Le peggiori trasposizioni di libri in serie TV: 5 esempi

peggiori trasposizioni di libri

Negli ultimi decenni sono numerosi i libri che hanno condiviso lo stesso destino: l’adattamento da libri scritti a film o serie TV. Il fenomeno, pur avvicinando i non lettori a mondi e personaggi nuovi, è spesso al centro di un dibattito piuttosto acceso che vede i lettori delusi nel non trovare gli stessi dettagli presenti nei libri. Sono numerosi i libri che, dalla propria trasposizione, non hanno solo ricevuto maggior fama, ma anche una rivoluzione estrema della trama e dei personaggi. Ecco una lista delle peggiori trasposizioni di libri in serie tv: 

Shadowhunters 

L’avvincente serie di libri nata dalla penna di Cassandra Clare, dopo un primo adattamento cinematografico di poco successo, è stato riadattato per essere una serie televisiva. A causa di questo adattamento, questo è il primo esempio tra le peggiori trasposizioni di libri in serie TV. Shadowhunters: The Mortal Instruments sembrava essere nata con le migliori premesse: trasmessa da Freeform e da Netflix nel 2016, era stata accolta dai fan con grandi aspettative. 

Tuttavia, già dalla prima stagione la serie non si è rivelata un successo. Se i libri permettevano ai lettori di empatizzare con i personaggi e di immedesimarsi, gli attori e lo screenwriting non hanno saputo avere lo stesso effetto. È stato subito evidente ai fan che il personaggio di Clary emergesse poco nella serie, quasi limitata dal compagno Jace. Le modifiche apportate alla trama sono state poco apprezzate dai fan: eliminare battaglie e storyline secondarie non ha fatto altro che impoverire ulteriormente l’esperienza dello spettatore. 

Non c’è stato da stupirsi che la serie non sia sopravvissuta oltre la sua terza stagione, nonostante alcuni fan, ormai affezionati alla serie e al cast, abbiano provato a far partire una petizione per impedirlo. 

Il trono di spade 

Nonostante sia stata una serie di indubbio successo, non si può fare a meno di citare Game of thrones tra le peggiori trasposizioni di libri in serie TV. Se nelle prime stagioni, con il forte appoggio dei libri, gli screenwriters sono stati in grado di creare un prodotto di successo, ricco di sottotrame avvincenti e con un cast estremamente capace, dopo la quinta stagione la serie ha iniziato a perdere colpi, fino ad arrivare alla tanto criticata ottava ed ultima stagione. 

È indubbio che siano state eliminate storyline estremamente importanti, l’assenza di Lady Stoneheart e la modifica di alcune sottotrame sono sicuramente un elemento che fa allontanare molto la serie tv dalle amate Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin. Tuttavia, la serie è stata amata da moltissimi al punto da aver ottenuto uno spin-off, House of the Dragon, con la collaborazione dello stesso Martin. 

Tuttavia, l’ottava stagione, mandata in onda nel 2019, ha modificato l’opinione di molteplici spettatori a riguardo. La conclusione della serie risulta frettolosa e poco attendibile, con trame concluse senza dovute spiegazioni e, talvolta, un po’ out of character. 

Pretty little liars

Trasmessa da Freeform dal 2010 al 2017, la serie Pretty little liars ha avuto un discreto successo, seguito poi da una delusione che ha l’ha resa una tra le peggiori trasposizioni di libri in serie TV. Nata dai romanzi di Sara Shephard, la serie inizia con una trama lenta e poco ritmata, per poi riprendersi nel corso delle stagioni e fornire un’avvincente serie teen crime.  

Ciononostante, sono molti i dettagli che hanno fatto storcere il naso ai lettori degli omonimi romanzi. Primo fra tutti, l’età delle protagoniste: nella serie sono sedicenni dall’aspetto di fascinose ventenni, nei libri dovrebbero avere dodici anni all’inizio degli eventi. Fra personaggi assenti nei libri – Caleb Rivers – e sottotrame stravolte, la serie sembra non aver tenuto troppa fede ai libri, finendo per subire le critiche di molti lettori. Fra le critiche più frequenti va sicuramente menzionata la durata: molti telespettatori hanno abbandonato la serie sul finire, lamentando una protrazione eccessiva degli stessi eventi. 

La nebbia

Il romanzo breve nato dalla geniale penna di Stephen King nel 1980 ha avuto una prima trasposizione cinematografica, per poi essere riadattato a serie tv, trasmessa nel 2017 da Spike. Non è una novità che King non apprezzi alcune delle trasposizioni su piccolo schermo dei suoi romanzi, soprattutto dopo l’aspra critica riservata al film Shining di Kubrik. 

Tuttavia, sembra che The mist abbia raggiunto il culmine: non in grado di far emergere lo spirito arguto di King e la nebbia di inquietudine che genera dalla sua scrittura, la serie è stata ben presto cancellata e non ha mai visto una reale conclusione. Tra le peggiori trasposizioni di libri in serie TV The mist è stata probabilmente quella che maggiormente ha deluso il pubblico. Priva di pathos e caratterizzazione dei personaggi, la serie non fu in grado di appassionare i lettori del romanzo che si aspettavano di rivivere l’intensità del racconto. A ciò si aggiungono le critiche degli spettatori: anche chi non ha letto precedentemente il romanzo ha lamentato una fondamentale carenza nella CGI e nella sceneggiatura. 

The vampire diaries

La serie The vampire diaries fu trasmessa a partire dal 2009 da The CW, nata dai romanzi di Lisa J. Smith. Articolata in otto stagioni, la serie ha avuto un indubbio successo fra gli adolescenti degli anni ’90 e oltre, appassionando con un cast eccezionale e, nelle prime stagioni, un’ottima scrittura. Punto di partenza per gli spin-off The originals e Legacies, la serie ha avuto diversi alti e bassi, per poi concludersi nel 2017 con un’ottava stagione di qualità visibilmente più bassa che l’ha resa una delle peggiori trasposizioni di libri in serie TV. Vittima dei rapporti fra due degli attori principali, Ian Somerhalder e Nina Dobrev, e di una conclusione frettolosa dopo le ultime stagioni che sembrava star portando troppo per le lunghe gli eventi, la conclusione della serie è stata criticata da molteplici spettatori. 

Per quanto sia un prodotto interessante, la serie tv è molto lontana dai libri da cui ha origine. I personaggi nei libri hanno una caratterizzazione differente, la trama è molto distante da quella della trasposizione e se alcuni personaggi sono stati aggiunti alla storyline, altri sono stati totalmente eliminati. 

In conclusione, le trasposizioni su piccolo schermo sono spesso frutto di gioie e dolori: spesso, per goderne a pieno, bisogna tenere a mente di non fare troppi paragoni con i libri di partenza, che nella maggior parte dei casi finiscono per dare un feeling totalmente diverso a chi ne fruisce. 

Fonte immagine “Le peggiori trasposizioni di libri in serie TV: 5 esempi”: hbo.com

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