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Eroica Fenice

Inshalom (o l’assurda partita) torna allo ZTN

Una produzione Teatro ZTN e Naviganti InVersi (APS)

Breve sinossi

La guerra fra Palestina e Israele rivive in questa piece tragicomica, nella quale viene raccontata la difficile convivenza tra il palestinese Nassur e l’israeliano Shlomo.

All’interno di una fantomatica stazione conta – anime, situata proprio sulla Striscia di Gaza, i due protagonisti svolgono per i rispettivi governi un sinistro lavoro, sotto lo sguardo (poco) attento di Bob, un soldato dell’ONU: tenere il conteggio delle persone morte a causa della guerra, ridotte ormai a semplici numeri utili alla propaganda dei rispettivi governi.

L’orrore della guerra raccontato attraverso umorismo nero e risate, ma anche con profonda umanità. Un messaggio pacifista, condivisibile e mai banale.

Note di regia

Potrebbe cominciare così: “Ci sono un palestinese, un israeliano e un americano. Si ride, ma non è una barzelletta”.

Ecco, in questa pièce ho cercato di raccontare il conflitto arabo israeliano senza cedere al facile patetismo da “Giorno della Memoria”.

Qui, Israele e Palestina giocano lo stesso assurdo gioco, e nessuna nazione ne esce vincitrice.

Al di là delle questioni storiche, dell’evidente superiorità militare israeliana, di chi possa o meno vantare diritti su una terra intrisa di sangue, nessuno ha ragione, se a perdere la vita sono sempre coloro che si ritrovano al centro del conflitto.

Ed è proprio il conflitto che ho cercato di rappresentare in una dimensione quasi ristretta, in scala: dalle piccole scaramucce quotidiane alle tante divergenze che potrebbero tranquillamente essere appianate attraverso un dialogo sincero.

Si racconta la difficile convivenza di due persone che si ritrovano ad essere nemici senza un vero motivo, a odiarsi perché divisi da una guerra sanguinosa e inutile che infuria all’esterno.

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