Metamorfosi e travestimenti: la voce nei libri a Napoli Città Libro

napoli città libro

Domenica 16 Aprile, Napoli Città Libro ha accolto l’incontro “Metamorfosi e travestimenti: la voce nei libri”, guidato da Giuditta Casale fondatrice di Giudittalegge, con ospiti le scrittrici Viola Ardone e Carmen Pellegrino.

Giuditta Casale accompagna le scrittrici Viola Ardone e Carmen Pellegrino all’evento di Napoli città libro “Metamorfosi e travestimenti: la voce nei libri”, come un canto di sirena che seduce il lettore e lo induce a rimanere incollato alle pagine, fino al punto finale.

Che cos’è la voce? Dialogo accorato con le autrici a Napoli città libro

Viola Ardone, autrice di diversi opere tra cui Oliva Denaro e Il treno dei bambini, e Carmen Pellegrino, penna dietro Cade la terra e La felicità degli altri, raccontano, a Napoli città libro, il processo che utilizzano per trovare la propria cifra narrativa e inevitabilmente si raccontano, mettendo a nudo loro stesse e la loro scrittura. 

In tal senso, Viola Ardone rievoca la metafora dell’innamoramento per illustrare la capacità trasformativa del lettore, l’abilità che ha nel manipolare ciò che legge, e d’altronde come lei stessa cita “uno scrittore non sa di cosa parla il suo libro finché non viene letto.”
Ed è in questo che la lettura è simile all’innamorarsi, perché chi ama proietta verso l’oggetto d’amore una serie di speranze e di desideri, esattamente come il lettore lo fa con i libri e al contempo ne esce diverso, non solo mostra la sua parte migliore, ma muta se stesso: non siamo più gli stessi sia dopo che ci siamo innamorati, sia dopo aver letto un libro. 

Il rapporto di Carmen Pellegrino con la lettura, d’altro canto, è diverso. Affamata di libri sin dall’infanzia, non ha mai trovato nel suo paesino d’origine al confine tra la Campania e la Basilicata un luogo dove nutrire questa sua fame, se non una piccola cartolibreria del borgo. Leggere libri non adatti alla sua età l’ha trasformata e ha placato quel senso di solitudine che pervade chi legge.

Il dialogo con Giuditta Casale, a Napoli città libro, fa emergere una seconda e importante domanda  “Come si scrive la voce?”
Non può che trattarsi di una risposta estremamente personale ed unica. 
Viola Ardone parla della sua scrittura, un processo totalizzante e selvaggio, una proiezione forte e simbiotica. Racconta che riconoscere di dover scrivere un libro quando un personaggio comincia a parlarle e non può smettere fin quando questa voce non si placa, solo così sa di aver concluso quella storia. 
Non ha piani, ci dice Viola Ardone a Napoli città libro, ma solo dei fari che la guidano in un’immensa nebbia fino a conclusione del processo.

Carmen Pellegrino, d’altronde, si interroga su cosa sia effettivamente la voce e se possa essere ricondotta allo stile e al lessico, o al modo di parlare dei suoi protagonisti. Fa una particolare attenzione alla pluralità di voci che sente e alla maniera minuziosa in cui dà loro vita. In tal senso cita Ann Carson e il suo processo di decreazione, come eliminazione di sovrastrutture nella scrittura. “Quando si scrive bisogna essere disposti a non proteggersi e a non proteggere gli altri.” 
La scrittura è un atto di esposizione delle vulnerabilità e Viola Ardone e Carmen Pellegrino, con la guida di Giuditta Casale hanno dato ai loro lettori l’opportunità unica di ascoltare delle preziose confidenze riguardo il loro processo creativo.

 

Fonte immagine per l’articolo “Metamorfosi e travestimenti: la voce nei libri a Napoli Città Libro”: Napoli città libro

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A proposito di Dana Cappiello

Classe 1991, laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione. Ho sempre sentito l’esigenza di esprimermi, impiastricciando colori sui fogli. Quando però i pensieri hanno superato le mie maldestre capacità artistiche, ho iniziato a consumare decine di agende. Parlo molto e nel frattempo guardo serie tv e leggo libri.

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