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Eroica Fenice

Serie tv anni 90: le migliori 9 e le loro colonne sonore

Le serie tv anni 90: quando la musica ha un peso in assenza

Le 9 migliori serie tv anni 90 e il loro rapporto con la musica 

Il mondo delle serie tv è cambiato negli ultimi venti anni. È un dato di fatto questo se si comparano vecchie pellicole degli anni ‘80/’90 con qualcosa di più recente. Pura ovvietà. Però al di là dell’ottimizzazione visuale, anche le trame sembrano essere più complesse oggi, più “cervellotiche”. Basti pensare a Dark, serie televisiva tedesca del 2017 targata Netflix, o a Game of Thrones. Ma come erano strutturate le serie tv anni 90?

I segreti di Twin Peaks

Nella serie tv anni 90 di casa HBO, ad esempio, la trama si sfila e si annoda continuamente su un filo più sottile e complesso, quasi invisibile: la musica. Ogni personaggio o situazione, infatti, ha un suo pezzo che si lega ad una stratificazione di trame non casuali con effetti speciali altrettanto impeccabili. Ecco un altro elemento che rende una serie tv odierna molto più “dinamica”. Un dinamismo già presente, però, nell’universo allucinato e inquietante di David Lynch e Mark Frost in I segreti di Twin Peaks. La serie televisiva statunitense, trasmessa dall’8 aprile 1990, tocca i vertici dell’assurdo e del paradossale e ha segnato profondamente i caratteri delle serie televisive successive. Un gran salto dopo l’interminabile Beautiful di fine anni ‘80 con i suoi caratteri stilizzati e “finzionali” e una struttura che si sviluppa attraverso le relazioni dei vari personaggi, o le loro complicazioni. 

In Twin Peaks, invece, nulla è mai dato come “ovvio”. Anzi la serie sembra seguire in superficie le vicende intorno la morte di Laura Palmer, mentre accade tutt’altro. La sua costruzione può avvenire su due piani: uno psicologico e uno indiziario. Infatti non esistono solo i segni che l’agente Dale Cooper deve decifrare come un detective letterato, alla maniera di E.A. Poe. La stratificazione della dimensione psicologica è così profonda per ogni personaggio che ogni traccia/indizio sulla scena serve allo spettatore a rintracciarne i segni di una follia condivisa. I segni sono rintracciabili anche nella musica, sia quando manca sia quando aderisce alla situazione corrente. La musica è una presenza fondamentale all’interno della serie proprio perché ne aggrava il clima dell’assurdo.

Da questo punto di vista un esempio lampante sono le canzoni Mairzy Doats, Get Happy di Frank Sinatra, e ancora Getting to Know You, Singin’ in the Rain, e The Surrey with the Fringe on Top cantate o ballate da Leland Palmer.

La colonna sonora creata da Angelo Badalamenti, inoltre, aumenta il “perturbante” e l’agghiacciante sensazione di una verità sempre incerta, sempre più improbabile, peggio degli inspiegabili capelli bianchi di Leland Palmer, o i gufi, o la scritta fluo del titolo che fa un po’ ricordare quella di Miami Vice di fine anni ‘80. Chi non ricorda, ad esempio, la chioma di James “Sonny” Crockett (Don Johnson) in Miami Vice e il suo collega Ricardo “Rico” Tubbs? E ancora la chioma bionda di Don Johnson in Nash Bridges sulla sgargiante macchina gialla con il collega Joe Dominguez (Cheeh Marin). Al di là dello scontro tra serie tv anni 90 cult e non cult, Nash Bridges su Rete 4 faceva sorridere, perché era una di quelle serie poliziesche assolutamente stravaganti, alla Baywatch (per intenderci), ma mai quanto A-Team degli anni ‘80. In ogni caso è il tipico poliziesco americano d’azione, distante anni luce dalle modalità misteriose/intellettive dell’inspiegabile morte di Laura Palmer.

Buffy l’ammazzavambiri, Dawson’s Creek e Roswell

Certamente da Twin Peaks divergono serie come Buffy l’ammazzavampiri di Joss Whedon con una giovanissima Sara Michelle Gellar insieme all’antipatia per Cordelia Chase (Carisma Carpenter), o l’amore platonico per Spike (James Marsters) o Angel (David Boreanaz). E ancora le “snervanti” situazioni amorose in Dawson’s Creek e la sigla ripetuta in modo inopportuno dai più. Per non parlare di Streghe, serie fantasy statunitense di fine anni ‘90. Eppure Roswell, altra serie fantasy, sembra trascinare quel senso di “precarietà” alla Twin Peaks. La trama segue le vicende di un gruppo di extraterrestri in Nuovo Messico, e anche qui la storia assume un sapore diverso considerando anche il fattore musicale, in questo caso la canzone di Dido: Here with me.

X-files

X-Files, invece, serie cult del ‘93 creata da Chris Carter risente già del clima “Twin Peaks”. Appartenente al genere fantascientifico, complottistico, horror, drama, thriller, psicologico, e chi più ne ha più ne metta, X-Files si inserisce in quel solco di precarietà in cui le uniche verità possibili sono indicibili, non rintracciabili per via “scientifica”, per intenderci.

Al pari di Twin Peaks, anche la serie di Carter ha affascinato il suo pubblico e l’ha impressionato con la base di Mark Snow, proprio come le tracce dell’italo-americano Angelo Badalamenti. Da questo punto di vista come non ricordare un più recente Fringe prodotto da J.J. Abrams. 

La signora in giallo, Beverly Hills 90210, Xena e Walter Texas Ranger

Il mondo delle serie tv, in sostanza, è vastissimo e i generi, come in ogni settore, servono a “contenere” questa grande varietà in cui incorre sia chi esacerba lavori più di nicchia sia chi non se ne avvicina. E ancora chi è cresciuto con la signora Fletcher (La signora in giallo) e chi con Beverly Hills 90210. Chi ha riso imitando Xena o Chuck Norris in Walter Texas Ranger – che ha fatto la sua storia con la sua barba minacciosa – e chi invece Dale Cooper, o tutti gli altri personaggi successivi. Le serie tv anni 90 hanno creato “stili” e figure di una certa persistenza nel tempo. Ecco una qualità delle serie tv anni 90: la loro durata. Quindi la persistenza dei personaggi, dei motivi, o di un particolare modo di “pensare”.

Spesso il “peso” di una serie dura anni e da anni, infatti, viene da chiedersi: “e allora, chi ha ucciso Laura Palmer?”