Il regista nudo (serie tv) | Recensione

Il regista nudo, la serie Netflix | Recensione

«Voglio creare una nuova rivoluzione sessuale.» disse e fece Toru Muranishi, l’uomo che negli anni ’80 decise di rivoluzionare la pornografia in Giappone, sfidando la legge e i vari competitor dell’epoca, grazie a Netflix e un incredibile Takayuki Yamada nel ruolo del protagonista della serie Il regista nudo.

Così nasce Il regista nudo, di cui vi presentiamo la nostra recensione.

Il regista nudo (全裸監督Zenra kantoku) è una serie Netflix del 2019, prodotta e scritta da Masaharu Take, basata sul libro Zenra kantoku – Muranishi Tōru den (全裸監督 村西とおる伝) di Nobuhiro Motohashi. La serie è composta da 2 stagioni da 8 episodi ciascuna, la durata media di ogni puntata è di circa 45 minuti. La serie è ambientata a Sapporo negli anni ’80, storicamente ricordato come il periodo del boom economico giapponese. Toru Muranishi è un uomo che come lavoro svolge il ruolo del venditore porta a porta di enciclopedie in inglese, lavoro onesto, visto che in quell’epoca il Giappone doveva cominciare a globalizzarsi con la conoscenza delle lingue, ma purtroppo Muranishi si dimostra essere una totale frana e, dopo essere stato licenziato dal suo capo, la giornata non poteva finire in maniera peggiore, poiché scopre che la moglie lo tradisce cogliendola in flagrante. Dopo essere stato abbandonato anche sul piano matrimoniale e familiare, si reca in un bar squattrinato, tra una bevuta e l’altra incrocia lo sguardo con Toshi (Shinnosuke Mitsushima) che gli fa scoprire il mondo del porno, e da lì Toru avrà la sua illuminazione e scopo di vita, decide di diventare un regista e, contro le leggi dell’epoca sulla pornografia in Giappone, decide di sfidare la legge, le autorità e i competitor del momento pur di creare questa sua rivoluzione sessuale

Ai tempi nella pornografia in Giappone era tutto finto, gli attori coprivano i genitali e imitivano un atto sessuale: questa cosa a Toru non andava bene, avendo preso ispirazione dalla pornografia occidentale voleva a tutti costi avere dei rapporti reali durante le riprese e tutto ciò suscitò scandalo oltre ogni immaginazione. La serie è geniale non solo dal punto di vista registico e attoriale, ma anche dai generi che va a mescolare, di base parte come serie drammatica e autobiografica per poi trasformarsi in una serie quasi crime con accenni di poliziesco e malavitoso per via della presenza anche di bellissime scene dove vi è immischiata la yakuza. Non mancano violenza e scene di sesso anche piuttosto esplicite, particolare per una serie nipponica dove spesso sono più contenuti verso questo genere, le musiche sono tutte azzeccate e non mancano altri attori eccezionali come la star internazionale Ryo Ishibashi.

Zenra kantoku è uno dei gioielli più brillanti che Netflix possieda, e ancora una volta proviene dal Giappone. Se cercate una serie che vi racconta la storia di un fantastico personaggio e ambientata in uno dei periodi storici più affascinanti del Sol Levante, questa serie è proprio quella che ci vuole, non ve ne pentirete.

Fonte immagine in evidenza: Netflix, locandina ufficiale della serie tv

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A proposito di Alessio Gentile

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