Perché la sveglia fa male: 5 buoni motivi per non usarla

Perché la sveglia fa male: 5 buoni motivi per non usarla

I ritmi frenetici di una società in continuo movimento determinano la necessità di stare al passo con le lancette dell’orologio. Al giorno d’oggi, le giornate di ciascuno sono programmate in anticipo a causa degli impegni lavorativi, delle sessioni di studio e, magari, della vita sociale. Quasi mai i ritmi biologici umani possono essere lo strumento naturale per essere certi di rispettare gli orari: ecco che la sveglia è ormai diventata un oggetto essenziale nella vita di tutti i giorni. Per molto tempo gli studiosi si sono interrogati su quali potessero essere gli effetti negativi di tale meccanismo artificiale di svegliarsi al mattino e, da qualche tempo, si è giunti alla conclusione che la sveglia nuoce alla salute di tutti gli individui che la utilizzano. Non si tratta di un’affermazione ironica legata al desiderio di dormire di più, ma di vere e proprie motivazioni scientifiche. Perché la sveglia fa male? Continua con la lettura dell’articolo per saperne di più.

Quali sono le principali spiegazioni del perché la sveglia fa male?

  1. Senso di agitazione al risveglio

    Quando ci si sveglia a causa del suono della sveglia, non solo ci si sente frastornati ma anche e soprattutto agitati. L’improvvisa interruzione dello stato di tranquillità getta l’individuo appena sveglio in uno stato d’ansia generalizzato, che persisterà per un po’ di tempo dopo il risveglio.

  2. Accelerazione del battito cardiaco

    Nel momento in cui ci si chiede perché la sveglia fa male, la risposta più immediata riguarda uno degli effetti dell’agitazione sopracitata: l’accelerazione del battito cardiaco. Chiaramente, passare dal sonno profondo allo stato di veglia senza seguire la normale stadiazione del processo fisiologico comporta anche l’aumento della frequenza del battito. Se prolungata in virtù dell’abitudine di impostare una sveglia ogni sera prima di addormentarsi, questa condizione può portare a problemi cardiaci.

  3. Elevata pressione sanguigna

    Il secondo effetto più concreto sull’organismo riguarda la pressione sanguigna. In tal senso, perché la sveglia fa male? Come facilmente intuibile, l’agitazione e la conseguente accelerazione del battito cardiaco comportano un innalzamento della pressione sanguigna. Ovviamente, nell’arco della giornata, l’organismo tenderà a ristabilire il suo normale andamento; tuttavia, il ciclico ripetersi di quest’abitudine non è di certo un toccasana.

  4. Danni sulla memoria a breve termine

    Nel momento in cui si ha un risveglio traumatico a causa del fastidioso agente che interrompe il sonno, è quasi scontato chiedersi perché la sveglia fa male. Paradossalmente, le emozioni e la condizione psicologica dell’individuo influiscono maggiormente sul suo stato di salute rispetto alle più concrete condizioni fisiche. A tal proposito, è inficiata anche la memoria a breve termine, che subisce notevoli danni a causa del quotidiano utilizzo della sveglia.

  5. I danni al metabolismo basale

    Se la giornata parte con lo stato di agitazione provocato dalla sveglia, anche il proprio metabolismo ne risente. Quest’ultimo, infatti, non riesce ad attivarsi gradualmente, ma è come spinto a partire in maniera brusca e repentina, un po’ come accendere il motore di un’auto inserendo la quinta.

Con la diffusione di tali studi, la questione del perché la sveglia faccia male non è più qualcosa su cui interrogarsi. Ci si ritrova adesso nella seconda fase della risoluzione del problema. A tal proposito, sono state inserite nel commercio delle sveglie a luce naturale, una sorta di simulatori dell’alba. Prima di andare a dormire, si può selezionare l’orario in cui è necessario svegliarsi; già a partire da un’ora prima, il dispositivo inizierà a funzionare emanando una luce fioca che andrà gradualmente ad aumentare, imitando la luce dei raggi solari, quasi come se questi filtrassero realmente dalla finestra. Anche nelle giornate invernali e uggiose, il sole darà inizio ad una nuova giornata.

 

Fonte dell’immagine in evidenza: Pixabay

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A proposito di Emilia Adamo

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