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Eroica Fenice

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“Visite” di Niko Mucci al Circolo Teatro Arcas

Visite” di Niko Mucci: lungo il filo sottile dell’amicizia, dell’incomprensione e dell’amore la rappresentazione compie la sua prova di maestria nel passaggio dalla realtà alla finzione.
La coppia, unità minima della società, riempie la scena senza che lo spettatore riesca a comprendere fino in fondo cosa stia accadendo, dove voglia portare quell’abile gioco di rivelazioni, menzogne e ricordi.
Cico e Raquel, o forse sarebbe più corretto dire Cico e Paulo, ingannano il tempo e l’angoscia.
I personaggi abitano una scena semplice, riempita abilmente dalle movenze e dai dialoghi degli attori Marcella Vitiello e Roberto Cardone.

Al Circolo Teatro Arcas, dal 29 Gennaio al 1 Febbraio, la nuova produzione de Le Nuvole e Libera scena Ensemble, “Visite”, regia di Niko Mucci, mette in scena una pièce teatrale di grande impatto, capace di reggere e rappresentare un affascinante gioco d’identità.
Si comincia: il riconoscimento tra Cico, ricco uomo d’affari, e Raquel, che dice di essere la sorella del suo amico Paulo, sembra temporeggiare. L’evento, il pugno che aveva allontanato i due amici per trentacinque anni viene più volte rievocato e con esso ritornano alla memoria parole, luoghi e ricordi.
Chi è quella donna che Cico non ha mai visto? Perché d’improvviso ha voluto rivederlo riportando alla luce rimpianti e delusioni mai sopite?

Niko Mucci costruisce un percorso di “visite” senza tempo

Lo scambio dialogico tra i due personaggi costruisce e al contempo disfa costantemente la storia, ogni frase contribuisce a erigere non-identità, assenze e reminiscenze psicologiche. Eppure il discorso stesso è il luogo della memoria, dell’illusione, dell’auto-menzogna. Il singolo è destinato a confondersi, a farsi travolgere. Non ci si può difendere dal disinganno e dalla solitudine eppure si tenta di farlo attraverso una trama che si fa teatro grazie allo spostamento continuo della prospettiva. Del resto in “Visite”, come l’autore vuole farci intuire, chiunque può essere chiunque e, soprattutto, chiunque può immaginare di essere chiunque. La vita che potrebbe essere intesa come una recita in sé stessa cerca di trovare il suo appiglio attraverso la menzogna della finzione, cerca di rivolgere lo sguardo ad una felicità mai raggiunta provando ad immaginare quell’altra vita che inventiamo perché non possiamo viverla.

Con “Visite” il regista Niko Mucci prosegue il percorso di riflessione sulla solitudine e sull’amore in tutte le sue diverse manifestazioni iniziato con “Ida e Ada”, “Sentimenti all’asta” e con “Dentro di me”, questa volta consentendo allo spettatore di confrontarsi con la narrazione del vero e del falso. In “Visite” è magistrale l’interpretazione dei due attori che, creando un ambiente di forte intimità, rapiscono l’attenzione e gettano le basi per una riflessione che invita a farsi delle domande. Riflessione, accompagnata dagli applausi per la lodevole messa in scena, che raggiunge l’apice in un sorprendente e nondimeno coinvolgente finale.