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Shakespeare in Love, recensione del film sul Bardo

Shakespeare in Love

Shakespeare in Love è il film sul Bardo più famoso che offre uno sguardo autentico su Shakespeare, mescolando finzione e fatti storici.

Shakespeare in Love, diretto da John Madden nel 1998, è un film che certamente non racconta la pura realtà dei fatti sul più grande drammaturgo di tutti i tempi, ma li intreccia abilmente. Ambientato nel 1593, il film sul Bardo vede il protagonista cercare ispirazione per la sua nuova opera. Sebbene la pellicola si distingua per alcune libertà creative, immaginando Shakespeare in un pub a parlare e confrontarsi con il drammaturgo Christopher Marlowe, il film emoziona, diverte e ispira gli spettatori a conoscere di più la figura avvolta nel mistero di questo scrittore. 

Shakespeare in Love, trama

Il protagonista, Will Shakespeare (Joseph Fiennes), è rappresentato come un uomo talentuoso, ma bloccato dalla mancanza di ispirazione. Questo fino a quando non incontra Viola de Lesseps, interpretata da Gwyneth Paltrow, una giovane donna appassionata di teatro che si traveste da uomo per recitare sul palcoscenico. La relazione tra Will e Viola fornisce l’ispirazione per il capolavoro Romeo e Giulietta (qui forniamo un articolo interessante su una coppia di “progenitori” dei protagonisti del famoso dramma di Shakespeare), e il film suggerisce che molte delle opere di Shakespeare siano state fortemente influenzate dalle sue esperienze personali e dalle persone che ha incontrato nella sua vita.

Una delle speculazioni storiche più interessanti che il film sul Bardo propone riguarda il matrimonio di Shakespeare con Anne Hathaway: quando si sposarono nel 1582 lui aveva 18 anni e lei 26. Data probabilmente anche la differenza d’età, il film si diverte a immaginare che il rapporto tra i due non fosse felice e si fosse fortemente compromesso. Sebbene ci siano poche informazioni storiche su questo periodo della vita di Shakespeare, il film propone una visione piuttosto romanzata della sua vita amorosa, presentando il Bardo come un amante affascinante che vaga per la città di Londra e non si fa scrupoli a tradire la moglie.

Shakespeare in Love solleva anche la questione dell’autenticità delle sue opere. Durante la scena nella locanda, Christopher Marlowe lo accusa di non essere l’autore effettivo delle sue opere, e che potrebbe aver rubato idee da altri scrittori. Questo alimenta la teoria, ancora dibattuta oggi, secondo cui Shakespeare potrebbe essere stato un “autore di facciata” e pur non essendo supportata da prove concrete, il film la utilizza come elemento narrativo per aggiungere suspense e dramma alla trama.

Shakespeare in Love si propone di celebrare non soltanto il teatro come forma d’arte capace di trasmettere emozioni profonde, ma anche di elevare la figura femminile, conferendole pari dignità e diritti in ogni ambito professionale.

Tra le più memorabili prove interpretative fornite da questo sontuoso cast si distinguono sicuramente Judi Dench nel ruolo della regina Elisabetta I e Paltrow in quello di Viola, che ci regala un personaggio indelebile.

La regia del film sul Bardo ci consente di immergerci completamente nella storia grazie anche alla presenza del famoso Globe Theatre che grazie alle scenografie storiche ricostruite in modo piuttosto fedele ci permette di apprezzarne totalmente i marchingegni di scena. Inoltre, i costumi fantastici e abilmente realizzati contribuiscono ulteriormente a catapultare lo spettatore in quell’epoca. 

Dunque, sebbene Shakespeare in Love si prenda alcune libertà circa la verità storica dei fatti, propone abbastanza elementi letterari e storici del periodo storico del drammaturgo per intrattenere tanto il pubblico generale quanto gli accademici più severi. Il film diventa un omaggio affettuoso al genio di Shakespeare e alla magia del teatro, mette in scena una visione romanzata ma emozionante della sua vita e dell’opera, ponendo in rilievo la sua eredità artistica e la sua rilevanza già all’epoca a lui contemporanea.

Fonte immagine: Wikimedia Commons

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