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YouTube spegne 10 candeline

Provate a cercare “Me at the zoo” su un qualsiasi motore di ricerca e potrete assisterete ad un vero pezzo di storia dell’informatica: signore e signori ecco il primo video caricato su YouTube. Correva l’anno 2005, più precisamente era il 23 aprile, e il giovane ventiseienne Jawed Karim, primo utente nonchè membro fondatore della famosissima piattaforma di video sharing, caricò un filmato di appena 18 secondi di lui in visita allo zoo di San Diego.

Sono passati ben 10 anni da quello storico giorno ed  impossibile negare il successo che YouTube ha riscosso da allora: in una sola decade il sito ha raggiunto il miliardo di utenti! Youtube è disponibile in 75 Paesi e tradotto in 61 lingue, il terzo pvisitato al mondo dopo Google e Facebook e permette agli utenti, detti in gergo “youtubers”, di caricare e visualizzare video suddivisi nelle più disparate categorie, tra le quali solo per citarne alcune possiamo trovare: musica, giochi, sport, news, tutorial, ecc.

Fattore incentivante del boom di iscrizioni è stata l’introduzione del Programma Partner di YouTube che consente agli utenti di guadagnare denaro attraverso inserzioni pubblicitarie e merchandising. Molte volte infatti, prima che un video inizi, può capitare di dover assistere ad un annuncio promozionale; in questo modo i “canali” (le raccolte personali dei filmati degli utenti) che riescono ad attirare un maggior numero di visualizzazioni vengono retribuiti, dato che con i loro video incrementano la visione di spot, che sono spesso a carattere commerciale.

Un evento che certamente ha dimostrato l’evidente diffusione di YouTube nel mondo è stato il caso del videoclip del brano “Gangnam Style”, tormentone del 2012 del rapper sudcoreano PSY. Il filmato infatti, è stato il primo ad aver superato il miliardo di visualizzazioni, comportando il crash (ovvero l’interruzione improvvisa delle connessioni ad un sito) di YouTube, che non aveva più spazio a disposizione nei suoi servers per archiviare il numero di utenti che tentavano di guardare il video. I programmatori hanno quindi dovuto cambiare l’algoritmo del sito aumentando la capienza massima di visualizzazioni disponibili per ogni filmato caricato.

Tuttavia non sono mancati in questi dieci anni di vita processi e diatribe legali tra YouTube e persone singole o società che tutelano i copyrights, per videoclip caricati dagli utenti che violano il diritto alla privacy o i diritti d’autore o con contenuti lesivi per la sensibilità altrui. Addirittura YouTube è stato censurato in diverse Nazioni come Iran, Turchia, Thailandia, Cina e Myanmar per questioni politiche e sociali, come ad esempio il blocco imposto dalle autorità thailandesi per un filmato ritenuto “offensivo” nei confronti del re Rama IX.

In questi dieci anni YouTube, con il suo celebre motto Trasmetti te stesso, ha veramente concesso a centinaia di videoamatori di caricare i propri filmati e ad altrettanti utenti di visualizzarli, permettendo appunto a migliaia di persone di esprimere se stessi, liberamente.

– YouTube spegne 10 candeline –

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