Dove guardare anime in streaming: ecco le 3 piattaforme migliori

Dove guardare anime in streaming: ecco le 3 piattaforme migliori

Le piattaforme dove guardare anime in streaming, ad oggi, sono molte di più di quanto non lo fossero dieci anni fa. Ora che il fenomeno dell’animazione giapponese si è esteso tra i giovani e gli adulti, molti distributori digitali si sono attivati per permettere ai propri clienti di usufruire di intere sezioni dedicate unicamente agli anime. Il punto chiave, ora, è capire quale provider scegliere, perché ognuno ha i suoi innegabili pro e i suoi contro.

Ne ho selezionate tre tra le più valide e utilizzate sul mercato italiano, così potrete scegliere quella che fa meglio al caso vostro.

Le migliori piattaforme per guardare anime: confronto e prezzi (2026)

Piattaforma Streaming Punti di forza e catalogo Prezzo base (mensile)
Crunchyroll Catalogo anime immenso, episodi in simulcast a un’ora dall’uscita in Giappone. 4,99 € (Piano Fan)
Netflix Ottimi doppiaggi italiani, produzioni originali (Netflix Original) e film Studio Ghibli. 5,49 € (Standard con pubblicità)
Amazon Prime Video Titoli esclusivi e canale tematico aggiuntivo Anime Generation (Yamato Video). 4,99 € (+4,99 € per Anime Generation)

Crunchyroll: la principessa degli anime streaming

Dove guardare anime in streaming: ecco le 3 piattaforme migliori

Crunchyroll è la piattaforma pensata appositamente per chi mangia pane e anime. Fondata originariamente nel maggio del 2006 da un gruppo di studenti universitari di Berkeley, era un sito profondamente diverso da quello che conosciamo e usiamo oggi. Inizialmente, infatti, era partito come semplice sito multimediale per condividere video, esattamente come YouTube e Dailymotion. All’epoca, poter guardare anime legalmente in Occidente era molto complicato, quindi tantissimi utenti ripubblicavano anime in violazione del copyright su Crunchyroll per riuscire a condividere episodi e intere serie altrimenti inaccessibili, creando un fenomeno virale che portò molti gruppi di appassionati a formare delle agguerrite squadre di traduzione fansub non ufficiali, pur di renderli fruibili agli utenti internazionali.

Col tempo però il progetto amatoriale crebbe a tal punto che i proprietari tentarono la grande svolta commerciale, contattando direttamente i rigidi distributori giapponesi per trasmettere gli episodi legalmente sul proprio sito. Il primo, storico accordo importante fu stretto con TV Tokyo per trasmettere ufficialmente la serie di Naruto nel 2008, e da allora la piattaforma ha abbandonato definitivamente la sua natura illegale per diventare un canale ufficiale.

Oggi il sito offre ai suoi abbonati un parco titoli vastissimo. Hanno praticamente tutto e continuano a ottenere esclusive molto importanti per il mercato. Se esce qualcosa di nuovo in Giappone, solitamente dopo appena un’ora lo si può trovare già disponibile con i sottotitoli in italiano e (spesso) il successivo doppiaggio. Detengono i diritti di distribuzione streaming anche di grandi classici generazionali come One Piece, ma offrono tempestivamente anche le novità del momento come Jujutsu Kaisen e Chainsaw Man, diventando ora loro stessi diretti finanziatori di progetti originali, come film al cinema e fiere dedicate al settore. La cosa estremamente comoda per gli appassionati è che su questa piattaforma puoi trovare anche serie molto di nicchia o datate che altrove non sono assolutamente disponibili.

Il sito può essere usato anche gratis, ma preparatevi a dover vedere un sacco di inserzioni pubblicitarie e a non poter vedere l’ultimo episodio di una serie in simulcast in anteprima.

Eccovi i tre piani di abbonamento offerti da Crunchyroll:

  • Fan (4,99 € al mese): si può guardare tutto il catalogo senza interruzioni pubblicitarie su un solo dispositivo alla volta.

  • Mega Fan (6,49 € al mese): puoi guardare i contenuti fino a quattro schermi in contemporanea e scaricare gli episodi sui dispositivi mobili per vederli offline.

  • Annuale (64,99 €): risparmi un po’ rispetto al pagamento mensile e hai garantiti tutti i vantaggi del piano Mega Fan. Inoltre, durante le grandi fiere del fumetto come il Comicon di Napoli, offrono solitamente degli sconti promozionali che fanno abbassare il prezzo anche a soli 50 € annuali.

Se vi trovate in una comitiva di amici numerosa e tutti siete fan di anime, l’abbonamento annuale diviso tra voi sarà sicuramente perfetto.

Netflix: un ottimo sito dove guardare anime

Dove guardare anime in streaming: ecco le 3 piattaforme migliori

Netflix non è una piattaforma nata originariamente per distribuire anime in streaming, ma negli ultimi anni la “grande N rossa” ci ha puntato tantissimo. Lo si può notare chiaramente da come l’azienda stia aumentando vertiginosamente i finanziamenti verso la produzione di anime originali in proprio, grazie ad accordi commerciali con vari studi di animazione nipponici che lavorano ormai per conto di Netflix. Il vero punto forte della piattaforma è l’essere riuscita negli anni ad accaparrarsi titoli di terze parti abbastanza importanti nel settore e a produrne di nuovi ed esclusivi.

Qui non si trova certo la quantità infinita di anime presenti fisiologicamente su Crunchyroll. Tuttavia, è possibile scovare delle gemme di altissima qualità visiva. Netflix produce i propri titoli, denominati “Netflix Original”, che spaziano in vari generi (spesso destinati a un pubblico adulto), come Devilman Crybaby, Cyberpunk: Edgerunners, Baki e Kengan Ashura. Un’altra cosa decisamente positiva per l’utente italiano è che quasi tutto il catalogo anime è interamente doppiato in italiano, spesso da direttori e doppiatori di alto livello. Hanno anche acquisito i diritti di titoli storici e imprescindibili come Neon Genesis Evangelion e di tutti i magici film dello Studio Ghibli (di Hayao Miyazaki), rendendo di fatto Netflix una piattaforma premium dove guardare anime di ottima fattura.

Passiamo alla nota dolente per i consumatori: il prezzo. Negli ultimi anni i costi di abbonamento di Netflix hanno continuato inesorabilmente a salire, fino ad arrivare alle cifre attuali.

  • Standard con pubblicità (5,49 € al mese): costa poco rispetto agli altri, ma avere le interruzioni pubblicitarie durante un episodio è spesso considerato frustrante da chi già paga un canone per usufruire del servizio streaming.

  • Standard (12,99 € al mese): permette di riprodurre video in Full HD e di utilizzare fino a due schermi condivisi (all’interno dello stesso nucleo domestico).

  • Premium (17,99 € al mese): garantisce un’eccezionale qualità video in 4K (Ultra HD) e fino a quattro schermi condivisi contemporaneamente.

Il grande limite di Netflix per gli appassionati hardcore è che, se cerchi una serie stagionale giapponese in simulcast appena uscita in patria, è quasi impossibile che sia disponibile in tempi brevi sulla piattaforma, che predilige solitamente il rilascio in blocchi o a stagione conclusa (spesso ricorrendo alla pratica del binge-watching).

Amazon Prime Video: il fenomeno più recente

Dove guardare anime in streaming: ecco le 3 piattaforme migliori

Molti hanno sottoscritto l’abbonamento Prime solo e unicamente per le spedizioni rapide dei pacchi, ma dal clamoroso successo di serie originali live-action come The Boys (2019) e dell’adattamento animato Invincible (2021) sul proprio sito di streaming, Prime Video si è fatto notare prepotentemente dal pubblico globale come una solida piattaforma streaming che offre titoli di grande spessore.

L’offerta strutturale di anime della piattaforma base è però un po’ mista e frammentata. Ci sono ottime serie animate visibili esclusivamente su Prime (i cosiddetti Amazon Exclusive), come Dororo, Banana Fish e il capolavoro Made in Abyss. Amazon collabora molto spesso con lo storico editore italiano Dynit, quindi è possibile trovare anche qui nel catalogo base dei buonissimi e curati doppiaggi italiani. Ma il vero e proprio punto di forza della piattaforma sono le innumerevoli esclusive presenti sul loro piano opzionale Anime Generation, che aggiunge al catalogo tantissimi altri titoli inediti (o storici), come l’amatissima e sanguinosa serie di Berserk.

I prezzi di Amazon in questo settore sono molto competitivi:

  • Prime (4,99 € al mese o 49,90 € all’anno): include già una buona base di anime classici e moderni nel catalogo Video, oltre ai noti vantaggi sulle spedizioni Amazon.

  • Anime Generation (4,99 € al mese in più): è un abbonamento aggiuntivo ed esclusivo, offerto e curato anche grazie al prezioso supporto di Yamato Video, che allarga a dismisura il parco titoli dell’abbonamento base con simulcast e pietre miliari dell’animazione.

Il difetto principale del sistema Amazon è, paradossalmente, proprio l’esistenza del canale a pagamento Anime Generation. Come consumatore finale è spesso frustrante trovarsi di fronte a un ennesimo abbonamento extra da pagare mensilmente per usufruire di un catalogo anime completo, costringendo di fatto l’utente ad abbonarsi a due servizi (Prime Base + Canale), sommando così i prezzi a fine mese.

VVVVID: una piccola e storica menzione italiana

Prima dell’avvento massiccio di Crunchyroll, che arrivò ufficialmente in Italia solo nel tardo 2015, VVVVID (una promettente start-up italiana nata nel 2014) decise coraggiosamente di entrare nel difficile mercato dell’intrattenimento streaming, portando legalmente nel nostro Paese tantissime serie di successo planetario come Attack on Titan (L’Attacco dei Giganti), Death Note, Tokyo Ghoul, JoJo’s Bizarre Adventure e Drifters. Oltre a proporre serie famosissime (spesso doppiate ottimamente in italiano), i contenuti erano disponibili del tutto gratuitamente per gli iscritti, supportati unicamente dalla visione di banner e video pubblicitari pre-roll. La piattaforma made in Italy fu accolta con grandissimo entusiasmo, e le loro intelligenti campagne pubblicitarie (che acchiapparono e coinvolsero attivamente vari YouTuber famosi per trasferire i loro format sul sito) sembravano funzionare alla grande.

Purtroppo, però, la favola di VVVVID non durò a lungo e la piattaforma perse progressivamente terreno e diritti contro le major dello streaming arrivate successivamente. Nel 2015 arrivò Crunchyroll con il suo catalogo globale, e poi nel 2017 ci fu il definitivo boom pop di Netflix in Italia; in questo modo, questa lodevole prima realtà italiana trovò lentamente la sua inesorabile fine nell’oblio della rete.

Quindi, dove guardare anime in streaming oggi?

Sfortunatamente, nessuno di questi provider è esente da difetti o compromessi. Tutti i servizi soffrono attualmente per l’aumento generale e fisiologico dei prezzi, ad eccezione di Crunchyroll, che mantiene costi bassi ma che negli ultimi tempi si è purtroppo trovata coinvolta in vari scandali interni. Alcune storiche serie sono state rimosse dai cataloghi senza alcun preavviso per gli utenti a causa del mancato rinnovo dei vecchi contratti di distribuzione nipponici (come è accaduto, ad esempio, per Claymore), e alcuni fan più attenti hanno recentemente scovato dei sottotitoli in italiano evidentemente generati in automatico dall’intelligenza artificiale, fatti probabilmente per rientrare nei ritmi serratissimi dei tempi di pubblicazione in simulcast.

Ad oggi, se si vuole scegliere un posto sicuro dove guardare anime in alta definizione, non c’è fortunatamente più bisogno di andare a cercare (e rischiare) su pericolosi siti pirata e illegali. Ci sono opzioni legali molto valide, accessibili e che funzionano estremamente bene, anche se questi stessi siti soffrono fisiologicamente di alcune problematiche contrattuali e di costi. Ma, in linea generale e tirando le somme: se si è interessati in modo “hardcore” a vedere solo ed esclusivamente anime giapponesi (e si vuole stare sempre al passo con le uscite), Crunchyroll può rivelarsi la scelta economica migliore sul mercato; al contrario, Prime Video e Netflix vanno benissimo e sono consigliati se si cerca in famiglia un sano e variegato mix tra ottimi anime doppiati, cinema, documentari e serie TV live-action occidentali.

Fonte immagini: Locandine promozionali / Immagine in evidenza: Loghi di proprietà dei rispettivi trademark

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