La moda, così come la storia, presenta corsi e ricorsi. Gli eventi rivoluzionari segnano svolte significative in ambito socio-politico, economico, ripercuotendosi sugli stili di vita e sulla moda. E puntualmente, col trascorrere dei decenni, certe tendenze ritornano, proprio come la moda anni ’70.
Ebbene ritornano i mitici pantaloni e jeans a zampa d’elefante, così come le scarpe con la zeppa, le fascette sulla fronte, i capelli lunghi con la riga in mezzo.
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Le icone di stile degli anni ’70 in breve
| Icona / Stilista | Contributo principale |
|---|---|
| John Travolta (Tony Manero) | Simbolo della Disco Music e dei completi attillati. |
| David Bowie | Pioniere del Glam-rock e dell’androgino. |
| Elio Fiorucci | Innovatore del tessuto elasticizzato e stile pop. |
| Yves Saint Laurent | Introduzione di capi maschili nel guardaroba femminile. |
Gli anni ’70 sono figli della rivoluzione giovanile esplosa negli anni ’60 attraverso la cultura “hippie”: un’autentica controcultura che abbraccia la rivoluzione sessuale e l’uso di stupefacenti, al fine di ampliare lo stato di coscienza. L’ideale di pace e libertà è ben espresso nello slogan contro la guerra in Vietnam: “Fate l’amore, non la guerra”. I “figli dei fiori” con il loro “Flower Power” diffondono la rivoluzione non solo sulle idee e sulla cultura: esprimono il trionfo dell’amore e della sperimentazione attraverso una moda, che oggi torna ad imporsi con determinazione, così come attraverso la musica e l’arte in generale.
Il contesto storico degli anni ’70
Gli anni del boom economico, della conquistata agiatezza e del benessere diffuso negli anni ’50, conoscono un progressivo declino nel decennio successivo, fino ad esaurirsi del tutto all’inizio ormai degli anni ’70. Un decennio complicato, in cui l’ombra della guerra fredda (1947-1991) incombe sulla politica mondiale e sul commercio. Il tutto è acuito dalla guerra del Vietnam (1955-1975), che innesca un senso di opposizione e ribellione, soprattutto nel cuore dei giovani, espresso nelle nuove tendenze ideologiche e stilistiche.
Per la moda, gli anni ’70 costituiscono un decennio in continuo fervore, nel corso del quale si spazia in varie e variegate direzioni: dal glamour, all’hippie, al punk, al fenomeno della disco music, fino a tornare verso la fine del decennio ad uno stile più classico e androgino. Con gli anni ’70 nasce la concezione di gusto personale e libera scelta estetica, con i giovani che tendono a mescolare vari stili e culture in maniera fantasiosa.
Abbigliamento e accessori femminili
Negli anni ’70 il “mini”, tipico degli anni ’60, cede il posto a lunghezza ed ampiezza, rinvenute in gonne ed abiti, e gettonatissimo è il plissé. In contrapposizione ai già citati pantaloni a zampa d’elefante, emergono anche shorts minuscoli. Molto adoperate anche le gonne a pantalone. Spopolano la maglieria e il crochet, spaziando da maglioni a gilet, agli abiti e ai cardigan. Per la disco music, il lamé decora top, gonne e tute, conferendo un look luminoso. Le borse acquistano maggiore funzionalità, diventando più ampie e spesso a tracolla. Per le scarpe, le più diffuse sono senza dubbio le zeppe e gli stivali. Gli occhiali assumono forme squadrate ed enormi, mentre per la bigiotteria si spazia da collane, orecchini e piume, in materiali semplici ma vistosi.
Abbigliamento e accessori maschili
Due correnti contrapposte delineano la moda maschile anni ’70. Da un lato lo stile della “contestazione”, dall’altro uno stile più serio che recupera elementi dagli anni ’30-’40, con pantaloni a vita alta e gamba larga. Diffuse sono le giacche in stile marinaresco, come il montgomery, e i giubbotti di pelle o camoscio. Le camicie abbandonano gradualmente le lunghe punte. Tra le più affascinanti rivoluzioni, c’è l’introduzione della moda unisex. Lo stile androgino consente alle donne di indossare capi prima di taglio esclusivamente maschile: jeans, pullover, salopette. Anche i capelli, sulla scia dello stile hippie, divengono lunghi sia per le donne che per gli uomini.
La “contromoda”: hippie, glam-rock e punk
La moda anni ’70 non promuove uno stile univoco, ma abbraccia varie culture. Nasce la cosiddetta “contromoda”, espressa attraverso diversi movimenti. Il più noto è quello hippie, che cerca di replicare lo spirito e lo stile di vita delle culture orientali e nomadi. Le tuniche vengono indossate indistintamente da uomini e donne, attingendo anche alla cultura degli Indiani d’America con abiti in pelle e frange. Al movimento “Peace & Love” rimanda il celebre musical rock Hair (1967).
Sulla scia della contromoda hippie si pone quella “glam-rock”, il cui simbolo indiscusso è David Bowie. Tale moda rifiuta la diversificazione dei sessi e sua peculiare caratteristica è l’eccesso: smodato l’uso di lustrini, lurex, lycra e colori accesi. Verso la fine degli anni ’70 un nuovo movimento di contromoda rompe le regole: il “punk”. Questo è il manifesto della gioventù britannica contro i pregiudizi e il disagio sociale. Gli outfit si caratterizzano per le alte “creste” colorate e per il riutilizzo di materiali come gomma e plastica, con simboli forti atti a oltraggiare il pudore.
Fonte immagine: Pixabay
L’articolo è stato aggiornato in data 26/12/2025.


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