Dante al Palazzo Reale, un viaggio ultraterreno nella città di Napoli

Dante al Palazzo Reale

Dante al Palazzo Reale, una mostra all’interno dello storico palazzo napoletano celebra i 700 anni della morte del poeta fiorentino

Dante al Palazzo Reale è la mostra artistica multimediale dove i quadri del pittore ottocentesco Tommaso De Vivo incontrano le nuove tecnologie per accogliere il visitatore in un “viaggio ultraterreno tra arte e nuove tecnologie”.

In occasione del settecentesimo anniversario della nascita del poeta fiorentino, la direzione del Palazzo Reale di Napoli e l’Università degli Studi Federico II hanno realizzato questa mostra affinchè anche Napoli abbia la possibilità di aggiungersi alle città italiane che hanno omaggiato l’autore della Divina Commedia durante il 2021 con diversi eventi culturali. Le sale dell’esposizione appartengono alla famosa Galleria Genovese, un collegamento  realizzato nel XIX secolo tra il Teatro San Carlo e la stessa reggia del sovrano.

In questa mostra sono esposti tre quadri realizzati dal pittore partenopeo Tommaso De Vivo per il sovrano d’Italia Vittorio Emanuele II tra il 1863 e il 1865 (il 1865 è la data in cui si celebrarono i 600 anni della nascita di Dante Alighieri). Tali opere furono divise dal ciclo originario e spartite tra la Biblioteca Nazionale, la Reggia di Caserta e lo stesso Palazzo Reale.

Dante e Virgilio incontrano i poeti nel Limbo, un viaggio all’Inferno

“vidi quattro grand’ombre a noi venire: 

sembianz’avevan nè triste nè lieta

Lo buon maestro cominciò a dire:

“Mira colui con quella spada in mano,

che vien dinanzi ai tre sì come sire:

quelli è Omero poeta sovrano;

l’altro è Orazio satiro che vene;

Ovidio è ‘l terzo, e l’ultimo Lucano”

(Inferno Canto IV)

Ad accogliere i visitatori c’è una sala dedicata alla prima cantica, ossia l’Inferno. Il quadro mostrato al pubblico è “L’incontra tra Dante e Virgilio con i grandi poeti antichi del Limbo”, tratto dal IV canto. Qui i due protagonisti si trovano nel Limbo, la prima cerchia infernale dove sono destinate le anime dei bimbi morti senza battesimo oppure tutti coloro che non hanno creduto in Dio nonostante abbiamo compiuto nobili imprese in vita. Il poeta toscano ha la possibilità di incontrare eroi del ciclo troiano come Ettore e Enea, pensatori del passato come Platone, Socrate, Aristotele, Eraclito o Anassagora ma anche “personalità islamiche” come il sultano Saladino, il filosofo Averroè e il medico Avicenna.

Il dipinto di De Vivo rappresenta uno dei momenti più profondi del canto, l’incontro con i quattro poeti dell’antichità greco-romana: Omero definito “poeta sovrano” (autore dell‘Iliade e dell’Odissea), Orazio (l’autore delle Satire e delle Odi), Ovidio (colui che scrisse le Metamorfosi, le Eroidi e gli Amores) e infine Lucano (autore della Guerra Civile).

Al centro della sala c’è un codice miniato virtuale sia in lingua italiana che in inglese, da questo si possono ammirare alcune miniature dell’Inferno dantesco, leggere i versi del poeta e restare sorpresi per i meravigliosi effetti visivi.

Il luogo del pentimento, Dante arriva al Purgatorio e incontra Beatrice

Invece il tema della seconda sala è il Purgatorio, qui c’è un’altra opera dello stesso De Vivo. Si tratta di “Purgatorio” dove Dante incontra la sua Beatrice prima di procedere il viaggio verso l’ultima destinazione. La scena è tratta dal Canto XXIX, ossia l’apparizione di Beatrice su un carro trainato da un grifone dopo che Dante ha seguito un percorso di purificazione e ha assistito ad una processione dedicata alla Virtù Teologali e Cardinali e ai vari libri che compongono la Bibbia cristiana. La vicenda è ambientata sulla sommità del monte del Purgatorio, nel Giardino dell’Eden. 

Si aggiungono alla mostra anche un codice miniato virtuale, realizzato da Kaos Produzioni, che permette al turista di “sfogliare le pagine di un manoscritto medievale” e altri due dipinti; “Dante e Virgilio nel Purgatorio” di Domenico Morelli e “Dante nello studio di Giotto” di Luigi Stanziano. 

L’ultimo viaggio, il poeta fiorentino arriva al cospetto di San Pietro e assiste alla “luce etterna”

Ed ella: “O luce etterna del gran viro

a cui Nostro Segnor lasciò le chiavi,

ch’ei portò giù, di questo gaudio miro,

tenta costui di punti lievi e gravi,

come ti piace, introno de la fede,

per la qual tu su per lo mare andavi”

[…]

“Di, buon Cristiano, fatti manifesto:

fede che è?” Ond’io levai la fronte

in quella luce onde spirava questo;

poi mi volsi a Betarice, ed essa pronte

sembianze femmi perch’io spandessi

l’acqua di fuor del mio interno fonte”

(Paradiso Canto XXIV)

Infine, l’ultima stanza si rifà la cantica del Paradiso; “Dante al cospetto di Beatrice e di San Pietro”, il quadro rappresenta una scena del canto XXIV del Paradiso. In questo episodio, Beatrice e il poeta interrogano tre importanti figure del panorama cristiano; San Pietro sul tema della Fede, San Giacomo Maggiore sulla Speranza e San Giovanni sulla Carità.

Nel frattempo un proiettore, posizionato nel centro della sala, permette ai visitatori di guardare la “luce etterna” menzionata da Dante; trasportandoci verso la bellezza di Dio e del mondo celeste. Un momento molto speciale che permette al visitatore di “indossare i panni del sommo poeta e di vivere in prima persone questo viaggio nei tre regni dell’aldilà”. 

Dante al Palazzo Reale, cosa ci insegna questa mostra d’arte ? 

” […]Oltre la barriera di sette secoli, la Divina Commedia continua a farci vivere, attraverso il suo fascino meraviglioso e inestinguibile della sua lingua e delle sue invenzioni, una molteplicità di esperienze reali come oggetti del mondo esterno prodotti che sono invece l’esito di un gratuito e spiazzante gioco di fantasia. Dante rappresenta la sua esperienza in modo tale che ogni lettore può riconoscervi la propria: nel suo destino individuale, che va dalla caduta al riscatto, è racchiuso il destino di ogni uomo”.

Queste sono le parole stampate sul muro a fine del percorso per ricordare al visitatore perché l’opera di Dante possa essere considerata ancora attuale nonostante la sua realizzazione nel Medioevo, in un clima tra riscoperta dei classici e sentimento mistico-religioso.

La mostra sarà visitabile fino al giorno lunedì 1 marzo 2022

Fonte immagine di copertina: Si ringrazia il Palazzo Reale di Napoli (pagina Facebook)

A proposito di Salvatore Iaconis

Nato nel 1999 a Napoli e iscritto al corso di laurea di Lettere Moderne all’Università Federico II di Napoli. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal 26 gennaio 2021. Grande amante della lettura dai classici della tradizione fino ai best-sellers più recenti, appassionato di cinema in tutte le sue forme nonché di teatro, storia, arte e filosofia.

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