Gemma Donati, la moglie ombra di Dante

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Gemma Donati, chi era la moglie del sommo poeta Dante Alighieri

Gemma Donati, la cosiddetta moglie ombra di Dante è una donna destinata ad essere offuscata e a non lasciare un’impronta significativa nella storia, in quanto non ci sono molte informazioni su di lei.

Fa eccezione un unico atto erogato a Firenze nel 1329 che accerta il suo legame coniugale con il Sommo Poeta. In tale documento, Gemma richiede la restituzione della sua dote, di circa 12 fiorini, pagata dal padre a Dante.

Il Matrimonio con Alighieri

La figura di Gemma Donati viene tratteggiata da Boccaccio nel “Trattatello in laude di Dante“, nel quale accenna alla donna come la “fortunata” che riuscì a sposare il poeta, in seguito alla morte di Beatrice, l’amore platonico di Dante, il cui ricordo indelebile nella mente del sommo poeta contribuisce a rendere il suo matrimonio infelice. I due erano destinati a sposarsi dall’età di 12 anni, attraverso l’approvazione del documento notarile Instrumentum dotis, ma tale unione fu vantaggiosa solo per Dante, essendo erede di una famiglia della piccola nobiltà caduta in disgrazia. Sappiamo che Gemma crebbe i figli avuti con Dante da sola, durante l’esilio del marito: ciò testimonia la grande forza che si cela dietro la figura di una donna, la quale si dimostra combattiva per se stessa e i suoi figli, senza il bisogno di un marito, condizione di fondamentale importanza per le donne dell’epoca.

Una donna all’ombra dell’uomo

L’unico riscatto che Gemma Donati riesce ad avere è la restituzione della propria dote alla morte del marito, ma non riesce a lasciare un segno nelle opere del Sommo Poeta,  perdendo la possibilità di aggiudicarsi la fama eterna. Gli innumerevoli studi critici non hanno individuato alcun tipo di connessione tra le donne, citate da Dante e la moglie Gemma, la quale, pur avendo un ruolo fondamentale nella vita quotidiana del poeta, in quanto moglie e madre dei suoi figli, risulta essere invisibile agli occhi dei lettori, non ricevendo alcuna menzione e finendo per essere la figura più in ombra della storia della letteratura italiana, oltre che l’eterna seconda.

 

Fonte immagine: Wikipedia.

 

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