella per questo.

Ricordiamo che lo spettacolo “Una donna senza qualità” debutterà a gennaio, a Roma.

Prossimo appuntamento con la Stand Up Comedy al Kestè: il primo dicembre con la formula Open-Mic e ospite speciale Edoardo Ferrario.

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