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Eroica Fenice

Wet floor di Fabio Pisano, giornalismo e paradossi 2.0

Wet floor di Fabio Pisano, giornalismo e paradossi 2.0

Recensione dello spettacolo di Fabio Pisano Wet Floor con Antimo Casertano e Fabio Cocifoglia, regia di Lello Serao

Lo psicologo statunitense George Kelly  considerava il benessere dell’individuo un complesso ecosistema nel quale gli elementi ambientali e culturali hanno una fortissima ingerenza.  Oggi uno di questi – e il padre fondatore della psicologia di comunità, morto nel 1967, non poteva saperlo – è, volente o nolente, l’informazione. Sì, perché la percezione della realtà e di tutte le sue dinamiche passano attraverso il racconto che ne viene fatto dai giornalisti, dai blogger e dagli influencer. Non avremmo altro modo, altrimenti, di conoscere la situazione politica, economica e sociale che caratterizza il nostro presente e che potrà condizionare quindi il nostro futuro. Ma mentre tra distopia e utopia talvolta il confine è labile, è tutto quello che c’è in mezzo, il reale, ad essere di difficile narrazione. Ciò è reso ancora più complesso dalla guerra alla notizia, alla visualizzazione, a quel click in più che può decretare il successo o il fallimento di chi ne scrive, di chi ne fa fronte di reddito. Wet Floor, spettacolo di apertura del nuovo anno solare del Piccolo Bellini, riflette con uno spettacolo integrante e ben costruito proprio su questo, sulle perverse dinamiche che stanno caratterizzando l’informazione del web 2.0.

Wet Floor di Fabio Pisano, paradossi di informazione

Oggi se non leggi i giornali sei disinformato, se invece li leggi sei informato male; […] Una delle conseguenze della troppa informazione è il bisogno di arrivare primi, non importa più dire la verità, quindi qual è la responsabilità di un giornalista? Dire la verità. Non solo arrivare per primi, ma dire la verità.

Un sequestro. Questa la situazione messa in scena. Ad affrontarsi però non sono soltanto un disperato sequestratore e un famoso redattore, ma le ragioni di un pubblico stanco del giornalismo odierno e quelle invece di reporter frustrati dalla corsa disperata alle views. In questa sfida, portata avanti dai protagonisti (Ruth Crisus – Antimo Casertano e e Ben Hones – Fabio Cocifoglia) in un ufficio al 18esimo piano di un grattacielo e a cui le persone da casa possono assistere e intervenire con i loro commenti, non c’è un vero vincitore, ma tante sagaci riflessioni per provare a comprendere cosa stia andando storto e quale sia il discrimine tra realtà e verità, tra notizia e pettegolezzo, tra ciò che dovremmo e ciò che vorremmo davvero sapere.

Una scrittura brillante, incisiva e piena di pathos. Fabio Pisano, aiutato da una coppia di attori in splendida forma, seduce il pubblico del Piccolo Bellini con i dialoghi e il cinismo disilluso dei suoi personaggi, lati opposti uno specchio opaco e rotto, nel quale tutto, ma proprio tutto, è relativo.

Tranne la bellezza di spettacoli come questo, sia ben chiaro.

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