Anime e manga: quali sono le differenze?

anime e manga

Anime e manga sono attualmente le forme d’arte di origine giapponese più esportate al mondo. Le nuove generazioni sono cresciute guardando anime e leggendo manga, avventurandosi nei mondi fantastici creati dagli autori, assieme a personaggi diventati mitici.

Se siete curiosi di scoprire quali sono le differenze tra anime e manga, oggi andremo finalmente ad illustrarle.

Differenze tra anime e manga: confronto diretto

Caratteristica Anime Manga
Formato Animazione (TV, Cinema, Web) Fumetto cartaceo (Riviste, Volumi)
Colore Prevalentemente a colori Prevalentemente in bianco e nero
Origine termine Da “Animation” (Inglese) Da “Man” (Immagine) + “Ga” (Veloce)
Fruizione Visione passiva e dinamica Lettura attiva (da destra a sinistra)

1. Anime: significato e caratteristiche

Il termine anime è l’abbreviazione di animeshon, derivata dall’inglese animation e indica tutti quei “cartoni animati” realizzati a partire dagli anni ’70 grazie a Osamu Tezuka (creatore, tra le tante cose, della serie Astro Boy) in Giappone. Possono essere prodotti per il cinema, per la televisione o per Internet. L’anime di solito è la diretta trasposizione di un manga che ha avuto molto successo.

Anime e manga svolgono un ruolo centrale nella vita quotidiana dei giapponesi e per questo motivo presentano richiami continui alla cultura del paese del Sol Levante: creature mitologiche, spiriti e demoni legati allo shintoismo, rispetto per le gerarchie sociali del Confucianesimo, contrapposizione tra giri (cosa si deve fare per senso di dovere verso gli altri) e ninjo (cosa si vuole fare per compiacere sé stessi).

Contrariamente a quanto si possa pensare, gli anime presentano una vasta gamma di generi narrativi: dalla fantascienza alla commedia, dall’horror allo sportivo, dal giallo al romantico. Il primo paese esportatore di prodotti animati giapponesi è stato quello degli Stati Uniti, che fin dal 1963 con Astro Boy introdusse sulle proprie reti televisive le storie nipponiche. A seguire dagli anni ’90 anche Italia, Francia e Spagna iniziarono ad ampliare la propria offerta di anime.

2. Manga: definizione e stile

Con il termine manga vengono indicati tutti i fumetti scritti nella terra del Sol Levante. Il termine viene usato per la prima volta da Rakuten Kitazawa mettendo insieme gli ideogrammi di man (漫, immagine) e ga (画, veloce). La figura umana caratterizzata da occhi grossi che ha reso famosi gli anime e manga, è nata dall’ispirazione di Osamu Tezuka a partire dallo stile Disney e in particolare dal lungometraggio Bambi.

La rilegatura è a destra e a differenza dei fumetti occidentali si legge da destra verso sinistra. Tra le caratteristiche stilistiche notiamo l’uso del bianco e nero nei manga, preferito al colore usato negli anime, e una notevole attenzione ai dettagli che arrivano a occupare intere tavole.

Le storie vengono pubblicate su una rivista specializzata, assieme a tante altre. Solo dopo aver raggiunto un certo successo verranno raccolte in volumi singoli. La fama mondiale acquisita dal fumetto nipponico è stata tale da ispirare autori di tutto il mondo: infatti ad oggi vengono pubblicate opere straniere dallo stile nipponico, chiamate global manga.

Tra i manga più famosi troviamo Dragon Ball, One Piece, Naruto, Saint Seya, Sailor Moon, Detective Conan e Neon Genesis Evangelion.

In conclusione, la grande differenza è che un manga può essere letto e sfogliato, con una crescente suspence che alimenta la voglia di girare pagina per scoprire cosa proseguirà nella storia mentre guardando gli anime lo spettatore “subisce” ciò che accade sullo schermo dato che tutto scorre in maniera più veloce, grazie ad animazioni sempre più vivaci. Inoltre, il manga è in bianco e nero mentre l’anime è a colori. Alla fine, sia che si voglia sfogliare un manga o guardare un anime, l’intrattenimento è assicurato.

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Immagine in evidenza: Pixabay

Articolo aggiornato il: 27/12/2025

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